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	<title>dottprof.com &#187; Visioni</title>
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	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
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		<title>Gli artisti sbagliano, i professionisti mai</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 19:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fotografo dei volti. &#8220;I look for the unguarded moment, the essential soul peeking out, experience etched on a person’s face.&#8221; Al MACRO di Testaccio c&#8217;è una mostra d<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Lavazza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2166" style="margin: 5px;" title="McCurry_Lavazza" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Lavazza-300x199.jpg" alt="" width="150" height="98" /></a>i Steven McCurry: molte foto, organizzate per &#8220;parole chiave&#8221; in un percorso snodato sotto igloo di plexiglas. Dopo averle guardate mornava in mente, McCurry, come giudice di un concorso della Lavazza. Le immagini sono ancora più vicine, al bar Marylin sotto casa: tutte perfette, al punto che quella premiata ha una tazzina rovesciata accanto a un cuscino senza nemmeno una traccia di caffè. Possibile?</p>
<p>In genere, le foto di McCurry sono ben più drammatiche di quella della bella addormentata (sarà mica stato avvelenato, il Lavazza?). Però, sono sempre ugualmente perfette. Niente sembra essere<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Bambini_tibetani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2167" style="margin: 5px 10px;" title="McCurry_Bambini_tibetani" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Bambini_tibetani-300x201.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a> fuori posto, al punto che anche il soldato iracheno carbonizzato è simmetrico al cannone del carrarmato. D&#8217;accordo: &#8220;Non basta che una fotografia sia errata per definirla una buona fotografia&#8221; diceva <a href="http://www.agathegaillard.com/Jean-Philippe%20Charbonnier.html">Jean-Philippe Charbonnier</a>. Ma <strong>non basta neanche che una fotografia sia perfetta per definirla una bella fotografia</strong>. Piuttosto, per produrre scatti memorabili serve trascorrere mesi tra l&#8217;India e il sud-est asiatico o trovarsi la mattina dell&#8217;11 settembre 2001 sotto le Twin Towers. Che acquisti la copia del National Geographic (o che la sfogli nell&#8217;attesa dal dentista) o che visiti la mostra al MACRO, a guardare queste immagini sono occhi occidentali, ai quali non può che piacere che anche il più terrorizzato tra i bambini abbia, in definitiva, un&#8217;aria serena.</p>
<p>&#8220;L&#8217;arte è<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Bambino_corre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2165" style="margin: 5px 10px;" title="McCurry_Bambino_corre" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/McCurry_Bambino_corre-300x199.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a> il culto dell&#8217;errore&#8221; sosteneva Francis Picabia.  A dar retta a Clément Chéroux, autore di un saggio divertente sull&#8217;<em>Errore</em> <em>fotografico</em>, verrebbe da dire che quelle di McCurry siano &#8220;istantanee premeditate&#8221; <strong>opera di un professionista ma non di un artista</strong>.</p>
<p>Anche quando sembrano scatti presi al volo, le impronte sui muri sono troppo colorate o distribuite con un equilibrio sospetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/Bernard-Plossu_Ragazza_a_letto1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2173" style="margin: 5px 10px;" title="Bernard Plossu_Ragazza_a_letto" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/12/Bernard-Plossu_Ragazza_a_letto1-300x201.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Lontane un mondo dalla &#8220;fautographie&#8221;  di Man Ray o dall&#8217;<em>estetica</em> <em>della sciatteria</em> di Robert Frank. Per dire: guarda come ha visto una donna a letto Bernard Plossu, che non a caso usa anche macchinette &#8220;usa e getta&#8221; o comunque a buon mercato. Strumenti reali per soggetti veri, insomma.</p>
<p>Errare è &#8220;andare di qua e di là&#8221; e McCurry preferisce questo significato a quello di &#8220;commettere errori&#8221;. A meno che lo &#8220;sbaglio&#8221; non sia, alla fine, quello di documentare una realtà inverosimile.</p>
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		<title>Toccati dal medico</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 13:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Cesare, l’altra sera, mi ha chiesto di togliere la camicia e ha iniziato ad auscultarmi il petto ho provato un senso di sollievo. Ho avuto conferma che si stesse prendendo cura di me e sono sicuro che questo contatto abbia anche influenzato il risultato della misurazione della pressione. Per una volta, niente ipertensione da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Cesare, l’altra sera, mi ha chiesto di togliere la camicia e ha iniziato ad auscultarmi il petto ho provato un senso di sollievo. Ho avuto conferma che si stesse prendendo cura di me e sono sicuro che questo contatto abbia anche influenzato il risultato della misurazione della pressione. Per una volta, niente ipertensione da camice bianco.</p>
