<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dottprof.com &#187; ebook</title>
	<atom:link href="http://dottprof.com/tag/ebook/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://dottprof.com</link>
	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 10:09:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Ebook, neve e la Szymborska</title>
		<link>http://dottprof.com/2012/02/ebook-neve-e-la-szymborska/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2012/02/ebook-neve-e-la-szymborska/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni/Ascolti]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=2241</guid>
		<description><![CDATA[Doppia pagina della &#8220;Lettura&#8221; sul Corriere di domenica per un giovanotto ladruncolo di nome e di fatto. Oggetto delle sue brame è l&#8217;ebook: confessa di scaricarne a mazzi dal web, beninteso da siti pirata e senza tirar fuori un euro. Eppure, anche lui vive di diritti d&#8217;autore sulle vendite dei suoi libri pubblicati con Bompiani: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2012/02/gatto_con_ebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2242" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gatto_con_ebook" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2012/02/gatto_con_ebook.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Doppia pagina della &#8220;Lettura&#8221; sul Corriere di domenica per un giovanotto ladruncolo di nome e di fatto.<br />
Oggetto delle sue brame è l&#8217;ebook: confessa di scaricarne a mazzi dal web, beninteso da siti pirata e senza tirar fuori un euro. Eppure, anche lui vive di diritti d&#8217;autore sulle vendite dei suoi libri pubblicati con <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/autore/latronico_vincenzo.html">Bompiani</a>: &#8220;pur avendo ogni interesse &#8216;egoista&#8217;, in quanto scrittore, a che i diritti d&#8217;autore siano rispettati, non li rispetto&#8221;.<br />
Nel suo diluvio di confessioni domenicali si salva la goccia della frase di Nanni Balestrini, secondo il quale il libro è una sorta di incidente di percorso della letteratura: prima di Gutenberg e dopo Berners Lee, la parola scritta fece e farà a meno della carta. Chi può dirlo? Forse nessuno, anche se non passa giorno che non piovino opinioni sugli ebook. Di questi tempi, sembra esistano solo la neve e i libri digitali.</p>
<p>L&#8217;Associazione Editori &#8220;scopre&#8221; che sono a rischio di pirateria: &#8220;dei 19.000 e-book in commercio, oltre 15.000 sono anche disponibili al download in copia pirata. E ancora, dei 25 (libri cartacei) best seller nella classifica della settimana scorsa di Ibs, almeno 19 avrebbero già una versione pirata. Il «tasso di pirateria» non cambia peraltro tra i libri per cui esiste una versione legale (si trova quella pirata nel 76,5% dei casi) e quelli per cui non esiste (75%).&#8221;  La cosa divertente è che Latronico ammette di rubarli e, soprattutto, di abbandonarne presto la lettura: sarà vero che, senza la leva del costo, qualsiasi bene perde di interesse?  La pirateria è un passatempo troppo facile per essere sconfitto, sostiene Paul Tassi su <a href="http://www.forbes.com/sites/insertcoin/2012/02/03/you-will-never-kill-piracy-and-piracy-will-never-kill-you/3/">Forbes</a>, e forse ha ragione nel dire che (se i pirati sono ormai &#8220;eroi buoni&#8221; per i giovani) alla lunga non ci faranno del male. In uno scenario così poco decifrabile, ad avere certezze sono solo i profeti entusiasti di IfBookThen che prevedono derive apocalittiche per il libro tradizionale.</p>
<p>Naufragio più che probabile, intendiamoci, ma siamo sicuri sia colpa (o merito?) dell&#8217;ebook? Un gennaio da dimenticare (vedi i dati di <a href="http://www.thebookseller.com/news/retail-sales-see-%27second-worst-january%27-since-records-began.html">The Bookseller</a>) potrebbe essere piuttosto dovuto alla scarsa di vena dei narratori, alla ripetitività di una saggistica solo (o quasi) televisiva o alla mancanza di fantasia di librerie che pensano di risolvere il problema sistemando qua e là qualche scomoda poltroncina.<br />
Il libro, come lo conosciamo, è probabile che non sopravviva ad editori e librai, altro che ad internet. E, comunque, non sarà l&#8217;ebook a farlo fuori. Piuttostotutti noi, con Facebook, Twitter o YouTube.<br />
