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Cochrane: la attende uno scisma?

Le revisioni sistematiche di alta qualità sono fondamentali per prendere decisioni basate sulle prove e “nessuna organizzazione ha contribuito alla loro produzione come ha fatto la Cochrane, in precedenza Cochrane Collaboration, ora al suo 25° anno.” La breve nota del direttore del BMJ, Fiona Godlee, si aggiunge al confronto di questi giorni.  Vale la pena fare attenzione ai dettagli della sua Editor’s Choice.

We must hope that Cochrane remembers its roots. Fiona Godlee

La situazione è ancora in evoluzione e i dettagli stanno ancora emergendo”. “Il voto del consiglio direttivo per espellere uno dei suoi fondatori e la maggior parte dei critici interni, Peter Gøtzsche, è l’esito di un anno di crescente tensione tra le radici della Collaborazione e la sua più recente identità aziendale.” Al di là dei riferimenti alla personalità di Gøtzsche, c’è “una profonda divergenza di opinioni” sulla distanza tra l’industria e la Cochrane. “Il BMJ supporta questo appello: si tradurrebbe in un numero inferiore di revisioni sistematiche, ma di migliore qualità.” Godlee conclude così: “Cochrane è sempre stata una grande chiesa. Come con tutte le chiese che si consolidano e incontrano il dissenso interno, uno scisma era forse inevitabile. Dobbiamo sperare che Cochrane ricordi le sue radici e che esca da questo episodio irrobustita, indipendente e impegnata a esigere dall’industria e del mondo accademico di assumersi le proprie responsabilità”.

Dobbiamo sperare che la Cochrane ricordi le proprie radici, dice la Godlee. Ma la premessa è sperare che chi deve prendere ora decisioni importanti queste radici le conosca.

Dunque, le divergenze sulla revisione sistematica sul vaccino contro l’HPV non solo non è “l’unica causa” ma è forse un pretesto. Godlee ricorda che la Cochrane si definiva già nel nome “Collaborazione” (è un punto chiave per tutti i cochranisti meno giovani ribadito nel post del network italiano uscito su Scienza in rete) e usa il passato a proposito dello scisma (“era inevitabile”): non c’è da essere ottimisti sulla probabilità di una ricomposizione del dissidio (“I would be surprised if Cochrane’s investigation and update resulted in changed conclusions.” aveva dichiarato pochi giorni fa Hilda Bastian a The Scientist). Altro punto importante: Godlee parla di espulsione di uno dei fondatori e “della maggior parte dei critici interni”. Cochrane è definita simile a una chiesa ed è un punto importante: non ci si “iscrive” né all’una, né all’altra e – almeno dalla Cochrane – si può essere espulsi solo dagli organismi dirigenti. Gøtzsche non potrà “essere espulso dalla Cochrane” ma solo sostituito nel Governing Board. Certamente, pur continuando a ricorrere alla metodologia di revisione messa a punto dalla Collaborazione, se allontanato potrebbe preferire di non affidare alla Cochrane Library le sintesi delle sue ricerche: chi ha da perdere di un’eventuale scelta del genere è la Cochrane perché le revisioni di Gøtzsche e dei ricercatori a lui più vicini sono tra le più consultate e citate della Library. Questa è di gran lunga la principale fonte di ricavi della Cochrane (6 milioni e 500 mila su 8 milioni e seicento mila pound complessivi): se vogliamo, l’eventuale espulsione di Gøtzsche potrebbe danneggiare l’impact factor della Library e, a medio termine, i ricavi dei servizi editoriali della Cochrane. E’ probabile che i manager della Cochrane tengano in conto questo aspetto, a meno che non ritengano che Gøtzsche arrechi danni ancora maggiori in termini di reputazione della Cochrane o di ricezione di finanziamenti liberali.

Rispetto all’editoriale della Godlee qualcuno potrebbe osservare che lei non è un’osservatrice imparziale dal momento che la rivista che dirige è una diretta concorrente della Cochrane Library. Comunque, è davvero difficile essere equidistanti e, tuttalpiù, si può preferire o raccomandare di attendere nuovi e più completi elementi di giudizio. Il pericolo maggiore è che nascano divisioni e risentimenti tra persone “simil pensanti” (neologismo che dobbiamo a Holger Schunemann) che hanno condiviso un lungo percorso comune.

 

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Fabrizio Starace: la lotteria del codice postale fa sì che la presa in carico di una persona con disagio psichico cambi radicalmente da una città all’altra. Perché il @MinisteroSalute non interviene? youtu.be/5ss5l-sr8FY @GiuliaGrilloM5S @maxabbru

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Luca De Fiore

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