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	<title>dottprof.com &#187; slides</title>
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	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
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		<title>La direzione la indica l&#8217;angelo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 11:50:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Troppa realtà: c’è da diventare matti”. Questo tweet di Humair Haque mi ha accolto al ritorno dall’incontro sul rapporto tra internet e gli adolescenti. “Too much reality will drive anyone insane”: era la sensazione che provavo dopo una mattina ad ascoltare racconti e punti di vista di ragazzi, genitori, insegnanti, tecnici scolastici. Testimonianze che tracciavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Troppa realtà: c’è da diventare matti”. Questo <em>tweet</em> di Humair Haque mi ha accolto al ritorno dall’incontro sul rapporto tra internet e gli adolescenti. “Too much reality will drive anyone insane”: era la sensazione che provavo dopo una mattina ad ascoltare racconti e punti di vista di ragazzi, genitori, insegnanti, tecnici scolastici. Testimonianze che tracciavano un quadro inquietante, fatto di ragazzi preda – o comunque assai vicini – alla dipendenza da internet e di adulti spesso terribilmente preoccupati.</p>
<p>“Stati generali della Pediatria”, dedicati ad un argomento meno drammatico di quelli che forse potrebbero motivare una convocazione così solenne; certamente meno preoccupante dei <a href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=413&amp;year=2011">problemi vissuti da troppi bambini</a> anche nel nostro Paese, territorio di un’infanzia alla quale non riusciamo ancora a garantire pasti adeguati.</p>
<p>Quasi cinquecento rag<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno-di-Udine-_2_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2107" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Convegno di Udine _2_" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno-di-Udine-_2_.jpg" alt="" width="150" height="97" /></a>azzi ad ascoltare il sindaco di Udine, Furio Honsell, e Alessandro Ventura, direttore della Clinica pediatrica di Trieste, registi – insieme a Bruno Sacher, direttore della Pediatria dell’ospedale di San Daniele del Friuli – di una mattina fatta essenzialmente di opinioni. Credo sia la prima “evidenza” di cui tener conto: qualsiasi giudizio non può che basarsi su impressioni, emozioni, sensazioni. I dati di cui disponiamo sono fragili e difficilmente attendibili. Una delle poche revisioni sistematiche sulla internet addiction dimostra che gli studi condotti sino ad oggi poggiano sulle sabbie mobili di definizioni di patologia non condivise e di metodologie di ricerca inaffidabili, al punto che gli autori avvisano: “The extent and severity of these problems may be somewhat overstimated” (King, 2011).</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno_di_Udine_31.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2110" title="Convegno_di_Udine_3" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Convegno_di_Udine_31-300x201.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Le critiche alla Rete potrebbero derivare dal pregiudizio negativo che non di rado condiziona l’approccio all’innovazione che, come riteneva Nicola Negroponte, “è ciò che nessun padre vorrebbe dai propri figli”. Oppure, sostengono i più maliziosi, dalla necessità di inventarsi qualche nuova malattia capace di portare un po’ di denaro nelle casse degli ambulatori di psichiatria convenzionati col Servizio sanitario. Non ci sarebbe di che stupirsi, considerato cosa è accaduto alla timidezza contrabbandata per “fobia sociale” e all’irrequietezza di molti bambini, amplificata al punto di trasformarsi in un disturbo da trattare energicamente. “New diagnoses are as dangerous as new drugs”: parola di <a href="http://www.bmj.com/content/342/bmj.d2974.long">Allen Frances</a>, già coordinatore del panel per la preparazione del DSM IV.</p>
<p>La Società Italiana di Pediatria invita genitori e insegnanti ad aiutare i ragazzi a usare meglio internet anche se, con una buona dose di realismo, ammette che molto spesso i genitori “sono meno capaci dei propri figli a navigare su web”. Non mi sembra probabile che un adolescente accetti di farsi guidare da un adulto nell’uso di internet. Piuttosto, sarebbe divertente ribaltare la prospettiva, pensando a…</p>
<ul>
<li>corsi autogestiti dai ragazzi e rivolti a genitori e insegnanti per far loro capire a che può servire internet</li>
<li>costruire pagine Facebook per dare continuità ai consigli di classe o di istituto, favorendo lo scambio tra genitori, studenti e insegnanti</li>
<li>creare “canali” su YouTube per raccogliere video utili alla didattica  per ospitare video fatti dai ragazzi dentro o fuori scuola o in occasione di gite scolastiche</li>
<li>usare <a href="http://www.slideshare.net/">Slideshare </a>per creare una sorta di &#8220;spazio di condivisione&#8221; di &#8220;lezioni&#8221; che vada oltre il confine del singolo istituto.</li>
