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Il silenzio della Cochrane

L’editoriale di Richard Horton sul Lancet del 14 novembre è sorprendente soprattutto per l’aggressività con cui critica la disinvoltura con cui sono prodotte revisioni sistematiche che includono studi metodologicamente discutibili. (1) Horton riprende le critiche dettagliate in un articolo di Ian Roberts uscito sul BMJ alcuni anni fa. (2) Roberts è una figura importante, perché è il direttore della Clinical trials unit della London school of public health di Londra. L’intera base di evidenze su cui poggia la conoscenza medica attuale rischia di essere poco affidabile, dice Horton. È anche intollerabile che un’organizzazione che evidentemente non riesce a garantire l’accuratezza dei documenti prodotti percepisca finanziamenti così ingenti da istituzioni pubbliche di diverse nazioni anglosassoni.

Selection bias and the inclusion of fraudulent “randomised trials” mean that meta-analyses of small trials will too often “get the wrong answer”.  Richard Horton

Per adesso, l’articolo di Horton non ha avuto un grande impatto. Poche reazioni, insomma, ma c’è il rischio di un ulteriore indebolimento della fiducia per la ricerca clinica, per le istituzioni sanitarie e soprattutto per quella che viene percepita come la “medicina accademica” da parte dei cittadini. Tutto ciò sta diventando un problema sempre maggiore e ha effetti diretti sulla salute pubblica e sulla stessa ricerca. Ma fa anche un ulteriore danno: aumenta la disuguaglianza tra le persone e tra gruppi sociali. Di questo si è discusso anche al recente congresso internazionale della American society of bioethics and humanities dove Mildred Solomon, presidente dell’Hastings Center e docente ad Harvard, ha provocatoriamente chiesto se la bioetica abbia ancora qualcosa da dire di importante riguardo i problemi strutturali di fronte ai quali si trovano gli Stati Uniti e molti altri paesi del mondo. Anche al congresso della American association of medical colleges (AAMC) David J. Skorton e Lilly Marks hanno esplicitamente richiamato l’attenzione dei participanti sulla necessità di affrontare le grandi questioni che rischiano di compromettere il rapporto tra la medicina accademica e i cittadini: la pressione del cambiamento demografico e della spinta economica, commerciale e politica stanno mettendo in crisi i valori che dovrebbero informare non solo l’attività di ricerca ma anche la didattica e l’assistenza clinica al malato.

I grandi congressi internazionali diventano sempre più spesso occasioni per un confronto aperto: di fronte a una discussione così trasparente diventa incomprensibile e imbarazzante il silenzio di un’organizzazione come la Cochrane che ha nell’integrità il proprio più prezioso patrimonio. L’organizzazione non si esprime non solo sulla crisi di valori della sanità dei paesi avanzati ma neanche sul costo insostenibile delle terapie, sulla crescita della sovradiagnosi e dell’overtreatment, sugli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici…

Under its recent CEO leadership, is Cochrane silencing scientists? Is it being subverted by commercialization? Is it paralysed? Has it been hijacked? John Ioannidis

E’ passato poco più di un anno dalla crisi seguita all’espulsione di Peter Goetzsche dal comitato di direzione della Cochrane: per molti aspetti, l’editoriale di Horton potrebbe avere conseguenze ancora più gravi della cacciata del direttore del Nordic Cochrane Center perché la Cochrane non può permettersi di perdere l’appoggio del Lancet dopo aver visto compromettere l’alleanza con il BMJ e con l’altra rivista del gruppo editoriale della British medical association, EBM BMJ, diretta da Carl Heneghan, che oggi è nel comitato scientifico dell’Institute for scientific freedom fondato da Goetzsche a inizio 2019. L’impressione è la direzione della Cochrane si auguri che tutto sia dimenticato prima possibile e che, prima ancora, in pochi leggano le riviste e si accorgano di quel che sta accadendo.

Ammesso che qualcuno, nella Cochrane, continui a leggere le riviste che contano e si sia accorto dell’editoriale di Horton.

  1. Horton R. The gravy train of systematic reviews. Lancet 2019; 16 novembre.
  2. Roberts I, Ker K, Edwards P, et al. The knowledge system underpinning healthcare is not fit for purpose and must change. BMJ 2015;350:h2463.
  3. Godlee F. Reinvigorating Cochrane. BMJ 2018;362:k3966.
  4. Goetzsche P. What is the moral collpase in the Cochrane collaboration about? In J Med Ethics 2019;4:303-9. https://ijme.in/wp-content/uploads/2019/10/09.-COCHRANE-COLLABORATION.pdf

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She is a 20 yr old w leukemia who “had recently suspended treatments because she maxed out the annual limit on her health insurance...If 3 people are willing to pay $120,000 or more for a banana, she said, then surely there are people who will help with her hospital expenses.” twitter.com/nytimes/status…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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