Un Serpax per il medico poeta?

Tutti abbiamo provato a scrivere una poesia. Purtroppo. La rivista statunitense Poetry ne riceve 125 mila ogni anno e ne pubblica 300. Fin qui niente di strano. Il JAMA (sì, hai letto bene: il JAMA) ne riceve circa 100 ogni mese e in un anno ne pubblica 50. Ma la cosa più strana ancora è …

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Impossibile andare controcorrente

“Quel che ci appassiona e diverte nel lavoro editoriale è il proporre prospettive che non coincidono con quelle più ovvie”. Italo Calvino scriveva così nel 1963: erano anni diversi dagli attuali per la letteratura e la critica. Anche per l’editoria e ancheper quello che veniva chiamato il “dibattito culturale”. C’era, quel “dibattito”, mica come adesso. Il riferimento …

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Gli algoritmi e l’intimità vulnerabile

“Il tuo anno ha questo aspetto”, ha detto Facebook a milioni di persone nelle scorse settimane riproponendo episodi, fotografie, video postati negli ultimi dodici mesi. Con una certa dose di temerarietà, anche Eric Meyer ha scelto di stare al gioco, vedendosi restituire il viso di sua figlia Rebecca, morta a sei anni proprio durante l’anno …

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Medici o industria: chi è più social?

Ha le dimensioni di un gruppo di condomini di un palazzo di modeste dimensioni e nel corso del 2014 ha vissuto i fatidici 15 minuti di celebrità dopo che un giornalista scientifico – sostanzialmente “interno” alla squadra – ha pubblicizzato su The BMJ il caso #pilloleamare (chi legittimamente non sapesse di cosa si stia parlando può …

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Social media: usarli o no in sanità pubblica?

L’atteggiamento accademico nei confronti dei social media è, nel migliore dei casi, sintetizzabile nel “vorrei, ma non posso”. Anche quando una rivista indicizzata si decide a dare spazio all’argomento, l’articolo viene puntualmente accompagnato da commenti editoriali che prendono le distanze dagli autori. E’ quanto è successo anche sul Journal of Public Health. Amelia Burke-Garcia e …

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Che esagerati quei comunicati stampa

Le notizie sulla salute pubblicate dai giornali esagerano e in molti casi questo dipende da come sono fatti i comunicati stampa prodotti da università e centri di ricerca. Su dieci press release, quattro contengono affermazioni eccessive rispetto ai contenuti degli articoli realmente pubblicati sulle riviste scientifiche, articoli che i comunicati stessi dovrebbero promuovere. Più di tre …

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La peer review si fa in famiglia?

L’ultimo aggiornamento della lista degli editori-predatori è del gennaio 2014 e, con l’apertura del nuovo anno, si attende la sua revisione da parte del blog Scholarly Open Access. I criteri per la definizione di predatory publisher sono talmente tanti e articolati che non si può che rimandare al post di Jeffrey Beall pubblicato nel dicembre …

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Meta-analisi alla cantonese

I grandi nomi del fashion internazionale lo sanno da tempo, a loro spese: se una cosa è realmente alla moda, il rischio di essere riprodotta in serie in un magazzino asiatico diventa davvero elevato. La meta-analisi è di moda: dalla vetta della piramide della evidence-based medicine è dunque precipitata nei computer di una società di …

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