Chiudo. E ascolto Licia Miglietta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dQ7qFd_punc">recitare </a>la Szymborska.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2012/02/ebook-neve-e-la-szymborska/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;e-book fa risparmiare</title>
		<link>http://dottprof.com/2011/10/le-book-fa-risparmiare/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2011/10/le-book-fa-risparmiare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=2068</guid>
		<description><![CDATA[Il dorso di un libro misura in media due centimetri e mezzo. Dai, più o meno, mica vorrai stare lì a misurare. Dividi la lunghezza dell&#8217;insieme degli scaffali che hai in casa per questi due centimetri e mezzo: viene fuori quanti libri hai. Che poi, si chiamano &#8220;luci&#8221;, gli scaffali. Luci oscurate dai libri. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dorso di un libro misura in media due centimetri e mezzo. Dai, più o meno, mica vorrai stare lì a misurare. Dividi la lunghezza dell&#8217;insieme degli scaffali che hai in casa per questi due centimetri e mezzo: viene fuori quanti libri hai. Che poi, si chiamano &#8220;luci&#8221;, gli scaffali. <strong>Luci oscurate dai libri</strong>. Ma non di questo volevo parlare adesso.</p>
<p>Volevo dire ch<strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/dollari-nel-libro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2072" title="dollari nel libro" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/dollari-nel-libro-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></strong>e da qualche parte, nascoste tra due pagine di un libro conservato negli 80 metri di ripiani di casa, ci sono 500 mila lire. Messe là a inizio di un&#8217;estate di tanti anni fa e mai recuperate. Succede regolarmente: nascondi una cosa e dimentichi dov<strong></strong>e. Tomasi di Lampedusa, quello del <em>Gattopardo</em>, diceva che la sua biblioteca nascondeva tesori: non per i titoli che o<strong></strong>spitava, ma per le lire dimenticate tra le pagine.  La collezione di libri di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cortazar">Julio Cortazar</a> è finita alla Fondazione Juan March di M<strong></strong>adrid. Hanno trovato due banconote in un libro, ma <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Jes%C3%BAs_Marchamalo" target="_blank">Jesús Marchamalo</a> che lo racconta <strong></strong>non dice se hanno restituito il tesoro agli eredi o lo hanno trattenuto nel libro. L&#8217;unico modo per ritrovarli, i soldi, è nasconderli con criterio: l&#8217;ideale è in una copia dell&#8217;Avaro di Molière o alla pagina della Garzantina alla voce &#8220;Soldi&#8221;, pe<strong></strong>r dire. Oppure, metti che ti avanzano dei dollari da un viaggio in America: mettili in una guida, no?</p>
<p>Meno male che adesso ci sono gli e-book. Sai quanti soldi risparmiati: dovremo trovare altri nascondigli.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Libri-soldi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2071" title="Libri-soldi" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Libri-soldi-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><strong>Ma gli e-book ci sono veramente?</strong> Nel 2010 hanno rappresentato lo 0,05 per cento del mercato del libro. A settembre di quest&#8217;anno, i titoli disponibili erano poco meno di 18 mila. Se confronti le due cifre noti l&#8217;asimmetria tra l&#8217;impegno degli editori e il disinteresse dei lettori. Dai dati presentati a Francoforte da AT Kearney e Book Republic c&#8217;è anche una disparità tra la penetrazione dei titoli e quella dei reader: la prima è più che doppia rispetto alla seconda. In sostanza: pochi hanno un Kindle (o altro device) ma chi lo ha carica parecchie cose da leggere.</p>
<p>La verità è che restano dei problemi da risolvere:</p>
<ul>
<li>se non aumenta il numero dei reader in circolazione, gli e-book non decollano</li>
<li>se non migliora la qualità della resa sui reader, difficile che la gente si appassioni</li>
<li>se non si risolve il problema dell&#8217;IVA (sui libri è al 4 per cento, sugli e-book al 21) tutto è più difficile</li>
<li>se non si governa la pirateria, agli editori non conviene investire se non per immagine</li>
<li>se le piattaforme di vendita non vengono maggiormente incontro agli editori, questi si stufano.</li>
</ul>
<p>E poi il problema più grande: <strong>oggi gli e-book cannibalizzano i libri.</strong> Il mercato complessivo è in calo: quindi, vendere più edizioni digitali non conviene a nessuno.</p>