<p>Mentre procedeva la percussione pensavo alla spilla sul camice dei medici dell’ospedale pediatrico di Roma: invita i ragazzini a chiedere “Dottore, ti sei lavato le mani?”. Chissà se qualcuno la fa, ‘sta domanda, se trova il coraggio di chiedere al medico se ha le mani pulite, se questo straordinario strumento è tenuto in ordine, pronto ad essere usato.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/Abraham_Verghese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2025" style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px;" title="Abraham_Verghese" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/Abraham_Verghese-300x165.jpg" alt="" width="200" height="109" /></a>A visita finita, torno a pensare alle mani del dottore guardando la bellissima TED Conference di Abraham Verghese, docente di <em>Theory and Practice of Medicine</em> a Stanford. Già il titolo, <strong><a href="http://www.ted.com/talks/abraham_verghese_a_doctor_s_touch.html">A doctor’s touch</a></strong>, lasciava ben sperare: 18 minuti, come tutte le TED, durante i quali l’esposizione di un problema (la progressiva distanza tra il medico e il malato) era sostenuto da ricordi e aneddoti, ricostruzioni storiche e, cosa più importante, modi possibili per sciogliere questo nodo. <strong>La soluzione è a portata di … mano</strong>, è il caso di dire. Verghese è convinto che, proprio attraverso il contatto tra le dita del medico e il corpo dell’ammalato, sia possibile riannodare il filo di un’intesa di per sé salutare. Fa l’esempio della donna sofferente di cancro della mammella che sceglie di non farsi assistere nel “migliore centro degli Stati Uniti” perché “non le hanno toccato il seno”. Si sono accontentati, per così dire, di valutare la sua storia clinica, di esaminare i dati biomolecolari, di osservare con la massima attenzione l’imaging diagnostico. A lei, però, non bastava, perché cercava qualcosa in più.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/The-doctor.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2026" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="The doctor" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/The-doctor-300x202.jpg" alt="" width="150" height="103" /></a>Ascolto Verghese mentre ricorda uno dei dipinti più classici della professione di medico, <em>The doctor</em>, conservato alla National Gallery; qui è lo sguardo intenso del curante che si sostituisce alla mano. Metto in pausa il video per andare sul suo <a href="http://www.abrahamverghese.com/">sito</a> e poi su <a href="http://www.amazon.com/Abraham-Verghese/e/B000AP9LZ0">Amazon</a> per vedere qual è l’ultimo libro di questo medico che scrive. Scopro che, all’inizio degli anni Novanta, ha tolto il camice bianco per andare a studiare scrittura alla Iowa University. C’è un <a href="http://www.uiowa.edu/%7Eiww/about.htm">Writers’ Workshop</a>, là, che ha l’aria di essere davvero interessante.</p>
<p>Torno alle mani e alla <a href="http://www.who.int/gpsc/information_centre/en/">campagna</a> dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per motivare medici e infermieri a curare la propria igiene: solo 4 su 10 lo fanno abitualmente e in maniera corretta; questa mancanza di <em>compliance</em> è dovuta il più delle volte alla lontananza del lavandino o all’assenza di un detergente appropriato. C’è uno <a href="http://www.who.int/gpsc/5may/hhsa_framework/en/index.html">strumento di autovalutazione</a>, sul sito dell’OMS, utile per capire quanti anni luce dista il proprio servizio dagli standard che potrebbero garantire sicurezza.</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/Verghese_mani.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2027" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Verghese_mani" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/09/Verghese_mani.jpg" alt="" width="200" height="137" /></a>Voglio tornare a guardare Verghese, ma prima di riavviare il video leggo la sintesi delle 25 cose che le mani possono aiutare a capire circa la salute del malato: <a href="http://stanmed.stanford.edu/2010summer/article3a.html">Exam techniques every doctor should know</a>. E’ sul sito della Stanford University. Così scrive Verghese: ““I view the bedside exam as ritual, and rituals are about transformation. The person becomes vulnerable and invests great authority in another. The patient disrobes and allows touching — that is a very significant ritual. If the other person’s skills are not up to the investment of authority, nothing happens.” E ripenso alla mia sensazione di calma provata durante la visita leggendo cosa dice un altro medico dell’università californiana, Daniel Sedehi, docente di Medicina Interna: “For the patients, physical contact — the laying on of hands — has therapeutic benefit, for psychosocial and physical reasons,” Sedehi says. “My belief is that the physical exam allows patients to relieve some of their stress. If they’re not talking to and seeing their physician, they’re kind of left in the dark. I think our culture has been that people expect the physician to examine them. Without that, the emotions may run wild.”</p>
