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	<title>dottprof.com &#187; Youtube</title>
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	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
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		<title>La direzione la indica l&#8217;angelo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 11:50:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Troppa realtà: c’è da diventare matti”. Questo tweet di Humair Haque mi ha accolto al ritorno dall’incontro sul rapporto tra internet e gli adolescenti. “Too much reality will drive anyone insane”: era la sensazione che provavo dopo una mattina ad ascoltare racconti e punti di vista di ragazzi, genitori, insegnanti, tecnici scolastici. Testimonianze che tracciavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Troppa realtà: c’è da diventare matti”. Questo <em>tweet</em> di Humair Haque mi ha accolto al ritorno dall’incontro sul rapporto tra internet e gli adolescenti. “Too much reality will drive anyone insane”: era la sensazione che provavo dopo una mattina ad ascoltare racconti e punti di vista di ragazzi, genitori, insegnanti, tecnici scolastici. Testimonianze che tracciavano un quadro inquietante, fatto di ragazzi preda – o comunque assai vicini – alla dipendenza da internet e di adulti spesso terribilmente preoccupati.</p>
<p>“Stati generali della Pediatria”, dedicati ad un argomento meno drammatico di quelli che forse potrebbero motivare una convocazione così solenne; certamente meno preoccupante dei <a href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=413&amp;year=2011">problemi vissuti da troppi bambini</a> anche nel nostro Paese, territorio di un’infanzia alla quale non riusciamo ancora a garantire pasti adeguati.</p>
<p>Quasi cinquecento rag<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno-di-Udine-_2_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2107" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Convegno di Udine _2_" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno-di-Udine-_2_.jpg" alt="" width="150" height="97" /></a>azzi ad ascoltare il sindaco di Udine, Furio Honsell, e Alessandro Ventura, direttore della Clinica pediatrica di Trieste, registi – insieme a Bruno Sacher, direttore della Pediatria dell’ospedale di San Daniele del Friuli – di una mattina fatta essenzialmente di opinioni. Credo sia la prima “evidenza” di cui tener conto: qualsiasi giudizio non può che basarsi su impressioni, emozioni, sensazioni. I dati di cui disponiamo sono fragili e difficilmente attendibili. Una delle poche revisioni sistematiche sulla internet addiction dimostra che gli studi condotti sino ad oggi poggiano sulle sabbie mobili di definizioni di patologia non condivise e di metodologie di ricerca inaffidabili, al punto che gli autori avvisano: “The extent and severity of these problems may be somewhat overstimated” (King, 2011).</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno_di_Udine_31.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2110" title="Convegno_di_Udine_3" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno_di_Udine_31-300x201.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Le critiche alla Rete potrebbero derivare dal pregiudizio negativo che non di rado condiziona l’approccio all’innovazione che, come riteneva Nicola Negroponte, “è ciò che nessun padre vorrebbe dai propri figli”. Oppure, sostengono i più maliziosi, dalla necessità di inventarsi qualche nuova malattia capace di portare un po’ di denaro nelle casse degli ambulatori di psichiatria convenzionati col Servizio sanitario. Non ci sarebbe di che stupirsi, considerato cosa è accaduto alla timidezza contrabbandata per “fobia sociale” e all’irrequietezza di molti bambini, amplificata al punto di trasformarsi in un disturbo da trattare energicamente. “New diagnoses are as dangerous as new drugs”: parola di <a href="http://www.bmj.com/content/342/bmj.d2974.long">Allen Frances</a>, già coordinatore del panel per la preparazione del DSM IV.</p>
<p>La Società Italiana di Pediatria invita genitori e insegnanti ad aiutare i ragazzi a usare meglio internet anche se, con una buona dose di realismo, ammette che molto spesso i genitori “sono meno capaci dei propri figli a navigare su web”. Non mi sembra probabile che un adolescente accetti di farsi guidare da un adulto nell’uso di internet. Piuttosto, sarebbe divertente ribaltare la prospettiva, pensando a…</p>
<ul>
<li>corsi autogestiti dai ragazzi e rivolti a genitori e insegnanti per far loro capire a che può servire internet</li>
