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Opaca come la Coca-Cola

Quando si parla di conflitti di interessi, ci si dimentica di pensare all’industria alimentare: probabilmente, i finanziamenti ai centri di ricerca delle grandi multinazionali del cacao, dei cibi super salati, delle merendine per bambini e delle bevande zuccherate fanno più danni di quelli causati dalle aziende farmaceutiche.

Un articolo pubblicato sul Journal of Public Health Policy e commentato da Stat (1) ha segnalato alcuni dettagli inclusi abitualmente nei contratti che la Coca-Cola fa firmare ai centri dei quali finanzia gli studi: tra questi, una clausola consente all’industria di interrompere i finanziamenti per uno studio in qualsiasi momento. Un accordo del genere potrebbe influenzare la ricerca per il timore che possa essere conclusa prima del tempo.

L’influenza della Coca-Cola sulle università è nota da tempo ed è regolarmente accompagnata da un’attività di pubbliche relazioni nei confronti dei media, utili per convincere il pubblico che il determinante dell’obesità e del sovrappeso è la mancanza di esercizio e non il consumo di dolci o di bevande zuccherate (2).

Our company has been accused of shifting the debate to suggest that physical activity is the only solution to the obesity crisis. Muhtar Kent, The Wall Street Journal, 2015

Il diritto di concludere in anticipo una ricerca può di fatto annullare anche l’efficacia di un diritto che nei contratti viene riconosciuto ai ricercatori, quello di non accogliere le modifiche suggerite dallo sponsor sui contenuti della pubblicazione derivante da una ricerca: infatti, la possibilità che uno studio sia terminato prima del tempo comprende anche un’interruzione a poca distanza dal momento della disseminazione dei risultati.

“Per i medici e gli operatori sanitari – scrivono gli autori dello studio – con la mancanza di informazioni attendibili sui dettagli del ruolo dell’industria e sugli studi terminati anticipatamente diventa impossibile sapere quanta parte della ricerca pubblicata riflette le posizioni e gli obiettivi dell’industria” e quanta, invece, sia imparziale e indipendente. “È fondamentale che professionisti e studiosi siano in grado di valutare i condizionamenti”: la naturale diffidenza per i risultati di ricerche condotte con il denaro delle aziende non è più sufficiente.

  1. Steele S, et al. Always read the small print: a case study of commercial research funding, disclosure and agreements with Coca-Cola. J Public Health Policy 2019; published online May 8th.
    https://link.springer.com/article/10.1057/s41271-019-00170-9
  2. Thacker P. Coca-Cola’s secret influence on medical and science journalists. BMJ 2017;357:j1638.

Nella foto in alto: J. Triepke. Coca- Cola. Flickr Creative COmmons.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…