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Editori e conflitto di interessi

TIra una brutta aria tra Gran Bretagna e Stati Uniti. A differenza di quel che accadeva 200 anni fa, ai tempi di Thomas Jefferson, non è più il commercio navale la materia del contendere. Ma sempre di affari si tratta, legati stavolta all’editoria scientifica. Ma dimmi tu.

The New England Journal of Medicine is immensely profitable. Richard Smith

“La mia ipotesi è che il New England Journal of Medicine abbia ricavi per circa $100 milioni con un margine di profitto del 30% circa”, scrive Richard Smith sul suo blog personale. “Come ex amministratore delegato del BMJ Publishing Group che ha visto i conti annuali di tutte le nostre riviste, faccio questa previsione con una certa sicurezza. È più difficile essere sicuri delle entrate che del margine di profitto, ma dubito che sia inferiore ai $50 milioni così come non penserei possa essere superiore a $150 milioni. Il margine di profitto delle riviste ben consolidate è abbastanza standard, ed è questo il caso delle riviste scientifiche di quella che era chiamata Elsevier, la più grande casa editrice scientifica del mondo. Si tratta di un utile molto alto per un giornale che ha il proprio valore nella scienza, che gli editori ricevono gratuitamente, e non nelle banali attività del lavoro editoriale…” (1)

La Massachusetts Medical Society – “editore” sui generis (e non a scopo di lucro) del New England Journal of Medicine – aveva nel 2017 un reddito complessivo di £123 milioni e conseguiva a fine anno un utile di £12 milioni [qui le cifre citate da Smith nel suo post sono in sterline inglesi]. Un bel guadagno (esattamente il 10%) nonostante stipendi da capogiro per la direzione editoriale: oltre $700 mila (sì, dollari in questo caso) per il clinico Jeffrey Drazen, editor-in-chief; $472 per il vice presidente Cristopher Lynch, mentre all’executive editor Ted Campion andavano $393 mila. Stipendi sempre alti – ma con la “solita” differenza di quasi il 20% in meno – a due donne: Mary Hamel, executive deputy editor, $328 mila; Julie Ingelfinger, $321 mila.

Conflicts of interest are likely to become more challenging in the years to come. Howard Bauchner, Phil Fontanarosa, Annette Flanagin (JAMA, 2018)

Il punto principale della nota di Richard Smith è il conflitto di interessi non dichiarato dal NEJM nella pubblicazione di un articolo di Charlotte J. Haugh e dedicato al Plan S lanciato nel 2018 da Science Europe, programma che sollecita le istituzioni europee a finanziare solo i ricercatori che si impegnano a pubblicare i risultati dei propri studi su media integralmente votati all’open access. (2) Il conflitto di interessi è destinato a diventare un problema ancora più grande nei prossimi anni, hanno scritto i direttori del JAMA in uno degli interventi usciti nel dossier pubblicato sulla rivista lo scorso anno. Bisognerebbe però augurarsi che ci si renda finalmente conto di come i conflitti di interessi più rilevanti e dannosi siano quelli presenti nei piani più alti della sanità, laddove vengono assunte le decisioni di maggiore rilievo. La direzione delle grandi riviste sta in uno di questi attici dorati della “medicina industriale”. Occorre vigilare con attenzione sulle transazioni di denaro anche di modesta entità tra l’industria e i singoli professionisti, ma sarebbe ingenuo – oltre che imperdonabile – trascurare le dinamiche più complessive che orientano la direzione in cui la sanità internazionale si sta dirigendo.

“Quando i direttori delle riviste e gli editori vengono colti in fallo per propri personali conflitti di interesse, la fiducia nella letteratura scientifica e più in generale nella scienza viene seriamente danneggiata “, scriveva Ana
Marušić dieci anni fa. (3) Non a caso su una rivista, il Croatian Medical Journal, esemplare per la sua indipendenza.

  1. Smith R. The New England Journal of Medicine, open access, Plan S, and undeclared conflicts of interest. https://richardswsmith.wordpress.com/
  2. Haugh CJ. No free lunch. What price Plan S for scientific publishing? N Engl J Med 2019;380:1181-5.
  3. Marusic A. Editorial interests in conflict of interests. Croat Med J 2009;50:339-41.

La foto in alto è di Christian Gonzales ed è intitolata Drafts. Flickr Creative Commons.

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Luca De Fiore

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