</ul>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Angelo_Udine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2108" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Angelo_Udine" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/Angelo_Udine.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Sono solo esempi, ma se un ragazzo sa che è possibile un diverso uso del web è molto probabile che trovi nuovi stimoli e passioni, passando dallo “stare connesso” all’essere in rete. Alla fine di una giornata molto bella, guidato da Bruno Sacher per le vie di Udine, la sintesi la offre l&#8217;angelo d&#8217;oro che &#8211; più che vigilare &#8211; tiene desta la città. Dall&#8217;alto della collina, indica la direzione del vento: è importante e utile seguirla, sfruttare la brezza per procedere avanti. E&#8217; così importante  non disincentivare la spinta alla condivisione che viene da internet. Ancora: non smarrirsi nelle informazioni e far crescere lo spirito critico.</p>
<p>E, soprattutto, ritrovare la disponibilità a scandalizzarsi e a desiderare un mondo in cui tutti i ragazzi possano non soltanto usare la rete con intelligenza, ma anche mangiare in maniera adeguata.</p>
<p>Fonte: King DL, et al. Assessing clinical trials of Internet addiction treatment: A systematic review and CONSORT evaluation. Clinical Psychology Review 31 (2011) 1110–1116.</p>
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		<title>Dove trovare immagini per le presentazioni?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 09:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dove trovi le immagini per le presentazioni?&#8221; E&#8217; una domanda che sento spesso dopo gli interventi a convegni o a seminari e allora provo a rispondere. Foto fatte da me. Giro con una digitale nello zainetto: niente di particolare, abbastanza vecchia e pesante. Serve per fotografare cose strane da associare a concetti, sfondi o pattern [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dove trovi le immagini per le presentazioni?&#8221;</strong><br />
E&#8217; una domanda che sento spesso dopo gli interventi a convegni o a seminari e allora provo a rispondere.</p>
<div id="attachment_1786" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/VFC_abbreviazione.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1786" title="VFC_abbreviazione" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/VFC_abbreviazione-150x150.png" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Il VFC su un muro di Roma.</p></div>
<p><strong>Foto fatte da me</strong>. Giro con una digitale nello zainetto: niente di particolare, abbastanza vecchia e pesante. Serve per fotografare cose strane da associare a concetti, sfondi o pattern (cieli, nuvole, muri, campi) e graffiti.</p>
<p>Questi sono utilissimi: svegliano la gente e si fanno ricordare. La scritta VFC spruzzata da Giada su un muro di Roma la uso per suggerire ai medici che scrivono di non esagerare con le abbreviazioni.</p>
<p>Per la cronaca, VFC è l&#8217;acronimo di &#8220;Vaccine For Children&#8221;, mica di vaffanculo eh&#8230;</p>
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<div id="attachment_1796" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/BH_Puglia2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1796" title="BH_Puglia" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/BH_Puglia2-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Il Salento di Brigitte.</p></div>
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<p><strong>Foto fatte da amici</strong>. Gli album degli amici su Facebook sono una fonte preziosa.</p>
<p>Li sfoglio con curiosità non per sapere se hanno nuovi fidanzati ma per rubare il loro sguardo sul mondo. Avverto sempre, perché sono contenti di sapere che una loro foto scattata chissà dove può accompagnare un ragionamento su cose in apparenza anche molto distanti.</p>
<p>Tra le foto di amici trovo mari, volti, mani, sorrisi, ancora nuvole, alberi&#8230;</p>
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<div id="attachment_1790" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Kindle_e_busta.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1790" title="Kindle_e_busta" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Kindle_e_busta-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Il Kindle di un utente Flickr.</p></div>
<p><strong>Foto fatte da persone brave che non conosco.</strong> Per questo c&#8217;è Flickr, soprattutto.</p>
<p>Gran parte delle immagini è coperta da copyright; per questa ragione, per fare prima, uso la ricerca avanzata chiedendo solo foto pubblicate con la licenza Creative Commons. E&#8217; possibile scaricarle in formati di diversa dimensione.</p>
<p>C&#8217;è anche Picasa, comunque: meno ricco, ma potenzialmente utile anche se cercare foto somiglia troppo ad una search in Google Images&#8230;</p>
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<div id="attachment_1793" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Pioggia_in_macchina.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1793" title="Pioggia_in_macchina" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Pioggia_in_macchina-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Da una &quot;Galleria&quot; di Repubblica...</p></div>
<p><strong>Foto fatte da gente capace.</strong> Non che gli amici non lo siano, ma archiviare delle foto professionali è una gran bella soddisfazione. Come riuscirci? Personalmente, seguo le segnalazioni che quotidiani e riviste professionali fanno di premi e concorsi.</p>