<li>costruire pagine Facebook per dare continuità ai consigli di classe o di istituto, favorendo lo scambio tra genitori, studenti e insegnanti</li>
<li>creare “canali” su YouTube per raccogliere video utili alla didattica  per ospitare video fatti dai ragazzi dentro o fuori scuola o in occasione di gite scolastiche</li>
<li>usare <a href="http://www.slideshare.net/">Slideshare </a>per creare una sorta di &#8220;spazio di condivisione&#8221; di &#8220;lezioni&#8221; che vada oltre il confine del singolo istituto.</li>
</ul>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Angelo_Udine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2108" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Angelo_Udine" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Angelo_Udine.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Sono solo esempi, ma se un ragazzo sa che è possibile un diverso uso del web è molto probabile che trovi nuovi stimoli e passioni, passando dallo “stare connesso” all’essere in rete. Alla fine di una giornata molto bella, guidato da Bruno Sacher per le vie di Udine, la sintesi la offre l&#8217;angelo d&#8217;oro che &#8211; più che vigilare &#8211; tiene desta la città. Dall&#8217;alto della collina, indica la direzione del vento: è importante e utile seguirla, sfruttare la brezza per procedere avanti. E&#8217; così importante  non disincentivare la spinta alla condivisione che viene da internet. Ancora: non smarrirsi nelle informazioni e far crescere lo spirito critico.</p>
<p>E, soprattutto, ritrovare la disponibilità a scandalizzarsi e a desiderare un mondo in cui tutti i ragazzi possano non soltanto usare la rete con intelligenza, ma anche mangiare in maniera adeguata.</p>
<p>Fonte: King DL, et al. Assessing clinical trials of Internet addiction treatment: A systematic review and CONSORT evaluation. Clinical Psychology Review 31 (2011) 1110–1116.</p>
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		<title>Viva i video: corti e sinceri</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 21:36:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un minuto di cose intelligenti dette da Claudio Magris a Che Tempo che fa. Mando su Twitter una frase: &#8220;Il mondo non va solo governato, va migliorato&#8221;.  Spengo e sono sul letto dopo cena. Google mi avverte che la Samp perde il derby al 7 minuto di recupero. Messaggio di Jacqueline su Facebook: sarà il caso di avere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un minuto di c<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1669" title="ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da1-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>ose intelligenti dette da <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9ae9f121-23d7-4753-a665-958a404acbdb.html#p=0">Claudio Magris a Che Tempo che fa</a>. Mando su Twitter una frase: &#8220;Il mondo non va solo governato, va migliorato&#8221;.  <strong>Spengo e sono sul letto dopo cena</strong>. Google mi avverte che la Samp perde il derby al 7 minuto di recupero. Messaggio di Jacqueline su Facebook: sarà il caso di avere la tv per trasmissioni come quella di Fazio?</p>
<p>No, basta e avanza il computer. Nova dà i numeri:</p>
<ul>
<li>in tre anni i video saranno il 90 per cento del traffico IP</li>
<li>più di un miliardo di persone guarda video su web</li>
<li> 14 milioni di italiani cercano video online</li>
<li>diminuisce il numero di americani che possiedono una tv.</li>
</ul>
<p>Non ne se ne può più della Domenica Sportiva: vorrei solo vedere le facce dei doriani per capire cosa si prova a buttare via la stagione in un minuto, ma so che la tv a questo non serve: dovrei ascoltare due ore di chiacchiere per vedere un&#8217;azione. Allora è un attimo cercare su Google ed <a href="http://www.220.ro/sport/Genoa-Sampdoria-1-0-Goal-Boselli-8-5-2011/uzAMwME41H/">essere a Marassi</a>.</p>
<p>Poi, con calma, rivedo Magris e rispondo con queste righe a Jacqueline: no, niente tv, probabilmente è antica, col suo canone e l&#8217;impaccio dei mille telecomandi. J, su web troverai tutto, Magris compreso.</p>
<p>I video saranno il web perché <strong>ti dicono prima quanto durano</strong> e durano poco.</p>
