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Ospedali in piazza come tranquillanti sociali

Nella piazza del mio quartiere, oggi c’è un “ospedale in piazza“. Medici di una casa di cura visiteranno i cittadini ed effettueranno prestazioni specialistiche gratuite “con lo scopo di promuovere l’importanza della prevenzione in tema di tutela della salute.” E’ una manifestazione come tante altre simili, anche questa sponsorizzata dal Municipio che amministra il mio quartiere (“grande come una citta”: 210 mila abitanti) e dalla Regione Lazio.

Jean-Claude Polack e Giulio A. Maccaccaro la chiamavano “medicina del capitale”. Quella che promuoveva la medicina predittiva “gabbandola” per medicina preventiva. Scriveva Maccaccaro nella prefazione al libro di Polack: “La diagnosi precoce, il check-up, gli screenings di laboratorio, i tests multifasici (che roba erano?): tutte queste cose che vengono assordantemente propagandate e reclamizzater, ora anche alla classe lavoratrice, dakk’unisonante battage della medicina e dell’industria, sono assolutamente inefficaci e inopportune per la tutela della salute. (…). La loro reale funzione è quella di tranquillante sociale.” (1)

Dispiace ancora di più che accadano questi “eventi” nel tuo quartiere mentre si viene a sapere della morte di Lisa Schwartz, medico internista che per anni ha diretto il Center for medicine and the media del Darmouth institute. I  principali temi di ricerca di Lisa e del suo compagno, Steve Woloshin (sono loro nella foto in alto), riguardavano (e continuano a riguardare) la presenza della medicina nei media, la comunicazione efficace del rischio, le informazioni sui farmaci da prescrizione, ma forse soprattutto la sovradiagnosi e il marketing della medicina. Il lavoro di Lisa Schwartz è stato fondamentale anche per precisare il ruolo del calcolo matematico nella determinazione del rischio di salute. Lei e Woloshin hanno inventato le “drug facts box”, i riassunti su rischi e benefici dei medicinali come risultano dagli studi clinici rivolgendosi sempre ai cittadini.

She leaves behind a powerful body of work & sphere of influence. Hilda Bstian su Lisa Schwartz

Difficile ricordare una persona più cortese. Anzi, persone più cortesi di Lisa e Steve. Cortesi e sempre comunque pronti a rendere disponibili i propri materiali per qualsiasi attività di sensibilizzazione o di comunicazione. “Prendi le cose che ti servono e usale”, era sempre la sua risposta. Aggiungendo – ma aveva tutta la comprensione possibile – l’immancabile “Basta che non mi chiedi di fare di più.” Cosa che sarebbe stato comunque difficile immaginare. Nel loro libro Know your chances e nei tanti studi svolti con Gilbert Welch c’era già tutto.

A positive and powerful contribution to careful care. Victor Montori

Lisa Schwartz è un esempio di come si possa comunicare la scienza, la medicina e la salute in modo garbato, coinvolgente e inclusivo.

  1. Polack J-C. La medicina del capitale. Milano: Feltrinelli, 1972.
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Tutto pronto per l'#aperitwitter di domenica al Convegno #SIC2018. Portiamo un po' di Twitter nel mondo della cardiologia italiana. E ci beviamo uno spritz. pic.twitter.com/jvVUOR8Rgn

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…