<p>Chiudo la TED conference. Bellissima. Seguirla è stato un piacere durato ben oltre i minuti del video. Adesso so diverse cose che ieri non sapevo. Ho avuto la conferma di una cosa letta in treno stamattina, scritta/detta da <a href="https://plus.google.com/112642281531970605760#112642281531970605760/posts">Erwin Blom</a>: “With digital media I can get customized content and therefore more of what fascinates me and less of what don’t interest me. And digital media are dynamic and can be current at any moment”.</p>
<p>In conclusion: “I read more than ever”.</p>
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		<title>Scilipoti e le campane di cristallo</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 12:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“È una frode pericolosa che sanno vendere molto bene”, sostiene su Internazionale Steven Salzberg, un biologo dell’università del  Maryland a College Park, parlando della medicina alternativa. &#8220;Quando una cosa funziona, non è poi così diicile dimostrarlo. Queste persone cercano da anni di dimostrare che le loro cure alternative funzionano, e non ci riescono. Ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/07/Steven-Salzberg.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1890" title="Steven Salzberg" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/07/Steven-Salzberg-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>“È una frode pericolosa che sanno vendere molto bene”, sostiene su <em>Internazionale</em> Steven Salzberg, un biologo dell’università del  Maryland a College Park, parlando della medicina alternativa.</p>
<p>&#8220;Quando una cosa funziona, non è poi così diicile dimostrarlo. Queste persone cercano da anni di dimostrare che le loro cure alternative funzionano, e non ci riescono. Ma non lo ammetteranno mai e andranno avanti così. È ovvio, guadagnano troppi soldi”.</p>
<p>Le medicine alternative &#8211; o complementari o olistiche: come vi pare &#8211; anche quando &#8220;funzionano&#8221; non se ne conosce il motivo. &#8220;La letteratura scientifica &#8211; sottolinea ancora Freedman, l&#8217;autore dell&#8217;articolo ripreso da <em>The Atlantic</em> &#8211; è piena di studi appro<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/07/Steven-Novella.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1891" title="Steven Novella" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/07/Steven-Novella-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>fonditi i quali dimostrano che praticamente tutti i trattamenti alternativi, comprese l’omeopatia, l’agopuntura e la chiropratica, non aiutano i pazienti più di quanto facciano certi metodi inventati per truffare la gente.&#8221; Non ci sono basi scientifiche, ma certe cose non si possono dire&#8230;</p>
<p>“I medici alternativi hanno un grande vantaggio”, afferma Steven Novella, neurologo di Yale e blogger a <a href="http://www.sciencebasedmedicine.org/index.php/author/steven-novella/">Science-based medicine</a>. “<strong>Possono mentire ai pazienti. Io non posso farlo</strong>”.</p>
<p>Qualcuno ha meno remore: chi ci governa.</p>
<p>Al convegno sulla Medicina della natura alla Sala delle Colonne di Montecitorio si respirava aria da Bagaglino, con Pippo Franco ad aprire gli interventi: comico, ma anche produttore di elettromedicali. Ad invitarlo all’evento era l’Onorevole Domenico Scilipoti, il Responsabile. E, avendole telefonato per saperne di più, sempre di <em>responsabilità</em> mi ha parlato anche un’altra relatrice, Fiorella Capuano; è avvocato e quasi si scusa: “Mi avevano detto di non venire per non essere associata alle polemiche seguite alla … come dire? scelta dell’Onorevole di cambiare schieramento di Governo. Ma io <strong>sono una scienziata – mi raccomando, scriva così, non una scientista</strong> – e sperimento, perché fa parte dell’evoluzione umana andare sempre a caccia di nuove cose”. Cacciatrice ed esperta in Cromopuntura e suono delle Campane di cristallo. Prego? Ma sì, medicina vibrazionale e disponibilità a nutrirsi di luce. “Per diventare tutti bretaristi”. Come scusi? “È un neologismo da una parola inglese: breath, respiro. Potremmo tutti nutrirci di aria e di luce, vivremmo lo stesso senza mangiare. Non crede? È provato”.</p>
<p>Steven Novella si sbaglia: è provato. “Può accadere che chi viene da me si accorga di avere benefici, che derivano più dalla predisposizione mentale al rilassamento, dato che abbiamo tutti necessità di fermarsi dallo stress della vita quotidiana”. <strong>Eh sì, può accadere</strong>. C’è chi ascolta le campane di cristallo e chi si fa un Cynar. Bisogna uscire dalla “Matrix” tradizionale, spiega un altro relatore che “affronta e risolve con approccio olistico, psichico e sciamanico, difficoltà emozionali, fisiche e spirituali”. L&#8217;avvocato ha parlato appena prima di Danilo Doneguzzi, psichiatra che diffonde in Italia le cinque leggi biologiche del dottor Hamer, fondatore della Nuova Medicina germanica e radiato nel 1986 dall’ordine dei Medici tedeschi. Negli ambienti di una delle massime istituzioni della Repubblica, <strong>si assisteva alla nascita della Medicina della Libertà</strong> ascoltando l’ultima relazione: <strong>Scie chimiche e democrazie dirette</strong>.</p>
