<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dottprof.com &#187; apple</title>
	<atom:link href="http://dottprof.com/tag/apple/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://dottprof.com</link>
	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 10:09:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>iPhone e Moleskine tra accountability e responsabilità</title>
		<link>http://dottprof.com/2011/11/iphone-e-moleskine-tra-accountability-e-responsabilita/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2011/11/iphone-e-moleskine-tra-accountability-e-responsabilita/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[social web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=2090</guid>
		<description><![CDATA[Riusciremo a difenderci dagli amici di Facebok quando tutti prenderanno l&#8217;abitudine di &#8220;Caricare dal cellulare&#8221;&#8216;? Incubo: feste di ragazzini, esplosioni di gioia in curva sud, occhi di fidanzate. Gattini: tantissimi. Panorami, palazzi, concerti, faraglioni, monti, scogli, alberi abbattuti a Vignola, piccole trofiette con la loro riduzione di pesto gentile della riviera di Ponente. Di più. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riusciremo a difenderci dagli amici di Facebok quando tutti prenderanno l&#8217;abitudine di &#8220;Caricare dal cellulare&#8221;&#8216;?</p>
<p>Incubo: feste di ragazzini, esplosioni di gioia in curva sud, occhi di fidanzate. Gattini: tantissimi. Panorami, palazzi, concerti, faraglioni, monti, scogli, alberi abbattuti a Vignola, <strong>piccole trofiette con la loro riduzione di pesto gentile della riviera di Ponente</strong>. Di più.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/moleskine_barcelona.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2091" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="moleskine_barcelona" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/moleskine_barcelona.jpg" alt="" width="210" height="144" /></a>Più si diffondono gli smartphone più diventa frequente il lifelogging: la registrazione compulsiva di ciò che facciamo. La vita in diretta. <strong>Tutto io minuto per minuto</strong>. Esiste un&#8217;app per iPhone che scatta in automatico una foto ogni 30 secondi. La tua memoria potenziata. O sostituita. Chi perde la memoria per trauma o decadimento cognitivo ha nella costanza del registrare un alleato prezioso. Per molti invece ha tutta l&#8217;aria di <strong>una condanna reciprocamente inflitta</strong>. Spesso comminata a sé stessi, per l&#8217;obbligo di ricordare ciò che volevamo dimenticare. Gli irriducibili del lifelogging usano software specifici: te lo dico a patto che non lo scarichi (<em>Evernote</em>). Tutti, professionisti e amateurs, della registrazione sanno di poter contare sulle funzioni di GMail o di Calendar: sicuro che non ti scordi nulla.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/moleskine-art-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2092" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="moleskine-art-1" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/11/moleskine-art-1.jpg" alt="" width="206" height="154" /></a>Per tornare al &#8220;caricamento da cellulare&#8221; il problema si aggrava con la smania di condividere, di segnalare che &#8220;io c&#8217;ero&#8221;. Con l&#8217;insopprimibile desiderio di salutare gli amici del calcetto. <strong>La nostra vita è digitalizzata per gli altri</strong>: e a noi cosa resta? Disabituati all&#8217;esercizio della memoria, resta la Moleskine. Molto più adatta per prender nota diversa dal &#8220;ricordati di comprare le mutande&#8221;, ha scritto <a href="http://www.nybooks.com/blogs/nyrblog/2011/oct/12/take-care-your-little-notebook/">Charles Simic</a> nel suo blog sulla <em>New York Review of Books</em>. &#8220;Writing a word out, letter by letter, is a more self-conscious process and one more likely to inspire further revisions and elaborations of that thought&#8221;.</p>
<p>La traccia condivisa col device rende <em>&#8220;accountable&#8221;</em>, pubblicamente responsabili: vale per il ragazzo che manda le foto nel mezzo degli scontri alla manifestazione e per il chirurgo che comunica nel corso della giornata. Le parole disegni pensieri scritti sul taccuino vengono prima, momenti di personale responsabilità, segni privati, segnali di riflessione intima. Da partecipare forse, quando e come sceglieremo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2011/11/iphone-e-moleskine-tra-accountability-e-responsabilita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Jobs, il Lancet e la qualità di vita</title>
