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Inguaribili ottimisti

Siamo circondati da cose straordinarie e non ce ne rendiamo conto. A parte il panorama di Roma che ogni giorno ipnotizza mio cugino – romano pure lui, eh – le cose davvero meravigliose riguardano la salute: è un continuo usare superlativi (1). E’ tutto un breakthrough. Si ricorre a superlativi per descrivere farmaci antitumorali approvati (50%) e non approvati (50%): sono usati per tutti i tipi di farmaci, compresi quelli che storicamente hanno bassi tassi di risposta o non hanno ancora mostrato benefici di sopravvivenza non transitori. Si prova meraviglia soprattutto quando si parla delle cose che scottano nella ricerca sul cancro: l’utilizzo di checkpoint inhibitors o di target therapies lascia quasi sempre sbigottiti. E’ una festa iniziata con gli anni Novanta, come mostra un’immagine pubblicata da Nature.

In healthcare published peer‐reviewed research is essential to ensure a minimum threshold of transparency, accountability and credibility. Ioana A. Cristea et al.

Molto di questo entusiasmo lo dobbiamo alle startup. Una bella idea, un progetto più che promettente devono innescare l’attenzione delle grandi aziende, pronte a tirar fuori soldi a palate per acquisire qualcosa che è ancora in gran parte nascosto. Investimenti giganti basati sulla fiducia, in buona sostanza. Uno studio del gruppo di Ioannidis (2) ha confermato quello che qualche anno fa era solo un sospetto (3) dimostrando chiaramente come “la dirompente rivoluzione” della medicina non segua i sentieri consueti del confronto accademico. “La pubblicazione non è chiaramente la missione principale delle startup. La necessità di dedicare del tempo a scrivere, presentare, rivedere e pubblicare documenti può persino essere vista come una deviazione dalla traiettoria dell’innovazione dirompente. Un ulteriore disincentivo deriva dal fatto che i revisori possono essere resistenti alle nuove idee. Tuttavia, quando le tecnologie e i prodotti influenzano la salute del mondo reale, la pubblicazione sottoposta a peer-review è essenziale. Non c’è bisogno di numerosi documenti. Sarebbero sufficienti buoni articoli e di grande impatto.”

  1. Abola MV, Prasad V. The use of superlatives in cancer research. JAMA oncology. 2016 Jan 1;2(1):139-41.
  2. Cristea IA, Cahan EM, Ioannidis JP. Stealth research: lack of peer-reviewed evidence from healthcare unicorns. Eur JClin Invest 2019 Jan:e13072-.
  3. Ioannidis JPA. Stealth research: is biomedical innovation happening outside the peer‐reviewed literature? JAMA 2015;313:663‐664.
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10 cose per dar spazio ai ricercatori più giovani. [Perché essere primo o ultimo autore di articoli di altri? Perché presidere meeting a cui non si ha contribuito? Perché collezionare cariche? E altri 7] dottprof.com/2019/10/10-cos… pic.twitter.com/kPagIs7V79

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…