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		<title>Big Pharma s&#8217;è scordata YouTube</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 11:23:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le aziende farmaceutiche hanno saputo cogliere l’opportunità promozionale offerta da YouTube? Solo parzialmente. O almeno così sostiene l’avvocato statunitense Mark Senak sul suo blog specializzato in Politica sanitaria EyeonFDA. Scrive Senak: &#8220;Il settore farmaceutico non sta facendo davvero un buon lavoro sul fronte YouTube. Si tratta di un mezzo potente che obbliga a un utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/12/Viagra1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1393" title="Viagra" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/12/Viagra1-150x150.jpg" alt="" width="131" height="135" /></a>Le aziende farmaceutiche hanno saputo cogliere l’opportunità promozionale offerta da YouTube? Solo parzialmente. O almeno così sostiene l’avvocato statunitense Mark Senak sul suo blog specializzato in Politica sanitaria <a href="http://www.eyeonfda.com/">EyeonFDA</a>.</p>
<p>Scrive Senak: &#8220;Il settore farmaceutico non sta facendo davvero un buon lavoro sul fronte YouTube. Si tratta di un mezzo potente che obbliga a un utilizzo creativo, e molte aziende a quanto pare non vedono l’utilità di impegnare risorse ed energie su questo fronte. Però recenti stime ci dicono che ogni minuto di tutti i giorni dell’anno vengono uploadate su YouTube 36 ore di filmati. A quanto pare c’è chi comprende le potenzialità enormi di questo mezzo…&#8221;. Attualmente, secondo il blogger statunitense, esistono 21 canali YouTube gestiti da 14 aziende farmaceutiche (alcune ne gestiscono più di uno): alcuni permettono agli utenti di inserire commenti, altri no. Molti non vengono aggiornati da molti mesi, e sono in pratica canali dormienti.</p>
<p>L’azienda che più di ogni altra ha puntato su YouTube è la Johnson &amp; Johnson, tradizionalmente molto presente sui social media, che con quasi 3.000.000 di views del materiale uploadato raccoglie più utenti di tutte le altre aziende messe insieme e insidia colossi della comunicazione sanitaria istituzionale come gli statunitensi CDC. &#8220;Qualitativamente parlando, c’è ancora tantissimo spazio di manovra e di miglioramento da parte degli stakeholder farmaceutici, e quando le aziende decideranno di investire su YouTube tutto fa pensare che i numeri cambieranno molto&#8221;, commenta Senak.<em></em></p>
<p><em>david frati</em></p>
<p><strong>Fonte</strong>: Senak M. YouTube By the Numbers – Pharma Channels and Rankings. EyeonFDA 20/12/2010.</p>
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		<title>Il cuore va online: siamo pronti a leggerlo?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:51:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La cardiologia si sposta online e nel mio iPad&#8221;. Parola di Christopher P. Cannon, uno dei più stimati cardiologi del mondo. Che bella la versione  del Textbook della European Society of Cardiology realizzata per il device della Apple, scrive Cannon sul Lancet: le voci bibliografiche linkate a Pubmed, le illustrazioni scaricabili su diapositive in PowerPoint, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/09/Cannon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1191" title="Cannon" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/09/Cannon-300x198.jpg" alt="" width="240" height="158" /></a>&#8220;La cardiologia si sposta online e nel mio iPad&#8221;. Parola di Christopher P. Cannon, uno dei più stimati cardiologi del mondo. Che bella la versione  del Textbook della European Society of Cardiology realizzata per il <em>device</em> della Apple, scrive Cannon sul <em>Lancet</em>: le voci bibliografiche linkate a Pubmed, le illustrazioni scaricabili su diapositive in PowerPoint, la possibilità di zoomare sulle immagini o sui testi per chi ci vede poco. E poi, vuoi mettere <strong>la leggerezza della versione elettronica</strong> confrontata con i sette chili di quella tradizionale? Promosso a pieni voti, insomma.</p>