		<link>http://dottprof.com/2011/10/jobs-il-lancet-e-la-qualita-di-vita/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2011/10/jobs-il-lancet-e-la-qualita-di-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 15:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[politica sanitaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=2057</guid>
		<description><![CDATA[Mi è capitato di leggere consecutivamente il numero speciale di Lancet Oncology dedicato alla sostenibilità delle cure e il racconto sul New York Times e su vari magazine americani delle ultime settimane vissute da Steve Jobs. Da una parte, un&#8217;analisi puntuale, finalmente senza apparenti condizionamenti, pragmatica al punto che a qualcuno potrà sembrare cinica: l&#8217;assistenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è capitato di leggere consecutivamente il numero speciale di <a href="http://www.thelancet.com/journals/lanonc/issue/current?tab=past"><em>Lancet Oncology</em></a> dedicato alla sostenibilità delle cure e il racconto sul New York Times e su vari magazine americani delle ultime settimane vissute da Steve Jobs.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Lancet-Oncology-_-Sept-2011-issue.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2060" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Lancet Oncology _ Sept 2011 issue" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Lancet-Oncology-_-Sept-2011-issue.gif" alt="" width="90" height="122" /></a>Da una parte, un&#8217;analisi puntuale, finalmente senza apparenti condizionamenti, pragmatica al punto che a qualcuno potrà sembrare cinica: l&#8217;assistenza al malato di tumore ha fatto passi da gigante ma, non cambiando strategie, <strong>è insostenibile e si rischia di sprecare risorse</strong> a fronte di benefici impalpabili. Quando ci sono, i benefici. Le evidenze &#8211; su questo concordano i molti &#8220;portatori di interessi&#8221; coinvolti dal <em>Lancet</em> nel numero speciale -  raramente supportano l&#8217;uso di farmaci molto costosi che nel migliore dei casi prolungano di giorni o di poche settimane la vita delle persone malate. Spesso a fronte di effetti indesiderati difficilmente governabili e assai pesanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/muir-gray.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2059" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="muir gray" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/muir-gray-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Come spiega <a href="http://muirgray.net/">Muir Gray</a> nel suo splendido, piccolo e nuovo libro, <a href="http://www.offoxpress.com/how-to-get-better-value-healthcare.html"><em>How to getter better value healthcare</em></a>, il servizio sanitario (è necessario ripetere: il <strong><em>servizio</em></strong> sanitario) poggia su<strong> un sistema di valori diversamente percepiti</strong>. Ciò che è valore per il medico può non essere tale per il dirigente; ciò che è valore per il <em>payor</em> (ente, istituzione, fondazione) può non essere tale per l&#8217;infermiere o il riabilitatore. Soprattutto, ciò che ha valore per il malato può non averlo (o  in misura diversa) per gli altri <em>stakeholder</em>. Probabilmente, è impossibile allineare i diversi protagonisti su una scala valoriale condivisa. Se è così, però, il malato (la persona, l&#8217;utente) deve essere riportato al centro del sistema; &#8220;the patient is at the centre, the coordinating point&#8221;. Punto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Jobs_di_Spalle.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2061" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Jobs_di_Spalle" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/10/Jobs_di_Spalle-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Che c&#8217;entra questo con Jobs? C&#8217;entra, perché in diverse occasioni, in questi anni, mi sono chiesto se le cure di cui poteva beneficiare uno degli uomini più ricchi del mondo avrebbero potuto essere le stesse &#8211; o comunque paragonabili &#8211; a quelle di cui avrebbe potuto godere uno qualsiasi dei cittadini italiani. E ogni volta la risposta (forse un po&#8217; ottimistica&#8230;) era che &#8220;sì, fortunatamente i protocolli sono condivisi a livello internazionale e che, semmai, le cure prestate per le quali il fondatore della Apple aveva dovuto pagare personalmente nel nostro Paese sono garantite gratuitamente&#8221;.</p>
