I nemici dei vaccini: la fretta e molta coda

“E’ un bene che aumenti il numero delle persone vaccinate contro la meningite? Forse. Ma non lo è quando non c’è governo, non c’è strategia. Ci saranno benefici per le singole persone, ma non è automatico che ne produrranno per la comunità in termini di maggiore protezione. Sicuramente non è un bene l’aumento della pressione sui servizi …

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La comunicazione e il Marchese del Grillo

Uno studio uscito su PLoS One[i] mostra che le riviste di maggiore impatto e i ricercatori più autorevoli scelgono la strada della narrazione: “This effect is closely associated with journal identity: higher-impact journals tend to feature more narrative articles, and these articles tend to be cited more often. These results suggest that writing in a more narrative style increases the uptake and influence of articles in climate literature, and perhaps in scientific literature more broadly.”

Lo storytelling è uno strumento di disseminazione della scienza perché riferendo i risultati dei propri studi in maniera narrativa si ottengono risultati migliori rispetto a quelli che si raggiungono con un resoconto accademico tradizionale: “Presenting the same information in a more narrative way has the potential to increase its uptake—an especially attractive prospect in the context of climate science and scientific writing generally—and consequently, narratives are widely recognized as powerful tools of communication.” Quali sono gli indicatori che secondo gli autori distinguono un testo narrativo da uno prevalentemente espositivo? Setting, narrative perspective, sensory language, conjunctions, connectivity, e appeal. Questi hanno a che fare con la  precisazione dei contesti nei quali le ricerche sono state svolte; con la presenza di un narratore che in prima persona (singolare o plurale) espone il percorso di ricerca; con la presenza nel testo di espressioni capaci di suscitare emozioni in chi legge; con la capacità di spiegare al lettore le motivazioni che hanno suggerito di approfondire quell’argomento e di sollecitarlo ad agire, mettendo in atto comportamenti coerenti con gli obiettivi raggiunti nella ricerca. Infine, con la capacità degli autori di collegare le frasi e le parti del testo in modo convincente, persuasivo e fluido.

La tendenza a “rendicontare attraverso il racconto” la vediamo ogni giorno: nel successo delle TED talks, nella popolarità di libri su argomenti complessi ma valorizzati da editor particolarmente capaci, nella presenza attiva dei ricercatori sui social media, con le opportunità ma anche i rischi che ne discendono. Storytelling e social media: strumenti delicati e non sempre facili da usare, però, soprattutto in questi anni in cui la credibilità della scienza è ai minimi termini. L’errore più grande che può essere fatto è quello riportato dal Belli in un famoso sonetto:

C’era una vorta un re cche ddar palazzo / mannò ffora a li popoli st’editto: / “Io so io, e vvoi nun zete un cazzo, / sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto”.

Nel momento in cui uno studioso, un clinico, un ricercatore accetta la sfida, deve oltrepassare un confine, accettando di mettersi in discussione perché la comunicazione non è mai unidirezionale e impone il confronto e il dialogo.

Sforzatevi di alimentare la conversazione. Atul Gawande (Con cura).

A chi gli chiedeva quale fosse il suo mestiere, il critico d’arte e scrittore John Berger rispondeva di essere, per l’appunto, uno storyteller, specificando: “If I’m a storyteller it’s because I listen. For me, a storyteller is like a passeur who gets contraband across a frontier.”

Se vuole comunicare dialogando anche con gli interlocutori più difficili, il ricercatore deve sconfinare e, soprattutto, essere pazientemente capace di ascoltare, ricordando che le proprie certezze – anche quelle più robuste – potranno sempre essere messe in discussione.

 

[i] Hillier A, Kelly RP, Klinger T. Narrative style influences citation frequency in climate change science. PLoS ONE 2016;11: e0167983.

 

Le storie della medicina nel 2016

A fine anno ci si ritrova in famiglia e con gli amici e tra gli argomenti che più spesso tengono vive le lunghe serate ci sono le discussioni sulle liste, le classifiche, le graduatorie. Qual è il miglior film dell’anno? E il calciatore rivelazione? Il libro più bello che hai letto? Un’abitudine ormai radicata, per …

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L’anno che sta arrivando

Inutile farsi illusioni: scartati i regali (chi ne riceve) e spenti i fuochi d’artificio, il nuovo anno ci troverà al punto in cui ci ha portato il vecchio, quello che stiamo chiudendo. Un anno, il 2016, francamente terribile. Dal susseguirsi di terremoti in Ecuador, Giappone, Taiwan, Italia e California all’assedio di Aleppo. Dagli attacchi terroristici …

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La verità mi fa male, lo so

Siamo entrati in una fase nuova. Meglio: ci siamo finalmente accorti di essere entrati in una fase nuova. A sancire la discontinuità sono due eventi di indiscutibile diversa portata ma legati tra loro. Donald Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti. Post-truth è la parola dell’anno 2016 a giudizio dei curatori dell’Oxford Dictionary, che …

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Illegalità nella ricerca clinica

Si sta rompendo tutto. Il primo ad apparire sfasciato è stato il sistema della ricerca clinica sostenuta dall’industria (1) seguito a ruota dal medical publishing (2). L’ultima in ordine di tempo è stata la evidence-based medicine (3). Che le tre cose fossero legate lo pensavano in molti ma c’è voluta la lucidità e la sfrontatezza di Trisha …

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e-Lezioni americane

Dietro questo gioco di parole c’è una persona che amava troppo le cose modeste, come di lui ha scritto Piero Citati. In linea con il carattere schivo, Italo Calvino aveva, dal 1957, rinunciato o semplicemente scelto di tenersi lontano dalle questioni che riguardavano la politica. Tocca noi, volendo, provare a usare il suo sguardo per …

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Dylan, il Nobel e il Karolinska

Lo scrittore torinese Alessandro Baricco non l’ha mandata giù: “Premiare Bob Dylan con il Nobel per la Letteratura è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c’è una bella musicalità nella sua narrativa”. Anche la reazione del poeta e critico letterario, Valerio Magrelli, non è meno risentita: “Non vedo il bisogno di …

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