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Al dottor non far sapere…

 

keyboard23Un tweet di Ben Parr di Mashable.com mi suggerisce di leggere un “How to” in rete: Use social media for better health. Dice che YoutTube e Facebook possono aiutare a stare meglio i tuoi pazienti. Come? Così.

1. Spesso per stare meglio dobbiamo stare attenti a un po’ di cose ma ce ne dimentichiamo: cura un blog sul tuo problema, usa Twitter o metti su un gruppo di Facebook di gente che vuole abbassare la pressione o fare esercizio. Usa Google Calendar o un servizio tipo RememberTheMilk e sarai meno sbadato.

2. Se pensi di stare meglio semplicemente mangiando di meno, facendo più esercizio o stirandoti la schiena sappi che c’è modo e modo di farlo. Vai su YouTube e guarda i video che trovi sull’argomento: ce ne sono di eccellenti preparati da associazioni e ospedali di cui ti puoi fidare.

3. I gruppi funzionano, danno sostegno: tante persone cercano di raggiungere lo stesso obiettivo. Trova i gruppi che fanno per te usando Google Groups o scopri i network sociali fatti apposta per la salute, come Gyminee, Gimme20 o Twit2Fit.

4. Tieni traccia dei progressi. Esistono applicazioni apposta; in Facebook, per esempio, Virtual Weight Loss, o per l’iPhone (My Weight Loss Coach). Anche FitDay può essere utile.

5. Aiuta altri a raggiungere i tuoi risultati: scambia articoli interessanti che hai letto, per esempio usando Google Reader; registra video che possano motivare altre persone e mettili in rete.

Il social networking può aiutare anche i clinici e i ricercatori, non solo i malati. Nature Network è un servizio molto utile anche se ancora non conosciuto come dovrebbe essere. L’identità del medico può rafforzarsi mettendosi in rete o, meglio ancora, continuando a partecipare ai network universitari (Cain, 2008). Esistono già le prime esperienze pubblicate di ricerche farmacologiche in rete utilizzando Facebook (Bailey & Zanders, 2008).Comunicare via internet può mettere un freno al turismo congressuale e ridurre il numero di viaggi per meeting e workshop (Cohen, 2008). Negli Stati Uniti è stato fatto un primo censimento di biblioteche mediche che si relazionano con l’utenza di nuovo grazie a Facebook (Hendrix et al, 2009).

Pensavo di parlarne a Reggio Emilia l’8 maggio, ma le organizzatrici del workshop al quale sono stato invitato mi hanno pregato di non farlo: al personale sanitario dell’Azienda non è permesso usare “certi siti. Se scoprissero che sono utili potrebbero chiedere di accedervi.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…