<p><strong>La differenza è in quegli ultimi giorni</strong>, nelle ultime settimane. Nella quiete di cui Jobs ha potuto godere, nella assistenza domiciliare qualificata. In poche parole, <strong>nella qualità di quell&#8217;ultima parte di vita</strong> nella propria casa, vicino ai familiari e a pochi amici convocati per il congedo.</p>
<p>Morire a casa vicino alle persone che amiamo assumendo solo farmaci capaci di alleviare il nostro dolore. Sarebbe bello fare uno studio di confronto, tra questa opzione e le altre comunemente praticate. Un percorso di HTA: bello e certamente superfluo perché già si conosce il risultato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2011/10/jobs-il-lancet-e-la-qualita-di-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che fine faranno i libri?</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/05/che-fine-faranno-i-libri/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2010/05/che-fine-faranno-i-libri/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=982</guid>
		<description><![CDATA[Il Pensiero cambia sede: la nuova è un open space nella periferia romana. Spazio aperto con muri esterni (ovviamente) ma senza pareti interne. Una delle domande è apparsa chiara già all’indomani della decisione: che fine faranno i libri? Lo stesso interrogativo rilanciato da un librino visto domenica vicino alla cassa della libreria benevolmente aperta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/05/Dovevi-leccarti-il-dito-e-girare-pagina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-983" title="Dovevi leccarti il dito e girare pagina" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/05/Dovevi-leccarti-il-dito-e-girare-pagina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Pensiero cambia sede: la nuova è un open space nella periferia romana. Spazio aperto con muri esterni (ovviamente) ma senza pareti interne. Una delle domande è apparsa chiara già all’indomani della decisione: <strong>che fine faranno i libri? </strong>Lo stesso interrogativo rilanciato da un librino visto domenica vicino alla cassa della libreria benevolmente aperta per la passeggiata domenicale: Che fine faranno i i libri? Il pamphlet di Francesco Cataluccio non vale i sei euro del prezzo di copertina (per 60 piccole pagine); da una citazione all’altra, l’autore ricade ripetutamente nell’errore che un medico ragionevole evita accuratamente di compiere: esplicitare ripetutamente una prognosi, declinandola per tutte le categorie interessate dalla cosiddetta filiera del libro (dall’autore al libraio, dall’editore al promotore, dal tipografo al grafico). Che fine faranno i libri? Al Pensiero la domanda ha la radicalità della concretezza: non avremo più spazio per i 10 mila volumi della nostra biblioteca, fatta di libri che dagli anni Quaranta gli editori di tutto il mondo hanno scambiato, proposto, suggerito ad una piccola ma in fin dei conti importante casa editrice scientifica italiana. Che fine dunque faranno i nostri libri? Per capirlo <strong>è utile l’articolo di Ken Auletta</strong> sul <em>New Yorker</em> di Aprile, <em>Publish or perish</em> (sì, titolo tutt’altro che inedito…). Pieno di informazioni, retroscena, dichiarazioni di protagonisti.</p>
<p>1. Le <strong>vendite</strong> degli e-books valgono oggi tra il 3 e il 5 per cento del mercato, ma nel 2009 sono cresciute al ritmo del 177 per cento l’anno e non tarderanno a raggiungere una quota tra il 25 e il 50 per cento delle vendite totali di contenuti librari.</p>
<p>2. La <strong>competizione</strong> tra Amazon (con il Kindle), Apple (con l’iPad) e altri attori come Barnes &amp; Noble che sono sul punto di lanciare sul mercato i propri device per la lettura di testi è probabile che sconvolga l’equilibrio economico dei rapporti tra editori, autori e lettori, modificando i rapporti di forza tra gli attori del sistema culturale.</p>
<p>3. La <strong>digitalizzazione</strong> dei contenuti librari modifica radicalmente il contesto in cui il libro agiva: oggi e ancor più domani la competizione non sarà più tra una lettura e l’altra, ma tra la lettura e altre forme di intrattenimento culturale: televisione, musica, cinema e – principalmente – internet.</p>
<p>Markus Dohle, chairman e CEO di Random House, una delle più famose case editrici del mondo, dichiara: “If you want to make the right decision for the future, fear is not a very good consultant”. Perfetto. Ma come usare questa frase al momento di decidere “che fine faranno I nostri libri?”</p>