<div>L&#8217;approfondimento letto su <em>Internazionale</em> lascia una porta aperta alle &#8220;alternative&#8221; in nome dei benefici che, per un effetto placebo, arrecherebbero ai pazienti. Per tornare a Pippo Franco, si stava un po&#8217; meglio anche quando si guardava la Fenech. Ma avrebbe dovuto pagarla la mutua?</div>
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		<title>Voglio Xavi ministro della Salute</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:54:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rivedo alcuni minuti di Barcellona &#8211; Real Madrid semifinale di Champions League del 2011. Non sono sul divano di casa ma al workshop della Rete Italiana per l&#8217;Health Technology Assessment; mi sembra il modo migliore per spiegare l&#8217;utilità del network in Sanità. Ma anche nella vita. Guarda il video: Barca vs Real Madrid: un network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Barca-abbracciato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1818" title="Barca abbracciato" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Barca-abbracciato-150x150.jpg" alt="" width="80" height="80" /></a>Rivedo alcuni minuti di Barcellona &#8211; Real Madrid semifinale di Champions League del 2011. Non sono sul divano di casa ma al workshop della Rete Italiana per l&#8217;Health Technology Assessment; mi sembra il modo migliore per spiegare <strong>l&#8217;utilità del network in Sanità</strong>. Ma anche nella vita.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZEoyNVHpp7w"><em>Guarda il video</em>: Barca vs Real Madrid: un network contro solisti</a></p>
<p>In un network che funziona (e il Barca è un esempio straordinario)&#8230;</p>
<ol>
<li>Gioca gente <strong>simile</strong></li>
<li>Si gioca in <strong>assistenza</strong>: ognuno si offre all&#8217;altro come sponda</li>
<li>Ciascuno ha il proprio <strong>ruolo</strong>, ma spesso i ruoli sono intercambiabili</li>
<li>Tutti <strong>sanno </strong>cosa fare</li>
<li>Si punta a risultati <strong>concreti</strong></li>
<li>Si fanno le cose <strong>semplici</strong>: palla bassa e niente lanci</li>
<li>Non si spreca il <strong>tempo</strong>, ma non si ha fretta</li>
<li>Condividendo (il pallone, le guarigioni, i successi&#8230;) ci si <strong>diverte</strong>.</li>
</ol>
<p>A questo proposito, scrive Clay Shirky: &#8220;The sharing, in fact, is what makes the making fun&#8221;.</p>
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		<title>Dove trovare immagini per le presentazioni?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 09:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dove trovi le immagini per le presentazioni?&#8221; E&#8217; una domanda che sento spesso dopo gli interventi a convegni o a seminari e allora provo a rispondere. Foto fatte da me. Giro con una digitale nello zainetto: niente di particolare, abbastanza vecchia e pesante. Serve per fotografare cose strane da associare a concetti, sfondi o pattern [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dove trovi le immagini per le presentazioni?&#8221;</strong><br />
E&#8217; una domanda che sento spesso dopo gli interventi a convegni o a seminari e allora provo a rispondere.</p>
<div id="attachment_1786" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/VFC_abbreviazione.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1786" title="VFC_abbreviazione" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/VFC_abbreviazione-150x150.png" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Il VFC su un muro di Roma.</p></div>
<p><strong>Foto fatte da me</strong>. Giro con una digitale nello zainetto: niente di particolare, abbastanza vecchia e pesante. Serve per fotografare cose strane da associare a concetti, sfondi o pattern (cieli, nuvole, muri, campi) e graffiti.</p>
<p>Questi sono utilissimi: svegliano la gente e si fanno ricordare. La scritta VFC spruzzata da Giada su un muro di Roma la uso per suggerire ai medici che scrivono di non esagerare con le abbreviazioni.</p>
<p>Per la cronaca, VFC è l&#8217;acronimo di &#8220;Vaccine For Children&#8221;, mica di vaffanculo eh&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1796" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/BH_Puglia2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1796" title="BH_Puglia" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/BH_Puglia2-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Il Salento di Brigitte.</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Foto fatte da amici</strong>. Gli album degli amici su Facebook sono una fonte preziosa.</p>
