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Gawande: conta la qualità della vita, non la quantità

Sembra che il nostro obiettivo (come i medici) sia semplice: migliorare la salute e l’autonomia dei malati. Ma le richieste dei cittadini stanno diventando molto più grandi. Vogliono sapere come possiamo aiutarli a migliorare la quantità e la qualità della vita. Vogliono sapere che possono permettersi le cure e che non finiranno in bancarotta per strada.

It seems like our goal is very simple: people’s health and independence, but when that’s not possible any longer, it seems like we get lost. How do we optimize patients’ health in terms of quality as well as quantity of life? Atul Gawande

Venti minuti di conferenza davanti ai 45 mila medici oncologi presenti a Chicago per il congresso annuale della American society of clinical oncology: il chirurgo statunitense Atul Gawande ha scelto di riflettere sul rapporto del medico col malato come chiave per proporre una medicina e una sanità diverse. Ecco, più o meno, cosa ha detto…

Parlando con dei medici palliativisti, mi hanno detto che il loro compito era fare di tutto per migliorare la qualità della vita di un paziente. E lo stavano facendo con successo ponendo domande semplici. “Cosa vorresti ottenere per migliorare la qualità della tua vita? Quali sono le tue priorità? Cosa conta di più? Cosa accetterai e non accetterai nel corso del trattamento?”
I medici fanno domande come queste solo una volta su quattro.

Well, if I could eat chocolate ice cream and watch football on television, that would be good enough for me.

Abbiamo imparato che quando non facciamo domande, la cura non è allineata alle priorità delle persone. Il risultato può essere la sofferenza. Una migliore comprensione di ciò che il paziente vuole dalle terapie ha aiutato a capire quali possano essere le domande che i medici possono normalmente fare ai pazienti:

  • 1. Cosa sai della tua malattia?
  • 2. Quante informazioni vorresti su ciò che potresti attenderti?
  • 3. Quali sono i tuoi obiettivi se la tua situazione di salute peggiora?
  • 4. Quali sono le tue più grandi paure e preoccupazioni?
  • 5. Qual è la qualità minima della vita che troveresti accettabile?

Ho chiesto a un malato che avevo in cura e lui mi ha risposto: “Beh, se potessi mangiare un gelato al cioccolato e guardare il football in televisione, per me sarebbe abbastanza. Permettetemi di farlo finché ci riesco. È stata la miglior vita possibile.”

L’obiettivo della medicina di oggi è sacrificare il tempo delle persone con la speranza di guadagnare più tempo in futuro. Il mio obiettivo è invece quello di usare le stesse competenze per dare ai pazienti oggi il loro giorno migliore. Vale la pena sperare? Vale la pena combattere? Per cosa stiamo combattendo? Immagina con i pazienti quale possa essere per loro una vita degna di essere vissuta e usa le tue capacità mediche per attivarla.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…