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Omeopatia: l’Europa ci ripensa?

Il chief executive del National Health System inglese ha espresso le sue “serie preoccupazioni” sull’omeopatia, sostenendo che la pratica è “viziata alla fonte”. Simon Stevens e il direttore medico nazionale del NHS, Stephen Powis, hanno scritto alla Professional Standards Authority (PSA) in merito ad una possibile nuova procedura di accreditamento della società degli omeopati. Nella lettera del 22 ottobre sostengono che il fatto che l’associazione sia accreditata da un ente pubblico dà ai cittadini la “falsa impressione” che i trattamenti proposti siano scientificamente fondati. Un conto sono gli standard amministrativi richiesti per l’accreditamento, altra cosa è invece una procedura di “approvazione” dell’affidabilità delle cure. Tutto ciò che conferisce all’omeopatia una patina di credibilità – proseguono – rischia di convincere un numero sempre più alto di persone a buttar via del denaro per acquistare “cure” fasulle che nella migliore delle ipotesi non fanno nulla e, nel peggiore dei casi, possono rivelarsi potenzialmente pericolose.

Il ministro della Sanità francese, Agnès Buzyn ha comunicato la lista dei prodotti omeopatici e dei principi attivi da piante medicinali che non saranno più rimborsati ai cittadini, in seguito alla sua decisione avvenuta all’inizio di quest’anno di eliminare gradualmente i rimborsi statali di medicinali omeopatici e di erbe. La decisione risale al mese di luglio di quest’anno, dopo che la Haute Autorité de Santé ha dichiarato l’assenza di prove di efficacia di questi prodotti, alla luce dei dati disponibili. Di conseguenza, il rimborso statale scenderà progressivamente dall’attuale 30% prima al 15% (dal 1gennaio 2020) e infine allo 0% dal primo gennaio 2021. Centinaia di prodotti omeopatici e fitoterapici figurano nell’elenco finale di quelli che non prevedranno più una compartecipazione statale alla spesa: dall’arnica montana all’oscillococcinum fino alla nux vomica.

Homeopathic products have not been approved by the FDA for any use and may not meet modern standards for safety, effectiveness and quality. Janet Woodcock, FDA

Anche la Food and drug administration ha proposto nuove procedure approvative per “proteggere i consumatori da prodotti di non provata efficacia potenzialmente dannosi.” (vedi qui)

Da dove nasce questa maggiore intensità delle istituzioni nel contrasto all’adozione dell’omeopatia da parte dei cittadini? Qualcuno potrebbe legittimamente pensare che possa essere legata alla riduzione delle risorse disponibili e alla necessità di maggiore avvedutezza nella spesa. Potrebbe essere, però, anche una reazione alla crescente aggressività della medicina omeopatica che sta dimostrando una sempre maggiore capacità di sfruttare gli strumenti che gli editori predatori le mettono a disposizione.

La primavera scorsa su Sciencemag, Derek Lowe sottolineava qualcosa che non dovrebbe essere sottovalutato, a proposito della società Materia Medica Holding (MMH) che sembra aver scelto di combattere la scienza sul suo terreno elettivo, quello della ricerca e della comunicazione scientifica accademica. (1) MMH e il suo fondatore, Oleg Epstein, propagandano fantomatici release-active drugs, sostenendone l’efficacia in una pletora di patologie diverse tra loro, nonostante l’assenza di molecole attive al loro interno. (2) Si tratterebbe – leggiamo su un commento critico su BMJ EBM (3) di cui è coautore Alexander Panchin, dell’accademia russa per il contrasto alle pseudoscienze e alle frodi scientifiche – di “activated forms of ultra-low doses of antibodies conventionally designated as potentiated (dynamised) antibodies (by analogy with the terminology used in homeopathic literature) for treatment of various pathological syndromes“. MMH ha iniziato a pubblicare un sacco di articoli su riviste indicizzate e ad annunciare una serie di sperimentazioni sul database Clinicaltrials.gov. “Sono persone – scrive Lowe – che vendono acqua distillata e ingredienti inerti, e producendo articoli conferiscono a tutto ciò un aspetto di rispettabilità, contaminando la letteratura scientifica con un rumore di fondo e sciocchezze.” Alcuni di questi lavori sono stati ritirati, ma continuano ad essercene diversi ancora accessibili e senza dubbio altri in arrivo.

Questa storia – ancora ovviamente niente affatto conclusa – conferma almeno due cose: 1) “pubblicare” non significa nulla, perché ormai si “pubblica” tutto; 2) la cosa più importante è far crescere la consapevolezza dei cittadini e la loro capacità critica: senza colpevolizzare né giudicare chi sceglie di affidare la propria salute a prodotti non efficaci. Sono i “consumatori” le principali, se non uniche, vittime.

  1. Lowe D. More quackery. Sciencemag 2019; 28 marzo.
  2. Novella S. Release-active drugs: homeopathy by another name. Science-based medicine 2018; 12 dicembre.
  3. Panchin AY, Khromov-Borisov NN, Dueva EV. Drug discovery today: no molecules required. BMJ Evidence-Based Medicine 2019;24:48-52.
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Che fine ha fatto la @cochranecollab ? Un editoriale di @richardhorton1 su @TheLancet è un’accusa diretta. Nessuno risponde. È possibile che un’organizzazione del genere abbia perso la voce? dottprof.com/2019/11/il-sil… pic.twitter.com/Nz8ZvX3pFH

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…