<p>Si tratta, per lo più, di &#8220;gallerie&#8221; tematiche. Quando non c&#8217;è Flash di mezzo, salvare le foto è molto semplice. La foto accanto era di una serie di immagini di traffico cittadino visto dall&#8217;interno di un&#8217;automobile: sotto la pioggia e senza tergicristallo. Splendide: ideali per rendere la complessità, l&#8217;indecisione, una prognosi incerta&#8230;</p>
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<div id="attachment_1795" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/scandalizzarsi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1795" title="ROCHRF-00001910-001" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/scandalizzarsi-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Che starà guardando?</p></div>
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<p><strong> </strong><strong>Foto di banche dati.</strong> Lavorando in una casa editrice sono fortunato, perché posso accedere a diverse banche dati di immagini. E&#8217; un &#8220;privilegio&#8221; non così esclusivo come potrebbe sembrare: la registrazione annuale può costare anche poco, meno di un centinaio di euro che, nel caso di un&#8217;istituzione, è davvero poca cosa. Un servizio da raccomandare caldamente a qualsiasi Asl o industria farmaceutica&#8230;</p>
<p>La foto accanto è presa da Photostogo.com una risorsa eccellente per le still life e per le ambitissime immagini &#8220;a fondo bianco&#8221; che valorizzano qualsiasi presentazione. Una ragazza scandalizzata è ottima per parlare di conflitti di interesse, ma anche di <em>retractions</em> e altre <em>malpractice </em>editoriali&#8230;</p>
<p>Di foto belle ce n&#8217;è un sacco. Non esageriamo, però: sono relazioni e non lezioni di fotografia&#8230;</p>
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		<title>Il cuore va online: siamo pronti a leggerlo?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:51:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La cardiologia si sposta online e nel mio iPad&#8221;. Parola di Christopher P. Cannon, uno dei più stimati cardiologi del mondo. Che bella la versione  del Textbook della European Society of Cardiology realizzata per il device della Apple, scrive Cannon sul Lancet: le voci bibliografiche linkate a Pubmed, le illustrazioni scaricabili su diapositive in PowerPoint, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/09/Cannon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1191" title="Cannon" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/09/Cannon-300x198.jpg" alt="" width="240" height="158" /></a>&#8220;La cardiologia si sposta online e nel mio iPad&#8221;. Parola di Christopher P. Cannon, uno dei più stimati cardiologi del mondo. Che bella la versione  del Textbook della European Society of Cardiology realizzata per il <em>device</em> della Apple, scrive Cannon sul <em>Lancet</em>: le voci bibliografiche linkate a Pubmed, le illustrazioni scaricabili su diapositive in PowerPoint, la possibilità di zoomare sulle immagini o sui testi per chi ci vede poco. E poi, vuoi mettere <strong>la leggerezza della versione elettronica</strong> confrontata con i sette chili di quella tradizionale? Promosso a pieni voti, insomma.</p>
<p>Ma il commento del cardiologo di Boston va oltre l&#8217;elogio del trattato dell&#8217;ESC. E&#8217; la cardiologia ad andare online e non solo le migliaia di pagine della Oxford University Press. La cardiologia che discute su The Heart (www.theheart.org/), che si aggiorna su Medscape (www.medscape.com/) e che si informa sul <em>New York Times</em> o sul <em>Wall Street Journal</em> (ribattezzato<em> The Wall Street Journal of Medicine</em> per l&#8217;assiduità con cui segue le dinamiche della sanità internazionale&#8230;). E la riflessione di Cannon  suscita <strong>altre domande</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Che utilità hanno ancora le fonti primarie per la pratica medica?</strong> Che ruolo può avere il &#8220;dato&#8221; della ricerca nell&#8217;aggiornamento professionale, se non diventa &#8220;informazione&#8221; grazie alla contestualizzazione ed ai commenti che giungono dalla letteratura secondaria o &#8211; addirittura &#8211; dalla migliore stampa quotidiana? A quali nuovi percorsi di ricerca di documentazione sarà obbligata la comunità scientifica ora che al classico &#8220;articolo scientifico&#8221; si aggiungono video, podcast e set di diapositive? Tenere un blog su TheHeart (come fa Topol) o scrivere per il <em>New</em> <em>York Times</em> o per il <em>WSJ </em>darà punteggio per concorsi?</p>
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		<title>Slides al telefono</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 17:42:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi, Slideshare.com si può usare anche al telefono. http://m.slideshare.com/ senza bisogno di scaricare software o altri impicci. Secondo Robin Wauters, che l&#8217;ha provato, funziona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82" title="slideshare" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/03/slideshare.jpg" alt="slideshare" width="93" height="75" />Da oggi, Slideshare.com si può usare anche al telefono. <a href="http://m.slideshare.com/">http://m.slideshare.com/</a> senza bisogno di scaricare software o altri impicci. Secondo Robin Wauters, che l&#8217;ha provato, funziona.</p>
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