<p>Li sfoglio con curiosità non per sapere se hanno nuovi fidanzati ma per rubare il loro sguardo sul mondo. Avverto sempre, perché sono contenti di sapere che una loro foto scattata chissà dove può accompagnare un ragionamento su cose in apparenza anche molto distanti.</p>
<p>Tra le foto di amici trovo mari, volti, mani, sorrisi, ancora nuvole, alberi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1790" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Kindle_e_busta.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1790" title="Kindle_e_busta" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Kindle_e_busta-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Il Kindle di un utente Flickr.</p></div>
<p><strong>Foto fatte da persone brave che non conosco.</strong> Per questo c&#8217;è Flickr, soprattutto.</p>
<p>Gran parte delle immagini è coperta da copyright; per questa ragione, per fare prima, uso la ricerca avanzata chiedendo solo foto pubblicate con la licenza Creative Commons. E&#8217; possibile scaricarle in formati di diversa dimensione.</p>
<p>C&#8217;è anche Picasa, comunque: meno ricco, ma potenzialmente utile anche se cercare foto somiglia troppo ad una search in Google Images&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1793" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Pioggia_in_macchina.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1793" title="Pioggia_in_macchina" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/Pioggia_in_macchina-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Da una &quot;Galleria&quot; di Repubblica...</p></div>
<p><strong>Foto fatte da gente capace.</strong> Non che gli amici non lo siano, ma archiviare delle foto professionali è una gran bella soddisfazione. Come riuscirci? Personalmente, seguo le segnalazioni che quotidiani e riviste professionali fanno di premi e concorsi.</p>
<p>Si tratta, per lo più, di &#8220;gallerie&#8221; tematiche. Quando non c&#8217;è Flash di mezzo, salvare le foto è molto semplice. La foto accanto era di una serie di immagini di traffico cittadino visto dall&#8217;interno di un&#8217;automobile: sotto la pioggia e senza tergicristallo. Splendide: ideali per rendere la complessità, l&#8217;indecisione, una prognosi incerta&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
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<div id="attachment_1795" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><strong><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/scandalizzarsi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1795" title="ROCHRF-00001910-001" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/06/scandalizzarsi-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Che starà guardando?</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Foto di banche dati.</strong> Lavorando in una casa editrice sono fortunato, perché posso accedere a diverse banche dati di immagini. E&#8217; un &#8220;privilegio&#8221; non così esclusivo come potrebbe sembrare: la registrazione annuale può costare anche poco, meno di un centinaio di euro che, nel caso di un&#8217;istituzione, è davvero poca cosa. Un servizio da raccomandare caldamente a qualsiasi Asl o industria farmaceutica&#8230;</p>
<p>La foto accanto è presa da Photostogo.com una risorsa eccellente per le still life e per le ambitissime immagini &#8220;a fondo bianco&#8221; che valorizzano qualsiasi presentazione. Una ragazza scandalizzata è ottima per parlare di conflitti di interesse, ma anche di <em>retractions</em> e altre <em>malpractice </em>editoriali&#8230;</p>
<p>Di foto belle ce n&#8217;è un sacco. Non esageriamo, però: sono relazioni e non lezioni di fotografia&#8230;</p>
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		<title>PowerPoint, pizza e ricotta</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vacci piano con le diapositive blu con i testi gialli: prova a consigliarlo a un medico e ti guarderà incredulo o come guarderebbe chi avesse insultato sua madre. Soffre di horror vacui la gran parte dei camici bianchi, al punto da pensare che &#8211; fosse per loro &#8211; preferirebbero andare in giro per l&#8217;ospedale con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vacci piano con le diapositive blu con i testi gialli: prova a consigliarlo a un medico e ti guarderà incredulo o come guarderebbe chi avesse insultato sua madre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Diapositiva-blu_bassa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1736" title="Diapositiva blu_bassa" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Diapositiva-blu_bassa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Soffre di horror vacui la gran parte dei camici bianchi</strong>, al punto da pensare che &#8211; fosse per loro &#8211; preferirebbero andare in giro per l&#8217;ospedale con il camice blu a pallini gialli. E questo terrore del vuoto, dello spazio libero, si riflette nei PowerPoint che rendono insostenibile la quasi totalità delle relazioni congressuali. Ai template col fondo scuro si associano testi lunghissimi che vengono immancabilmente recitati davanti ad un pubblico in progressivo assopimento.</p>