<p>Ma il commento del cardiologo di Boston va oltre l&#8217;elogio del trattato dell&#8217;ESC. E&#8217; la cardiologia ad andare online e non solo le migliaia di pagine della Oxford University Press. La cardiologia che discute su The Heart (www.theheart.org/), che si aggiorna su Medscape (www.medscape.com/) e che si informa sul <em>New York Times</em> o sul <em>Wall Street Journal</em> (ribattezzato<em> The Wall Street Journal of Medicine</em> per l&#8217;assiduità con cui segue le dinamiche della sanità internazionale&#8230;). E la riflessione di Cannon  suscita <strong>altre domande</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Che utilità hanno ancora le fonti primarie per la pratica medica?</strong> Che ruolo può avere il &#8220;dato&#8221; della ricerca nell&#8217;aggiornamento professionale, se non diventa &#8220;informazione&#8221; grazie alla contestualizzazione ed ai commenti che giungono dalla letteratura secondaria o &#8211; addirittura &#8211; dalla migliore stampa quotidiana? A quali nuovi percorsi di ricerca di documentazione sarà obbligata la comunità scientifica ora che al classico &#8220;articolo scientifico&#8221; si aggiungono video, podcast e set di diapositive? Tenere un blog su TheHeart (come fa Topol) o scrivere per il <em>New</em> <em>York Times</em> o per il <em>WSJ </em>darà punteggio per concorsi?</p>
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		<title>Un libro da leggere, guardare, ascoltare&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:04:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La prima volta che l&#8217;ho letto è stata su Internazionale, il settimanale: quasi in fondo al fascicolo, un pezzo sul &#8220;fantastico&#8221; hotel ES a Roma, vicino alla stazione Termini. David Byrne ne ha raccontato i dettagli, dal telecomando non funzionante all&#8217;interruttore elettrico delle tapparelle, fino alla poltrona con la zampa difettosa o qualcosa del genere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/08/Bicycle-Diaries.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1166" title="Bicycle Diaries" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/08/Bicycle-Diaries.jpg" alt="" width="71" height="114" /></a>La prima volta che l&#8217;ho letto è stata su <a href="http://www.internazionale.it"><em>Internazionale</em></a>, il settimanale: quasi in fondo al fascicolo, un pezzo sul &#8220;fantastico&#8221; hotel ES a Roma, vicino alla stazione Termini. David Byrne ne ha raccontato i dettagli, dal telecomando non funzionante all&#8217;interruttore elettrico delle tapparelle, fino alla poltrona con la zampa difettosa o qualcosa del genere. Da là, passare al <a href="http://journal.davidbyrne.com/">blog </a>è stato ovvio con il divertimento di seguire la voce dei Talking Heads in giro per il mondo con la sua  bicicletta. La porta con sé in valigia. Mette i guanti, tira fuori la chiave inglese e la monta in un attimo in stanza, per poi uscire dall&#8217;ascensore nella hall davanti ai <em>concierge </em>sbigottiti.</p>
<p>I <a href="http://www.davidbyrne.com/art/books/bicycle_diaries/index.php">Bicycle Diaries</a> sono molto più di un libro di viaggi, perché in quelli non c&#8217;è scritto che &#8220;Europe is manicured&#8221;, che &#8220;In making smooth street some say that the Germans have ironed out the psychological bumps in their daily lives&#8221; e che &#8220;Leafing through a fashion magazine is essentially a tragic and melancholy experience&#8221;&#8230;</p>
<p>Sono l&#8217;agenda di mesi passati corre<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/08/Dbyrne-in-bici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1167" title="Dbyrne in bici" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/08/Dbyrne-in-bici-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>ndo da una parte all&#8217;altra delle città del mondo per stare spalla a spalla con la gente: &#8220;Creativity gets a boost when people rub shoulders, when they collide in bars and cafés and have a tentative sense of community&#8221;. Strofinarsi le spalle per accendere la scintilla delle idee: &#8220;Inspiration comes from accidental meetings and encounters with people outside one&#8217;s own demographic, and that&#8217;s less likely if you only communicate with your friends&#8221;.</p>
<p>E&#8217; un libro da mettere nello zaino e portarsi in giro per una settimana in montagna. Da aprire accanto all&#8217;iPad acceso per entusiasmarsi degli incontri dell&#8217;autore con le cento persone citate nel testo, per guardare su YouTube un video di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=g8VqIFSrFUU">Mercedes Sosa</a> o una performance con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CU-ypsuo92Y">Léon Gieco</a>, per trovare su Google Maps la vista satellitare di <a href="http://maps.google.com/maps?client=firefox-a&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;hl=en&amp;tab=wl">Uluru</a>, la montagna di Ayers Rock e seguire il percorso che Byrne compie a piedi, tutto intorno alla roccia alla scoperta dei dipinti e graffiti degli Anangu&#8230;</p>
