Si scrive poco di malattie rare?

Si scrive poco di malattie rare? “Poco” è un concetto relativo e non possiamo non considerare che – solo a considerare le riviste indicizzate in MedLine – nel 2010 sono stati pubblicati più di quattromila lavori classificati con la keyword “rare tumors”.  D’accordo: erano 7800 nel 2009, ma ci dicono davvero qualcosa queste cifre? No, …

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Accesso aperto ai … Naturisti

Nature Publishing Group annuncia Scientific Reports: la prima rivista open access di una delle case editrici scientifiche più note al mondo. Come si legge nel comunicato stampa, Scientific Reports pubblicherà articoli di ricerca in una serie di discipline che vanno dalla astrofisica alle neuroscienze; per gli autori, il costo della pubblicazione è fissato in 1.046 euro …

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Big Pharma s’è scordata YouTube

Le aziende farmaceutiche hanno saputo cogliere l’opportunità promozionale offerta da YouTube? Solo parzialmente. O almeno così sostiene l’avvocato statunitense Mark Senak sul suo blog specializzato in Politica sanitaria EyeonFDA. Scrive Senak: “Il settore farmaceutico non sta facendo davvero un buon lavoro sul fronte YouTube. Si tratta di un mezzo potente che obbliga a un utilizzo …

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Il cuore va online: siamo pronti a leggerlo?

“La cardiologia si sposta online e nel mio iPad”. Parola di Christopher P. Cannon, uno dei più stimati cardiologi del mondo. Che bella la versione  del Textbook della European Society of Cardiology realizzata per il device della Apple, scrive Cannon sul Lancet: le voci bibliografiche linkate a Pubmed, le illustrazioni scaricabili su diapositive in PowerPoint, …

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Google conta i libri: sono 130 milioni

Poi dicono che Google non è amico dei bibliotecari. L’ultima (del 5 agosto) è venuta fuori sul blog di Mountain View: si sono messi a contare i libri e sono arrivati a 129.864.880. Ovviamente spiegano come hanno fatto e vengono fuori cose interessanti. 1. Non è possibile affidarsi ai database costruiti archiviando i codici assegnati …

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"Andar per bacche" e per scoperte inaspettate

“Sistematico”, “coerente”, “rigoroso”: sono parole usate sempre più spesso. Per fortuna. A patto di lasciare uno spazio (piccolo, intendiamoci) anche per ciò che non è sistematico, nè coerente, nè rigoroso. Perché l’impressione è che – a forza di “sistematicità” – si finisca col perdere qualcosa. Riflettere vuol dire anche lasciare spazio al caso confidando sulla …

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Chi non è della Google Generation?

Semplice. 1. Per leggere qualcosa devi stamparla. 2. Se mandi una mail telefoni per sapere se l’hanno ricevuta. Non sei un “nativo digitale” e nel tuo cervello non c’è spazio per quel minimo di mappa mentale che ti permetterebbe di capire – tanto per dirne una – come funziona l’informazione su internet. Non hai chiaro …

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La seduzione dell'impact factor

“L’impact factor rappresenta uno dei criteri di valutazione, ma non certo l’unico o principale criteri al quale la commissione debba attenersi”. Così si è espressa la sesta sezione del Consiglio di Stato (decisione n. 3561/2010) “riformando – come ben spiega Manuela Perrone sul Sole 24 Ore Sanità – una sentenza del TAR del Veneto con …

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