<p>* Gli aneddoti sulla &#8220;scomparsa&#8221; dei soldi li ho letti su <em>Toccare i libri</em>, di Jesus Marchamalo. Firenze: Ponte alle grazie, 2011.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2011/10/le-book-fa-risparmiare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Estate: i lettori sono animali notturni</title>
		<link>http://dottprof.com/2011/08/estate-i-lettori-sono-animali-notturni/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2011/08/estate-i-lettori-sono-animali-notturni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 11:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=1944</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;In estate non è il caso di appesantirsi con troppi libri. L&#8217;estate, specialmente marina, non è fatta per leggere e nemmeno per scrivere o tener lezione&#8221;. Avrà ragione Claudio Magris sul Corriere del 17 agosto? A nulla può il cocktail (improvvisato) di antidolorifici, antinfiammatori, stiracchiamenti artigianali; così come l&#8217;acquisto al supermarket di una seggiolina cinese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In estate non è il caso di appesantirsi con troppi libri. L&#8217;estate, specialmente marina, <strong>non è fatta per leggere</strong> e nemmeno per scrivere o tener lezione&#8221;. Avrà ragione Claudio Magris sul <em>Corriere</em> del 17 agosto?</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/themes/tma/images/latest/Ragazza-legge-sulla-spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1940" title="Ragazza legge sulla spiaggia" src="http://dottprof.com/wp-content/themes/tma/images/latest/Ragazza-legge-sulla-spiaggia-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>A nulla può il cocktail (improvvisato) di antidolorifici, antinfiammatori, stiracchiamenti artigianali; così come l&#8217;acquisto al supermarket di una seggiolina cinese di plastica bianca. Otto euro e record di resistenza: 72 secondi. &#8220;Non le avevo detto che reggeva fino a 50 chili?&#8221; No, non me l&#8217;aveva detto. Arrendiamoci, ragazzi: &#8220;Stagione da posizione orizzontale&#8221; (sempre Magris) in cui &#8220;i giornali non si riescono a leggere e i libri si inumidiscono e si gonfiano&#8221; (Francesco Piccolo, <em>Sole 24 Ore</em>, 14 agosto). <strong>&#8220;Che dittatura l&#8217;estate&#8221; in cui il lettore è animale notturno.</strong></p>
<p>Che fare? Pensare a ciò che si legge la notte. &#8220;Distributori che diventano editori, editori che si mettono a vendere libri. Cadono le barriere nel mondo editoriale, si accorcia la filiera&#8221; (<em>Corriere</em>, 19 agosto). Amazon diventa editore  con &#8220;libri non di alto livello letterario ma di sicuro impatto sulle vendite&#8221; (Tommaso Pelizzari, <em>Corriere</em>, 19 agosto). C&#8217;è ancora chi riesce ad essere sicuro di quello che per tutti gli editori (quelli vecchi) resta una scommessa; del resto, il gruppo di Seattle viene da un giugno trionfale con 28 milioni di visitatori unici (il 20,4 per cento del traffico web).</p>
<p><strong>Filiera corta (come la Roma di Luis Enrique? ahi ahi&#8230;).</strong> A settembre chiuderanno le ultime 11 librerie della catena Borders: in pochi mesi 19.500 persone a casa. Ma come ti spieghi che gli iscritti alla American Booksellers Association sono passati da 400 nel 2005 agli attuali 1.830? Aprire una libreria è ancora oggi una forte tentazione, soprattutto per chi è convinto che chiunque possa improvvisarsi librario forte delle proprie buone letture. Quelli che &#8220;non potrei mai rinunciare al profumo della carta&#8230;&#8221; Cattive notizie dall&#8217;America, per gli apocalittici (ancora il Corriere del 19, ma a scriverlo è Cristina Taglietti).</p>
<p><strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/08/ragazza-legge-sulla-spiaggia_21.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1945" title="Reading Beach" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/08/ragazza-legge-sulla-spiaggia_21-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Apocalittici e autolesionisti</strong>, perché la chiave è in una fulminante nota di <a href="http://www.scottberkun.com/blog/2007/the-book-the-myths-of-innovation/" target="_blank">Scott Berkun</a> nel suo <a href="http://www.amazon.com/Myths-Innovation-Scott-Berkun/dp/0596527055" target="_blank">&#8220;The myth of innovation&#8221;</a>: &#8220;The best business opportunity might be the least interesting personal challenge&#8221;. Gli editori hanno sempre sbagliato dando retta alle proprie passioni e trascurando le opportunità per fare affari semplicemente perché non ritenute personalmente stimolanti; parafrasando Paolo Conte, quello dell&#8217;editoria è (o era?) un mondo bambino, in cui si sbaglia da dilettanti e non da professionisti.</p>
