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Open access nel mirino del NEJM

“Il bene pubblico … è la diffusione digitale mondiale della letteratura periodica sottoposta a peer review e l’accesso completamente libero e senza restrizioni da parte di tutti gli scienziati, studiosi, insegnanti, studenti e altre persone interessate. Eliminare le barriere all’accesso alla letteratura darà un’accelerazione alla ricerca, arricchirà l’istruzione, renderà possibile la convisione dell’apprendimento dei ricchi con i poveri e dei poveri con i ricchi, renderà le riviste più utili e getterà le basi per unire l’umanità in una conversazione intellettuale e ricerca di conoscenza condivise.” (1)

Sarebbe bello, in linea di principio, scrive Charlotte J. Haugh sul New England Journal of Medicine del 21 marzo 2019. (2) Ma la realtà è complicata: l’editoria scientifica non è mai stata così ricca e i soldi che le istituzioni sono costrette a tirar fuori sono sempre di più. L’open access non ha fatto risparmiare nessuno. Anzi: ai soldi spesi per leggere si sono aggiunti quelli necessari a far pubblicare i propri dipendenti. Sai che affare.

The total cost of publishing is actually increasing. Charlotte J. Haugh

Che i costi sarebbero aumentati era prevedibile: pubblicare online è solo apparentemente meno costoso, perché il digitale è una continua tentazione. Aggiungi video, produci figure, inserisci ipertesti, includi approfondimenti: come se non bastasse, l’editoria elettronica (definizione che appare un po’ antica) aumenta il rischio di contraffazione, di plagio, di manipolazione e per questo è necessaria una macchina editoriale ancora più potente, più accurata, più numerosa ed attenta.

We like the free content available on YouTube, Facebook, and blogs, but we are happy to subscribe to Netflix, TV networks, and newspapers, too.

L’associazione Science Europe ha promosso lo European Plan S che prevede che tutta la ricerca finanziata pubblicamente sia presentata immediatamente dopo la conclusione su riviste che adottano il modello open access integrale. In altre parole, la pubblicazione aperta ritardata (delayed open access) o in periodici che adottano la soluzione “ibrida” (alcuni articoli accessibili da tutti e altri – la maggioranza – a pagamento) non sarebbe accettabile perché non rispondente ai principi del programma.

Charlotte J. Haugh sostiene che l’editoria open access è incompatibile con un controllo di qualità reale e rigoroso: solo le grandi riviste subscription-based possono permettersi di retribuire uno staff capace di verificare i dati presentati, arricchirli editorialmente, renderli più leggibili e così via. Resta il fatto che negli ultimi anni lo scenario dell’editoria medico-scientifica è profondamente cambiato e i contenuti accessibili stanno aumentando. (3) Ma non sempre ad un accesso più facile corrisponde maggiore trasparenza.

Consideriamo, ad esempio, il fatto che i risultati della ricerca clinica sono molto spesso accessibili sulle principali riviste del mondo, a cominciare dal NEJM. Ebbene, quasi sempre questa “apertura” è prevista dagli accordi tra l’editore e lo sponsor dello studio, interessato più di ogni altro ad incrementare i download, la consultazione e le citazioni degli articoli originali. Sappiamo anche quante distorsioni siano purtroppo presenti negli articoli pubblicati anche sulle riviste ad impatto più elevato. Si tratta, dunque, di una openness che è molto spesso al servizio dell’industria, non dei professionisti sanitari interessati ad una assistenza migliore e, tantomeno, dei cittadini. Una situazione inaccettabile: i risultati della ricerca sponsorizzata accessibili gratuitamente mentre i commenti e gli editoriali (che dovrebbero offrire elementi per una riflessione critica) li possono leggere solo gli abbonati.

Non è questa la trasparenza che vogliamo.

  1. Budapest Open Access Initiative. February 14, 2002(https://www.budapestopenaccessinitiative.org/read).
  2. Haug CJ. No Free Lunch—What Price Plan S for Scientific Publishing?.
    N Engl J Med 2019; 380:1181-5 .
  3. Dal‐Ré R. Plan S: funders are committed to open access to scientific publication. European journal of clinical investigation. 2019 Mar 6:e13100.

Nella foto: New England, di Art Photo, Flickr Creative Commons.

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#25aprile #Mattarella: La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva pic.twitter.com/WdOfcxnEcs

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…