L’uso etico dei dati

La dialettica tra la medicina basata sulle prove e la medicina narrativa è oggi la narrazione prevalente. Viene solitamente presentata come una contrapposizione tra un approccio alla cura basato sulla valutazione di dati impersonali e la presa in carico del malato come persona portatrice di una propria storia, di un contesto sociale e affettivo di …

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Se ti piace, mangialo

Uno studio molto elaborato, modelli complessi di analisi comparata dei rischi, numerose fonte di dati demografici, riferiti alle abitudini alimentari, agli stili di vita, di mortalità (1): con l’obiettivo di avvicinarsi (approximate) al numero e alla quota di cittadini statunitensi la cui morte per cause cardiovascolari potrebbe essere dovuta a una dieta subottimale. Il 45% …

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Prezzo dei farmaci: serve trasparenza e ragionevolezza

L’impossibilità di accedere ai medicinali è un problema di gravità paragonabile al cambiamento climatico, scrive Suerie Moon sul New England Journal of Medicine del 9 febbraio 2017. “La soluzione richiede nuove politiche sanitarie e la collaborazione internazionale”.[1] La spesa per i farmaci è cresciuta di circa il 9% nel 2014 e nel 2015, superando la …

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Le linee guida non ammettono incertezza

In assenza di evidenze robuste a favore di un intervento sanitario, che posizione dovrebbero prendere le linee-guida? E’ questa la domanda sottintesa in un articolo uscito su The BMJ a firma di Jeanne Lenzer, che considera le posizioni assunte negli ultimi anni dalla US Preventive Services Task Force in merito a diverse strategie di screening.[i] …

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Conflitti di interesse: Ci sono? Aguzza la vista

Se il principal investigator di uno studio ha relazioni economiche con lo sponsor è assai più probabile che i risultati della ricerca siano favorevoli all’obiettivo di chi ha finanziato il progetto. Lo conferma un’indagine svolta sugli esiti di sperimentazioni controllate randomizzate su farmaci pubblicate nel 2013 sulle principali riviste internazionali di medicina generale.[1] A whole …

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Farmaci: una deriva antiregolatoria per il bene dell’economia?

L’umore dei vertici “di casa madre” delle industrie farmaceutiche non è buono: nel 2016, la Food and Drug Administration ha approvato solo 22 nuovi prodotti, il numero più basso dal 2010 e molto inferiore ai 45 dello scorso anno. A confronto, la European Medicines Agency ha dato il via libera a 81 novità (erano 93 …

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I nemici dei vaccini: la fretta e molta coda

“E’ un bene che aumenti il numero delle persone vaccinate contro la meningite? Forse. Ma non lo è quando non c’è governo, non c’è strategia. Ci saranno benefici per le singole persone, ma non è automatico che ne produrranno per la comunità in termini di maggiore protezione. Sicuramente non è un bene l’aumento della pressione sui servizi …

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La comunicazione e il Marchese del Grillo

Uno studio uscito su PLoS One[i] mostra che le riviste di maggiore impatto e i ricercatori più autorevoli scelgono la strada della narrazione: “This effect is closely associated with journal identity: higher-impact journals tend to feature more narrative articles, and these articles tend to be cited more often. These results suggest that writing in a more narrative style increases the uptake and influence of articles in climate literature, and perhaps in scientific literature more broadly.”

Lo storytelling è uno strumento di disseminazione della scienza perché riferendo i risultati dei propri studi in maniera narrativa si ottengono risultati migliori rispetto a quelli che si raggiungono con un resoconto accademico tradizionale: “Presenting the same information in a more narrative way has the potential to increase its uptake—an especially attractive prospect in the context of climate science and scientific writing generally—and consequently, narratives are widely recognized as powerful tools of communication.” Quali sono gli indicatori che secondo gli autori distinguono un testo narrativo da uno prevalentemente espositivo? Setting, narrative perspective, sensory language, conjunctions, connectivity, e appeal. Questi hanno a che fare con la  precisazione dei contesti nei quali le ricerche sono state svolte; con la presenza di un narratore che in prima persona (singolare o plurale) espone il percorso di ricerca; con la presenza nel testo di espressioni capaci di suscitare emozioni in chi legge; con la capacità di spiegare al lettore le motivazioni che hanno suggerito di approfondire quell’argomento e di sollecitarlo ad agire, mettendo in atto comportamenti coerenti con gli obiettivi raggiunti nella ricerca. Infine, con la capacità degli autori di collegare le frasi e le parti del testo in modo convincente, persuasivo e fluido.

La tendenza a “rendicontare attraverso il racconto” la vediamo ogni giorno: nel successo delle TED talks, nella popolarità di libri su argomenti complessi ma valorizzati da editor particolarmente capaci, nella presenza attiva dei ricercatori sui social media, con le opportunità ma anche i rischi che ne discendono. Storytelling e social media: strumenti delicati e non sempre facili da usare, però, soprattutto in questi anni in cui la credibilità della scienza è ai minimi termini. L’errore più grande che può essere fatto è quello riportato dal Belli in un famoso sonetto:

C’era una vorta un re cche ddar palazzo / mannò ffora a li popoli st’editto: / “Io so io, e vvoi nun zete un cazzo, / sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto”.

Nel momento in cui uno studioso, un clinico, un ricercatore accetta la sfida, deve oltrepassare un confine, accettando di mettersi in discussione perché la comunicazione non è mai unidirezionale e impone il confronto e il dialogo.

Sforzatevi di alimentare la conversazione. Atul Gawande (Con cura).

A chi gli chiedeva quale fosse il suo mestiere, il critico d’arte e scrittore John Berger rispondeva di essere, per l’appunto, uno storyteller, specificando: “If I’m a storyteller it’s because I listen. For me, a storyteller is like a passeur who gets contraband across a frontier.”

Se vuole comunicare dialogando anche con gli interlocutori più difficili, il ricercatore deve sconfinare e, soprattutto, essere pazientemente capace di ascoltare, ricordando che le proprie certezze – anche quelle più robuste – potranno sempre essere messe in discussione.

 

[i] Hillier A, Kelly RP, Klinger T. Narrative style influences citation frequency in climate change science. PLoS ONE 2016;11: e0167983.