Press enter to see results or esc to cancel.

Sapore di sale

Molti alimenti industriali sono troppo salati e fanno male alla salute. L’impegno per ridurre la quantità di sodio è uno dei pochi segnali di continuità tra l ‘amministrazione Trump e quella di Obama. Ma alcune aziende non ci pensano proprio a cambiare ricetta…

In risposta agli obiettivi di contenimento della quantità di sodio negli alimenti proposti per il 2016, la Food and Drug Administration ha ricevuto più di 150 commenti, molti dei quali hanno offerto suggerimenti per delle modifiche e aggiornamenti sul contenuto di sodio dei prodotti alimentari. L’agenzia si è impegnata a comunicare gli obiettivi relativi al sodio aggiornati per varie categorie di alimenti prima della fine del 2019, e l’ex commissario Scott Gottlieb ha sottolineato l’impegno della FDA a sostenere a breve termine la collaborazione volontaria da parte delle industrie e a proseguire il dialogo sulla riduzione di sodio a più lungo termine. Alcune aziende alimentari, tuttavia, sembrano continuare a lavorare contro gli obiettivi federali di riduzione del sodio. (1) Altre – è il caso della Campbell, quelli della zuppa di Andy Warhol – stanno ingaggiando una lotta colpo su colpo per la denominazione degli ingredienti (cloruro di potassio a loro non va bene…). (2)

We know that the level of salt in food today is putting people at risk of disease. Laura MacCleery, Center for Science in the Public Interest

Poiché abbassare il contenuto di sodio nell’ampia varietà di alimenti industriali e proposti al ristorante è un compito non facile, il rapporto dell’Institute of Medicine prevedeva un impegno graduale e si aspettava correzioni e aggiustamenti e parallelamente una diversa attenzione all’innovazione e alla ricerca. Allo stesso tempo, è impensabile una strategia di questo tipo che non sia accompagnata da un’attività “educazionale” nei confronti dei cittadini. Con l’uscita del nuovo rapporto della National Academy of Sciences, Engeneering, and Medicine (NASEM) (3) è diventato più difficile per le industrie far finta di nulla: l’obiettivo istituzionale non è quello di azzerare la presenza di sale negli alimenti, né quello di affidare alle agenzie federali o statali statunitensi un’attività di vigilanza intransigente, ma ottenere una collaborazione ragionevole da parte dell’industria.

Poor diet is responsible for more deaths than any other risk factor in the world. Christopher Murray, The Guardian

La situazione è grave. Secondo un rapporto pubblicato dal Lancet (4) “nel 2017 oltre la metà dei decessi correlati alla dieta e i due terzi dei Disability-adjusted life years (attesa di vita corretta per disabilità: DALY) legati alla dieta erano attribuibili a un’elevata assunzione di sodio (3 milioni di morti e 70 milioni di QUALY), basso consumo di cereali integrali (3 milioni di morti e 82 milioni di DALY) e basso consumo di frutta (2 milioni di morti e 65 milioni di DALY).

L’aspetto più ovvio ma spesso trascurato è che una dieta squilibrata o ricca di alimenti poco salutari si associa inevitabilmente alla mancata assunzione di cibi protettivi. Può essere addirittura più importante cosa non mangiamo che le schifezze che sgranocchiamo ogni giorno.

  1. Bottemiller Evich H. Trump push to finish Obama crackdown on salt prompts stealth lobbying. Politico. April 12, 2019
  2. The Use of an Alternate Name for Potassium Chloride in Food Labeling; Draft Guidance for Industry. Regulations.gov 2019
  3. NASEM. Dietary Reference Intakes for Sodium and Potassium. 2019, 5 marzo.
  4. Afshin A, Sur PJ, Fay KA, et al. Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990–2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017. The Lancet. 2019 May 11;393(10184):1958-72.

Nella foto in alto: Mr.-Blue-MauMau_Hardee’s_Flickr-Creative-Commons.

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…