<p>Pare che il tempo medio per addormentarsi sia di 7 minuti: ai congressi la media si riduce sensibilmente&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Garr-Reynolds_Esempio_slide_white.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-1732" style="margin-left: 1px; margin-right: 5px; border: 1px solid black;" title="Garr Reynolds_Esempio_slide_white" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Garr-Reynolds_Esempio_slide_white.bmp" alt="" width="148" height="111" /></a>Considera che&#8230;</p>
<p>Un layout scuro funziona solo in ambienti <strong>quasi bui</strong><br />
Rende &#8221;<strong>drammatica</strong>&#8221; qualsiasi relazione<br />
Complica l&#8217;inserimento di immagini: le <strong>illustrazioni stanno male </strong>con il fondo blu<br />
<strong>Impedisce l&#8217;uso delle ombre</strong>, essenziali per dare profondità alle slides.</p>
<p>Tre pareri importanti per decidere di preferire il bianco:</p>
<ul>
<li>&#8220;The use and misuse of whitespace determines a slide&#8217;s effectiveness&#8221; (Nancy Duarte)</li>
<li>Distrae chi ascolta perché indirizza verso i testi che risaltano di più (Garr Reynolds)</li>
<li>&#8220;La creazione di spazi bianchi permette a ciò che sta sullo sfondo di emergere&#8221; (John Maeda).</li>
</ul>
<p>E&#8217; proprio vero che <strong>il PowerPoint è una pizza</strong>: oltre a essere sempre uguale, tutti pensano di saperla fare e credono che più cose ci mettono meglio è. Il fondo blu e i pallini gialli equivalgono all&#8217;ananas e al chorizo.</p>
<p>L&#8217;unica è <strong>preferire la pizza bianca </strong>(la focaccia, per chi non è romano) con la ricotta: <strong>bianco su bianco</strong>. Così, anche una semplice aggiuga, un pomodorino o un cappero risalteranno in tutta la loro bellezza &#8230;</p>
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		<title>Immobili foto in movimento</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 22:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente (a Reggio Emilia) con le foto di Kubrick, quelle scattate ancora adolescente con la Graflex ricevuta a tredici anni dal padre medico e pubblicate su Look. Per capire, è utile un articolo di Frederick Raphael sul Guardian: &#8220;an unmoving movie, which primes and frustrates the viewer&#8217;s wish to know more&#8221;. Immagini ferme in movimento: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1703" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/stanley_kubrick_Shoeshiner_1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1703    " title="stanley_kubrick_Shoeshiner_1" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/stanley_kubrick_Shoeshiner_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il lustrascarpe dodicenne a NYC</p></div>
<p>Finalmente (a <a href="http://www.fotografiaeuropea.it/Sezione.jsp?titolo=Stanley+Kubrick+1945-50&amp;idSezione=1196">Reggio Emilia</a>) con le foto di Kubrick, quelle scattate ancora adolescente con la <a href="http://graflex.org/">Graflex </a>ricevuta a tredici anni dal padre medico e pubblicate su <em>Look</em>. Per capire, è utile un <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2005/nov/26/photography">articolo </a>di Frederick Raphael sul <em>Guardian</em>: &#8220;an unmoving movie, which primes and frustrates the viewer&#8217;s wish to know more&#8221;. <strong>Immagini ferme in movimento</strong>: questo sono.</p>
<p>Perché sì, puoi pensare mille cose, di immagini del genere: com&#8217;è dolce il lustrascarpe dodicenne newyorkese o quanto è figo Rocky Graziano sotto la doccia. Quanto è intenso il mondo del jazz o sexy Montgomery Cliff in mutande sul divano. Ma l&#8217;entusiasmo è per il dinamismo di foto appiccicate al muro che viste insieme fanno un film.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1705" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Kubrick_Rocky_graziano_sotto_la_doccia.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1705" title="Kubrick_Rocky_graziano_sotto_la_doccia" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Kubrick_Rocky_graziano_sotto_la_doccia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text"> Rocky sotto la doccia.</p></div>
<p>C&#8217;è movimento nelle pieghe di un marmo o di una facciata barocca ed è una qualità che, se assente, rende una figura dipinta &#8220;doppiamente morta&#8221; perché è finzione e non mostra movimento, nè di mente nè di corpo. Lo diceva Leonardo e lo riferisce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rudolf_Arnheim">Rudolf Arnheim</a> nell&#8217;insuperabile (come il tonno) <em><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=672741">Arte e percezione visiva</a></em>. (E&#8217; un testo ancora fondamentale per leggere le immagini; pubblicato nel 1962, fu tradotto da Gillo Dorfles e riletto da Arnheim per un controllo: aveva vissuto sei anni in Italia &#8211; dal 1933 al 1939 &#8211; e quando parlava di Roma la chiamava &#8220;casa mia&#8221;.) La sensazione di movimento è data dalla forma triangolare e dall&#8217;obliquo: dimostra di saperlo Kubrick che mette in scena il suo &#8220;unmoved movie&#8221; intorno a corde, catene, funi, sbarre di cancelli e tubi di doccia che limitano lo spazio e disegnano cunei tracciati da rette che attraversano il mondo fotografato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1714" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/stanley_kubrick_Portugal_11.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1714" title="stanley_kubrick_Portugal_1" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/stanley_kubrick_Portugal_11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle foto del reportage di Kubrick giovanissimo dal Portogallo: l&#39;unico fuori dagli States.</p></div>