<p>Il rischio, adesso, è che &#8211; filiera corta o lunga &#8211; il caos suggerisca improbabili improvvisazioni. &#8220;L&#8217;autopubblicazione è un elemento imprescindibile per gli editori &#8211; dichiara Riccardo Cavallero, di Mondadori, a <em>Prima Comunicazione</em>; stiamo studiano modi diversi di self-publishing. Nel prossimo futuro, un editore che non sarà coinvolto nel self-publishing non avrà autori&#8221;. Risponde Stefano Mauri su <em>Affari Italiani</em> (citato da <em>La Stampa</em> del 19 agosto): &#8220;Se uno pensa che il lavoro dell&#8217;editore sia prendere un manoscritto e pubblicarlo così com&#8217;è fa bene a ritenere di non essere più necessario in futuro&#8221;.</p>
<p>In fondo alla vacanza abbiamo imparato che d&#8217;estate non si dovrebbe leggere, che i giornali in spiaggia svolazzano, che le librerie chiudono (ma aprono anche), che Stefano Mauri si sente necessario (al mondo? a chi?). Un&#8217;ultima notizia: uno dei due primi titolo pubblicati da Amazon (primavera 2012) sarà una guida alla felicità lavorando poco. Oddio: lavorando poco? Ma come, davvero il primo libro del nuovo editore sarà una guida per allungare le vacanze e&#8230; leggere di meno?</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2011/08/estate-i-lettori-sono-animali-notturni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;irresistibile ascesa degli e-book</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/07/lirresistibile-ascesa-degli-e-book/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2010/07/lirresistibile-ascesa-degli-e-book/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=1031</guid>
		<description><![CDATA[Un libro &#8220;di carta&#8221; costa in America più o meno 26 dollari. Lo stesso libro in formato elettronico costa qualcosa come 10 dollari. Quindi, basta comprare una dozzina di e-book per ammortizzare il prezzo del Kindle, il lettore di libri elettronici prodotto da Amazon. Infatti, il prezzo del dispositivo è crollato, come neanche i tappetari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro &#8220;di carta&#8221; costa in America più <a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/07/Kindle_e_busta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1033" title="Kindle_e_busta" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/07/Kindle_e_busta.jpg" alt="" width="158" height="123" /></a>o meno 26 dollari. Lo stesso libro in formato elettronico costa qualcosa come 10 dollari. Quindi, basta comprare una dozzina di e-book per ammortizzare il prezzo del Kindle, il lettore di libri elettronici prodotto da Amazon. Infatti, il prezzo del dispositivo è crollato, come neanche i tappetari romani avrebbero avuto il coraggio di fare: da 260 a 190 dollari. Risultato: vendite triplicate.</p>
<p>E il mercato degli e-book tira alla grande: a giugno Amazon ne ha venduti 180 ogni 100 libri &#8220;hardcover&#8221;. Ne dà notizia <a href="http://www.wired.com/epicenter/2010/07/amazon-more-e-books-than-hardcovers/">Wired </a>e fioccano i commenti dei lettori; entusiasti, ma c&#8217;era da aspettarselo trattandosi per lo più di &#8220;digital born readers&#8221;. C&#8217;è chi è felice di poter leggere l&#8217;e-book sul telefono a letto con la luce spenta, così che la moglie non si infuria; e chi non contento del Kindle si compra pure l&#8217;iPad per leggere i libri della Apple.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2010/07/lirresistibile-ascesa-degli-e-book/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iPad sedurrà il medico?</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=817</guid>
