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Linee guida nella nebbia

Il fatto lo ha ben sintetizzato una nota del Lown Institute del 25 ottobre 2019: “Nel 2016, la National Partnership for Maternal Safety (NPMS) ha pubblicato un elenco di raccomandazioni per ridurre i decessi conseguenti a disturbi della coagulazione in donne in gravidanza e postpartum. Le linee guida sono uscite sulla rivista Obstetrics & Gynecology. Una di queste raccomandazioni estendeva il ricorso ad anticoagulanti alla maggior parte delle donne sottoposte a parto cesareo. Dal momento che quasi un terzo delle nascite negli Stati Uniti non è da parto naturale, circa 1,3 milioni di donne all’anno si vedrebbero prescrivere un anticoagulante dopo il parto.“ Sempre il Lown Institute si era interessato del problema nello scorso agosto (qui il post).

It is encouraging to see doctors taking a stand against industry influence in medical guidelines and recommendations. Lown Institute

Un bel problema organizzativo ed economico per i sistemi sanitari. Ma anche il “solito problema” della comunicazione scientifica: la rivista ha omesso di rendere noti i rapporti economici della NPMS con industrie e ci sono voluto tre anni perché fosse pubblicata una precisazione che, però, ha omesso il nome delle aziende finanziatrici (vedi qui). A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca: come hanno notato molti lettori critici di questa linea guida, l’estensione dell’indicazione alla terapia anticoagulante nelle donne sottoposte a cesareo “non è giustificata dai dati disponibili e ha il reale potenziale di fare più danni che benefici”.

Adam Urato, direttore dell’unità di medicina materno-fetale del MetroWest Medical Center di Framingham, nel Massachusetts è stato tra i primi a reagire al contenuto della linea guida e, sostenuto da Jeanne Lenzer (giornalista d’inchiesta del BMJ) e Shannon Brownlee (dello stesso Lown Institute), ha coinvolto alcune decine di ricercatori, clinici e professionisti della comunicazione scientifica nella preparazione di una lettera alla rivista. “Abbiamo davvero bisogno che cresca l’attenzione pubblica sul tema dei conflitti di interesse e dobbiamo assicurarci che l’influenza industriale non possa essere nascosta e non controllata”, ha dichiarato alla newsletter del Lown Institute.

L’adesione di tante persone – alcune delle quali sono nomi molto conosciuti della medicina internazionale – non sarebbe stata possibile se Gary Schwitzer, giornalista e fondatore di Health News Review, e Adriane Fugh-Berman, docente alla Georgetown e direttore di PharmedOut, non avessero dato il proprio contributo a costruire il panel internazionale di “referenti indipendenti” su medicina e sanità che oggi conta oltre 100 nomi ed è costantemente in crescita, soprattutto per gli inviti che i curatori rivolgono a persone che ritengono fonti potenzialmente importanti per i media, in quanto libere da conflitti di interesse. L’elenco è disponibile sul sito Web di Health News Review in questa pagina: https://www.healthnewsreview.org/toolkit/independent-experts/

Nella lettera inviata alla rivista, Urato e gli altri firmatari segnalano che tra gli estensori della linea guida alcuni avevano ricevuto finanziamenti non dichiarati da molte aziende: Abbvie, Allergan, AMAG Pharmaceuticals, Bayer Health Care, Ferring Pharmaceuticals, Hologic, Illumina, Johnson & Johnson, Masimo, Myriad, Pfizer, Premier e Salus Global. Come sempre, la reazione è stata quella di minimizzare il problema. Sulla stessa lunghezza d’onda anche un commento uscito sul Wall Street Journal (necessaria la password).

E’ davvero il colmo, per documenti che dobrebbero “guidare”, essere avvolte dalla nebbia.

Nella foto in alto: Fog, di Md Al Amin. Flickr Creative Commons.

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Che fine ha fatto la @cochranecollab ? Un editoriale di @richardhorton1 su @TheLancet è un’accusa diretta. Nessuno risponde. È possibile che un’organizzazione del genere abbia perso la voce? dottprof.com/2019/11/il-sil… pic.twitter.com/Nz8ZvX3pFH

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…