<p>1. <strong>Conservarli</strong> comunque, anche se ciò volesse significare oscurare le finestre che corrono lungo tutto il perimetro della nuova sede del Pensiero, sentendoci così rassicurati dalla garanzia di continuità della nostra esperienza editoriale.</p>
<p>2. <strong>Imballarli</strong> e tenerli da parte anche a costo di spendere parecchio per l’immagazzinamento del denaro che avremmo potuto investire nella produzione di contenuti nuovi, da pubblicare in forma di libro o diversa.</p>
<p>3. <strong>Liberarsene</strong>, regalandoli ad una biblioteca scientifica; dopo tutto, quanti autori o collaboratori del Pensiero hanno consultato la nostra biblioteca nel corso degli ultimi trent’anni?</p>
<p>Libri come difesa, come àncora, come conferma di libertà: che fine faranno i libri?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2010/05/che-fine-faranno-i-libri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iPad sedurrà il medico?</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=817</guid>
		<description><![CDATA[L’iPad può diventare l&#8217;ideale compagno di lavoro elettronico del medico? “Nel mercato dell’assistenza ospedaliera in fase acuta credo sia difficile che venga adottato su vasta scala&#8221;, sostiene John Moore sul sito Mobihealthnews. &#8220;Non possiamo considerarlo fino in fondo un dispositivo mobile e non è abbastanza grande per le applicazioni di terapia intensiva. Ha un grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/02/steve-jobs-economist-cover.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-868" title="steve-jobs-economist-cover" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2010/02/steve-jobs-economist-cover-227x300.jpg" alt="" width="136" height="180" /></a>L’iPad può diventare l&#8217;ideale compagno di lavoro elettronico del medico? “Nel mercato dell’assistenza ospedaliera in fase acuta credo sia difficile che venga adottato su vasta scala&#8221;, sostiene <strong>John Moore </strong>sul sito <a href="http://mobihealthnews.com/6265/apple-ipad-healthcare-industry-weighs-in/">Mobihealthnews</a>. &#8220;Non possiamo considerarlo fino in fondo un dispositivo mobile e non è abbastanza grande per le applicazioni di terapia intensiva. Ha un grande potenziale dal punto di vista formativo: <strong>pensate alla Anatomia del Grey sull’iPad</strong>!” Il parere del direttore al Chilmark Research è condiviso da <a href="http://www.imedicalapps.com/tag/ipad-healthcare/">Iltifair Husain</a>, un blogger tra i più ascoltati quando si discute di informatica medica: “lo sfruttamento dell’opportunità iPad da parte degli editori universitari di medicina è solo una questione di tempo”. Il 2 febbraio il<strong> Wall Street Journal</strong> ha annunciato la partnership tra la ScrollMotion e <strong>McGraw-Hill</strong>. La prima è una delle società più attive nel campo dello sviluppo di applicazioni e la seconda è l’editore dell’<strong>Harrison</strong>. “Nonostante la mancanza di una fotocamera, l’iPad spingerà la sanità lontana dagli uffici e distante dal desktop”, ha dichiarato Ted Eytan di <strong>Kaiser Permanente</strong>, una tra le organizzazioni di assistenza sanitaria più efficienti del nord America.<br />
Molti pareri entusiasti ma anche qualche dubbio.<br />
Secondo<strong> John D. Halamka</strong> per diventare inseparabile dal medico un aggeggio elettronico dovrebbe…</p>
<ol>
<li>pesare meno di mezzo chilo</li>
<li>avere una batteria che duri 8-12 ore</li>
<li>poter cadere in terra senza rompersi</li>
<li>avere una tastiera comoda, il riconoscimento vocale o una precisa interfaccia touch</li>
<li>fornire una piattaforma articolata di applicazioni per l’assistenza sanitaria.</li>
</ol>
<p>Per il <strong>Chief Information Officer della Harvard Medical School</strong>, netbook e laptop sono troppo pesanti, troppo grossi e hanno batterie inadeguate. L’iPhone è troppo piccolo per garantire un’immissione di dati affidabile. Kindle è una gran cosa ma non è una piattaforma flessibile per applicazioni orientate alla sanità. “Sul mercato, l’iPad è il più vicino a questi requisiti”, <a href="http://geekdoctor.blogspot.com/2010/01/ipad-and-healthcare.html">scrive Halamka sul suo blog </a>sottolineando i difetti di non poter scattare fotografie cliniche e fare videoconferenze. “Caricare dati con il touch screen portando i guanti potrebbe essere complicato” e, prosegue, potrebbe essere difficile da disinfettare. Vedremo chi ha ragione. Certo, come lo stesso Steve Jobs dichiarò nel… secolo scorso a <em>Rolling Stone</em>, “c’è bisogno di una combinazione davvero speciale di tecnica, talento, business, marketing e fortuna per apportare dei cambiamenti significativi nel nostro settore”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2010/02/lipad-sedurra-il-medico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ci vuole fegato per guidare la Apple</title>