		<description><![CDATA[L’iPad può diventare l&#8217;ideale compagno di lavoro elettronico del medico? “Nel mercato dell’assistenza ospedaliera in fase acuta credo sia difficile che venga adottato su vasta scala&#8221;, sostiene John Moore sul sito Mobihealthnews. &#8220;Non possiamo considerarlo fino in fondo un dispositivo mobile e non è abbastanza grande per le applicazioni di terapia intensiva. Ha un grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/02/steve-jobs-economist-cover.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-868" title="steve-jobs-economist-cover" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/02/steve-jobs-economist-cover-227x300.jpg" alt="" width="136" height="180" /></a>L’iPad può diventare l&#8217;ideale compagno di lavoro elettronico del medico? “Nel mercato dell’assistenza ospedaliera in fase acuta credo sia difficile che venga adottato su vasta scala&#8221;, sostiene <strong>John Moore </strong>sul sito <a href="http://mobihealthnews.com/6265/apple-ipad-healthcare-industry-weighs-in/">Mobihealthnews</a>. &#8220;Non possiamo considerarlo fino in fondo un dispositivo mobile e non è abbastanza grande per le applicazioni di terapia intensiva. Ha un grande potenziale dal punto di vista formativo: <strong>pensate alla Anatomia del Grey sull’iPad</strong>!” Il parere del direttore al Chilmark Research è condiviso da <a href="http://www.imedicalapps.com/tag/ipad-healthcare/">Iltifair Husain</a>, un blogger tra i più ascoltati quando si discute di informatica medica: “lo sfruttamento dell’opportunità iPad da parte degli editori universitari di medicina è solo una questione di tempo”. Il 2 febbraio il<strong> Wall Street Journal</strong> ha annunciato la partnership tra la ScrollMotion e <strong>McGraw-Hill</strong>. La prima è una delle società più attive nel campo dello sviluppo di applicazioni e la seconda è l’editore dell’<strong>Harrison</strong>. “Nonostante la mancanza di una fotocamera, l’iPad spingerà la sanità lontana dagli uffici e distante dal desktop”, ha dichiarato Ted Eytan di <strong>Kaiser Permanente</strong>, una tra le organizzazioni di assistenza sanitaria più efficienti del nord America.<br />
Molti pareri entusiasti ma anche qualche dubbio.<br />
Secondo<strong> John D. Halamka</strong> per diventare inseparabile dal medico un aggeggio elettronico dovrebbe…</p>
<ol>
<li>pesare meno di mezzo chilo</li>
<li>avere una batteria che duri 8-12 ore</li>
<li>poter cadere in terra senza rompersi</li>
<li>avere una tastiera comoda, il riconoscimento vocale o una precisa interfaccia touch</li>
<li>fornire una piattaforma articolata di applicazioni per l’assistenza sanitaria.</li>
</ol>
<p>Per il <strong>Chief Information Officer della Harvard Medical School</strong>, netbook e laptop sono troppo pesanti, troppo grossi e hanno batterie inadeguate. L’iPhone è troppo piccolo per garantire un’immissione di dati affidabile. Kindle è una gran cosa ma non è una piattaforma flessibile per applicazioni orientate alla sanità. “Sul mercato, l’iPad è il più vicino a questi requisiti”, <a href="http://geekdoctor.blogspot.com/2010/01/ipad-and-healthcare.html">scrive Halamka sul suo blog </a>sottolineando i difetti di non poter scattare fotografie cliniche e fare videoconferenze. “Caricare dati con il touch screen portando i guanti potrebbe essere complicato” e, prosegue, potrebbe essere difficile da disinfettare. Vedremo chi ha ragione. Certo, come lo stesso Steve Jobs dichiarò nel… secolo scorso a <em>Rolling Stone</em>, “c’è bisogno di una combinazione davvero speciale di tecnica, talento, business, marketing e fortuna per apportare dei cambiamenti significativi nel nostro settore”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sony Reader batte Kindle?</title>
		<link>http://dottprof.com/2009/03/sony-reader-batte-kindle/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2009/03/sony-reader-batte-kindle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 17:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In breve]]></category>
		<category><![CDATA[Inciampi]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[Sony si allea con Google per superare Kindle, il lettore di eBook di Amazon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-208 alignleft" title="Google e Sony" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/03/090319googlesonybooks-300x70.jpg" alt="Google e Sony" width="300" height="70" /></p>
<p><a title="Sony si allea con Google" href="http://blog.wired.com/business/2009/03/sony-google-e-b.html" target="_blank">Sony si allea con Google</a> per superare Kindle, il lettore di eBook di Amazon.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2009/03/sony-reader-batte-kindle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

