Il silenzio della Cochrane

L’editoriale di Richard Horton sul Lancet del 14 novembre è sorprendente soprattutto per l’aggressività con cui critica la disinvoltura con cui sono prodotte revisioni sistematiche che includono studi metodologicamente discutibili. (1) Horton riprende le critiche dettagliate in un articolo di Ian Roberts uscito sul BMJ alcuni anni fa. (2) Roberts è una figura importante, perché …

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Le cure alternative alla persona che ha il cancro

I farmaci oncologici hanno un costo immorale, che tantissimi malati non possono permettersi nei paesi in cui la sanità è basata su sistemi assicurativi. I medici più conosciuti – i cosiddetti opinion leader – hanno un ruolo sproporzionato rispetto alle loro competenze e condizionano le prescrizioni dei colleghi con le loro pubblicazioni e con le …

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Le industrie corteggiano gli studenti di medicina

L’industria farmaceutica continua a cercare attenzione da parte dei medici in formazione: più precoce è il primo contatto e maggiori sono le probabilità che una volta entrato nella professione la confidenza tra il medico e l’azienda possa consolidarsi e portate dei vantaggi a quest’ultima e, secondo qualcuno, anche al professionista stesso. Una revisione a cui …

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10 cose per dar spazio ai ricercatori più giovani

A un certo punto della vita professionale bisognerebbe rinunciare alla propria visibilità di ricercatore in favore dei più giovani: senza smettere, beninteso, di partecipare al confronto e alla discussione. Un esempio? Perché devi pretendere di essere ultimo autore di un articolo solo perché la ricerca è stata svolta nell’istituto di cui si è direttore? Non …

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Tutti insieme disinteressatamente

“In privato, i medici si mostrano davvero prostrati per le loro assurde condizioni di lavoro e la compromissione della relazione col malato. Ma non ci sono state manifestazioni a Washington, né picchetti, né campagne sui social media. Perché? Perché i medici non si fanno sentire a tutela propria e dei loro pazienti?” (1) È la …

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