<p>E&#8217; il libro che meglio fa capire il significato della frase chiave che Clay Shirky ha scritto nel suo <a href="http://www.penguin.co.uk/nf/Book/BookDisplay/0,,9781846142178,00.html">Cognitive Surplus</a>: quelli di oggi (e forse di domani) devono essere degli &#8220;sliding media&#8221;, giornali blog libri siti eventi che rimandano l&#8217;uno all&#8217;altro. Per lettori che si entusiasmino per ogni porta o finestra aperta: &#8220;A window has opened and people might be willing to rethink the balance of quality of life&#8221;.</p>
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		<title>Lancet: web, responsabilità o controllo?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 19:06:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una piazza di Roma, un genitore schiaffeggia un bambino: un signore assiste alla scena e denuncia il Comune, reo di aver messo a disposizione del padre (o della madre) violento/a uno spazio pubblico. Una reazione incongrua, come quella del tribunale italiano che ha giudicato Google colpevole di violazione della privacy per aver permesso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/03/Logo-Google-con-circoli1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-878" title="Logo Google con circoli" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/03/Logo-Google-con-circoli1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In una piazza di Roma, un genitore schiaffeggia un bambino: un signore assiste alla scena e denuncia il Comune, reo di aver messo a disposizione del padre (o della madre) violento/a uno spazio pubblico. Una reazione incongrua, come quella del tribunale italiano che ha giudicato Google colpevole di violazione della privacy per aver permesso la pubblicazione su YouTube di un video che riprendeva un ragazzo con disagio psichico deriso da un compagno.</p>
<p>Sull&#8217;argomento si è espresso il Lancet, con un Editoriale del 6 marzo: &#8220;Time for a responsible age&#8221;. Meno di 300 parole per sostenere che Google e gli altri siti internet devono ritenersi responsabili dei contenuti postati dagli utenti sui siti stessi. Un punto di vista discutibile, al limite dell&#8217;insostenibilità. C&#8217;è il sospetto che &#8211; dietro a questa sconcertante prudenza &#8211; possa esserci la paura del cambiamento; come ha scritto Robert Maggiori su Libération, &#8220;internet è pericolosa perché liquida, incontrollabile&#8221;. Maggiori si riferiva al Governo italiano e ai piani per il controllo dei social network; la medicina accademica potrebbe rivelarsi non meno conservatrice dei nostri governanti.</p>
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		<title>Mettete l&#8217;arte nelle vostre arterie</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiorgioDF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inciampi]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[arterie]]></category>
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		<description><![CDATA[Va a finire che, come spesso accade, non sia altro che una arguta pubblicità mascherata da video virale ma vale la pena lo stesso dargli un&#8217;occhiata&#8230; Questo tizio dipinge la Gioconda (ribattezzata Mona Greasa) con il grasso degli hamburger di un fast food, ovviamente un concorrente dei &#8220;sanissssssimi&#8221; prodotti sponsorizzati dal nostro, con i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-129 alignleft" title="Mona Greasa" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/03/cropimage.jpg" alt="Mona Greasa" width="394" height="254" /><br />
Va a finire che, come spesso accade, non sia altro che una arguta pubblicità mascherata da video virale ma vale la pena lo stesso dargli un&#8217;occhiata&#8230;<br />
Questo tizio dipinge la Gioconda (ribattezzata Mona Greasa) con il grasso degli hamburger di un fast food, ovviamente un concorrente dei &#8220;sanissssssimi&#8221; prodotti sponsorizzati dal nostro, con i quali non si riesce a dipingere, dato il loro &#8220;bassissssssimo&#8221; contenuto di grassi.</p>
<p>Su Youtube è presente una versione edulcorata del video che manca della parte iniziale, quella comparativa, dei prodotti&#8230;</p>
<p>Il video su Youtube <a href="post-new.php#"></a><a title="Il video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=orjALWsyaR4" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=orjALWsyaR4</a></p>
<p>Il sito civetta con il video completo <a title="Video completo" href="http://www.burgergreaseart.com/video.html" target="_blank">http://www.burgergreaseart.com/video.html</a></p>
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