<p><strong>E&#8217; l&#8217;obliquità che suggerisce il movimento</strong>. Di sforzo e impegno, se dal basso/sinistra verso l&#8217;alto/destra, come nella foto dell&#8217;anziana che tira la barca in secca. Di impeto e rapidità, se dall&#8217;alto in basso (destra vs sinistra). Gli effetti dinamici dati da quella che Arnheim chiama &#8220;tensione guidata&#8221; sono la forza delle immagini, ciò che le rende attraenti e memorabili. <strong>La tensione moltiplicata dall&#8217;essere in sequenza,</strong> scattate e ordinate secondo un ritmo che solo un appassionato &#8220;drummer&#8221; come il giovane Kubrick poteva avere nel sangue.</p>
<p><strong>Tensione e ritmo</strong>: ricordiamoli nello scegliere le illustrazioni che accompagneranno un documento o una conferenza. Preferiamo foto che raccontino una storia, che abbiano in sé forza e dinamismo, tali da dare cadenza viva al nostro testo/parlato anche nel momento in cui riprenderemo fiato, noi o il nostro scritto.</p>
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		<title>Che sexy quei dati</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 22:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Edward Tufte non so tradurlo senza tradirlo: &#8220;By extending the visual capacities of paper, video, and computer screen, we are able to extend the depth of our knowledge and experience&#8221;. Se invece di essere stato scritta nel 1997 sul mitico Visual Explanations, questa frase la leggessimo domani per la prima volta, penseremmo ad una rivelazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Flight_patterns_Koblin2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1697" title="Flight_patterns_Koblin" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/Flight_patterns_Koblin2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Edward Tufte non so tradurlo senza tradirlo: &#8220;By extending the visual capacities of paper, video, and computer screen, we are able to extend the depth of our knowledge and experience&#8221;. Se invece di essere stato scritta nel 1997 sul mitico <em>Visual Explanations</em>, questa frase la leggessimo domani per la prima volta, penseremmo ad una rivelazione.</p>
<p><strong>La visualizzazione dei dati è l&#8217;antidoto all&#8217;information overload</strong>. Pochi di noi sapevano dove finivano i propri soldi prima che la banca ci mandasse una sintesi a fine anno per spiegarci quanto tiriamo fuori per utenze, spese con carta di credito o nettezza urbana. Ma nulla a confronto del quadro che ci dà <a href="http://www.openspending.org/dataset/italyregionalaccounts">Open Spending</a>, per esempio, su dove vanno a finire i soldi di noi italiani. Altri esempi?</p>
<ul>
<li>Quale credibilità internazionale ha il clinico che ha inviato l&#8217;articolo alla mia rivista? <a href="http://www.biomedexperts.com/">Biomedexperts.</a></li>
<li>Quanto interesse e da parte di quali Paesi per Avastin? Google <a href="http://www.google.com/insights/search/#q=bevacizumab&amp;cmpt=q">Insights for Search</a></li>
<li>Quali dinamiche determinano la condivisione delle info sul social web? <a href="http://www.nytlabs.com/projects/cascade.html">Project Cascade </a></li>
<li>Quanto converrebbe studiare su manuali Open Source? <a href="http://www.onlineschools.org/blog/open-source/">Online Schools</a></li>
<li>Come viaggia la comunicazione telefonica? <a href="http://www.aaronkoblin.com/work/NYTE/index.html">Aaron Koblin</a></li>
<li>Visualizzare il consumo di cibi? <a href="http://www.flickr.com/photos/laurenmanning/sets/72157626586750924/with/5659553622/">Lauren Manning</a></li>
<li>Quali sono le parole più usate nella pubblicità di giocattoli? <a href="http://www.achilleseffect.com/2011/03/word-cloud-how-toy-ad-vocabulary-reinforces-gender-stereotypes/#">Crystal Smith</a></li>
<li>Quale futuro per le tecnologie? <a href="http://michellzappa.com/map/">Michell Zappa</a></li>
</ul>