		<link>http://dottprof.com/2009/07/ci-vuole-fegato-per-guidare-la-apple/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2009/07/ci-vuole-fegato-per-guidare-la-apple/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 18:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inciampi]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=617</guid>
		<description><![CDATA[La notizia del trapianto di fegato al quale si è sottoposto Steve Jobs è su tutti i giornali. Molti (tutti?) hanno tirato un respiro di sollievo, dopo le notizie preoccupanti dei mesi scorsi. Qualcuno (parecchi?) ha colto l&#8217;occasione per andare oltre le considerazioni più ovvie: il ritorno di Steve in azienda è sicuramente una buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/06/dollari-siringa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-618" title="Stetoscopio, dollari e siringa" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/06/dollari-siringa-150x150.jpg" alt="Stetoscopio, dollari e siringa" width="120" height="120" /></a>La notizia del trapianto di fegato al quale si è sottoposto Steve Jobs è su tutti i giornali. Molti (tutti?) hanno tirato un respiro di sollievo, dopo le notizie preoccupanti dei mesi scorsi. Qualcuno (parecchi?) ha colto l&#8217;occasione per andare oltre le considerazioni più ovvie: il ritorno di Steve in azienda è sicuramente una buona notizia? Il trapianto di rene ad una persona sofferente di tumore al pancreas è una scelta eticamente difendibile? Un <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/31509368/ns/health-health_care/#storyContinued">articolo su MSN BC </a>è particolarmente polemico: aver assegnato l&#8217;organo a Jobs potrebbe essere uno spreco. &#8220;Ci sono 16 mila persone in lista di attesa per avere un fegato, negli Stati Uniti, e nel primo trimestre del 2009 solo 1600 lo hanno avuto assegnato e quasi nessuno di loro era malato di cancro&#8221;, spiega polemicamente Arthur Caplan.  Negli States, la strada verso il trapianto è una corsa a ostacoli, il più alto dei quali è la biopsia preoperatoria che costa circa 200 mila dollari. In pochi possono permettersela.</p>
<p>Il problema maggiore del sistema sanitario a stelle e striscie è che è costruito per persone ricche, fortunate ed informate. Sono queste qualità che hanno permesso a Jobs di rivolgersi ad un centro medico del Tennessee, lo Stato in cui la lista d&#8217;attesa per l&#8217;organo di cui aveva bisogno è inferiore: &#8220;The health care system is a broken mess, but not because a Steve Jobs can get a liver. Rather, it is because all too often only the wealthy and privileged can take full advantage of the best our health care system has to offer&#8221;, scrive Caplan.  La Sanità di Obama deve abolire i privilegi, se vuole davvero garantire la salute dei cittadini.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2009/07/ci-vuole-fegato-per-guidare-la-apple/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Medicina e&#8230; computer?</title>
		<link>http://dottprof.com/2009/04/medicina-e-computer/</link>
		<comments>http://dottprof.com/2009/04/medicina-e-computer/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 19:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
				<category><![CDATA[In breve]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=294</guid>
		<description><![CDATA[Steve Jobs continua a seguire da vicino la Apple: il Wall Street Journal conferma il ruolo cruciale del leader creativo dell&#8217;azienda ma non aggiunge nulla a quanto già si sapeva (poco) sulla malattia che lo ha colpito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-316" title="steve_jobs" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2009/04/steve_jobs-150x150.gif" alt="steve_jobs" width="84" height="84" />Steve Jobs continua a seguire da vicino la Apple: il <a href="http://online.wsj.com/article/SB123941988981610781.html#mod=testMod?mod=dist_smartbrief">Wall Street Journal </a>conferma il ruolo cruciale del leader creativo dell&#8217;azienda ma non aggiunge nulla a quanto già si sapeva (poco) sulla malattia che lo ha colpito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottprof.com/2009/04/medicina-e-computer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