<p>Graphics are not about &#8220;How to make data look sexy&#8221;, but <strong>to reveal that data is sexy</strong>. Parola di Hans Rosling.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viva i video: corti e sinceri</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 21:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un minuto di cose intelligenti dette da Claudio Magris a Che Tempo che fa. Mando su Twitter una frase: &#8220;Il mondo non va solo governato, va migliorato&#8221;.  Spengo e sono sul letto dopo cena. Google mi avverte che la Samp perde il derby al 7 minuto di recupero. Messaggio di Jacqueline su Facebook: sarà il caso di avere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un minuto di c<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1669" title="ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/05/ciak_2_largo_3175723715_1dc9c990da1-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>ose intelligenti dette da <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9ae9f121-23d7-4753-a665-958a404acbdb.html#p=0">Claudio Magris a Che Tempo che fa</a>. Mando su Twitter una frase: &#8220;Il mondo non va solo governato, va migliorato&#8221;.  <strong>Spengo e sono sul letto dopo cena</strong>. Google mi avverte che la Samp perde il derby al 7 minuto di recupero. Messaggio di Jacqueline su Facebook: sarà il caso di avere la tv per trasmissioni come quella di Fazio?</p>
<p>No, basta e avanza il computer. Nova dà i numeri:</p>
<ul>
<li>in tre anni i video saranno il 90 per cento del traffico IP</li>
<li>più di un miliardo di persone guarda video su web</li>
<li> 14 milioni di italiani cercano video online</li>
<li>diminuisce il numero di americani che possiedono una tv.</li>
</ul>
<p>Non ne se ne può più della Domenica Sportiva: vorrei solo vedere le facce dei doriani per capire cosa si prova a buttare via la stagione in un minuto, ma so che la tv a questo non serve: dovrei ascoltare due ore di chiacchiere per vedere un&#8217;azione. Allora è un attimo cercare su Google ed <a href="http://www.220.ro/sport/Genoa-Sampdoria-1-0-Goal-Boselli-8-5-2011/uzAMwME41H/">essere a Marassi</a>.</p>
<p>Poi, con calma, rivedo Magris e rispondo con queste righe a Jacqueline: no, niente tv, probabilmente è antica, col suo canone e l&#8217;impaccio dei mille telecomandi. J, su web troverai tutto, Magris compreso.</p>
<p>I video saranno il web perché <strong>ti dicono prima quanto durano</strong> e durano poco.</p>
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		<title>La salute? Questione di informazione, non di scienza</title>
		<link>http://dottprof.com/2011/01/la-salute-questione-di-informazione-non-di-scienza/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 11:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Thomas Goetz è l&#8217;executive editor di Wired. Dopo dieci anni di vita da giornalista è tornato a scuola per prendere il Master in Public Health alla UC di Berkeley. E&#8217; convinto che la nostra salute dipende da quanto siamo informati. Chi ha letto il suo libro The decision tree, uscito l&#8217;anno scorso, ha detto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/01/The-decision-tree1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1440" title="The decision tree" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/01/The-decision-tree1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Thomas Goetz è l&#8217;executive editor di <em>Wired</em>. Dopo dieci anni di vita da giornalista è tornato a scuola per prendere il Master in Public Health alla UC di Berkeley. E&#8217; convinto che la nostra salute dipende da quanto siamo informati.</p>
<p>Chi ha letto il suo libro <a href="http://tinyurl.com/ylbfhdt"><strong>The decision tree</strong></a>, uscito l&#8217;anno scorso, ha detto che Goetz prevede il futuro dell&#8217;assistenza sanitaria meglio di chiunque altro &#8230; sul pianeta.</p>
<p>Nella sua <a href="http://www.ted.com/talks/thomas_goetz_it_s_time_to_redesign_medical_data.html">TED Conference</a> , Goetz sostiene che la salute delle persone dipende da quanto e da come sono informate; in un passaggio chiave della sua &#8220;lezione&#8221;, ti convince che<strong> l&#8217;informazione ha senso solo se riesce a indurre un cambiamento positivo</strong>. Fa l&#8217;esempio di una cosa che funziona, quei display che sulla strada ti dicono a quanto stai andando in automobile: stai per entrare in un centro abitato e il segnale luminoso ti dice che vai a 70 km/h. Al di sotto, un cartello ti dice: 50. E&#8217; quasi sicuro che freni o comunque rallenti. Ecco il loop positivo che dall&#8217;informazione ti porta verso una scelta e la decisione di cambiare.</p>
<p>Successivamente<a href="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/01/Thomas_Goetz_sm.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1441" title="Thomas_Goetz_sm" src="http://dottprof.com/wp-content/uploads/2011/01/Thomas_Goetz_sm-150x150.jpg" alt="" width="136" height="136" /></a>, Goetz mostra gli stampati delle nostre analisi di laboratorio o della visita cardiologica: qualcuno ci capisce qualcosa? <strong>Con tutti i soldi che firano intorno alla sanità, possibile non si possa fare di meglio?</strong> Il &#8220;paziente&#8221; vuole sapere cosa ha, qual è la gravità o il livello di rischio e cosa può fare per star meglio o per vivere più sereno. Punto. Perché tutte quelle cifre incomprensibili?</p>
<p>Per non parlare dei farmaci. Ci vorrebbe davvero poco a preparare delle schede sintetiche sui medicinali, dei <em>Drugs Facts. </em>A che serve, quali controindicazioni, come prenderlo. Punto (un altro).</p>
<p>La conferenza dura 16 minuti. Da non perdere.</p>
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