Press enter to see results or esc to cancel.

Per una democrazia migliore

Il medico deve preoccuparsi della qualità del sistema politico, in quanto determinante di salute? Richard Horton è convinto di sì e lo ha scritto in una Offline uscita sul Lancet del 26 maggio 20181. Il direttore del settimanale inglese commenta un libro di Dambisa Moyo, Edge of chaos2: è la politica e non l’economia che guida il progresso e la prosperità di una nazione, sostiene l’autrice. La democrazia è minacciata da una serie di pericoli che vanno dal debito pubblico che cresce all’esaurirsi delle risorse naturali, dall’invecchiamento della popolazione e della forza lavoro all’inasprirsi delle disuguaglianze economiche, dall’instabilità politica al declino della produttività.

«Il capitalismo liberal democratico sta battendo in ritirata» ed è più debole e più corrotto. Soluzioni? Riaffermare e rispettare i trattati internazionali come quelli che cercano di arginare il disastro climatico e ambientale, pagare di più i funzionari pubblici ma anche i politici per motivare le persone migliori a occuparsi del bene pubblico, filtrare la qualità dei candidati al Parlamento richiedendo loro un’esperienza di lavoro di rilievo ed escludendo i politici di carriera, rendere obbligatorio il voto per non escludere una fetta – sempre più ampia – della popolazione dalla decisione elettorale, fino alla misura più radicale: pesare il voto dando maggior valore a quello espresso dalle persone più qualificate.

Improving the quality and credibility of political leaders is essential to enhancing democracy’s legitimacy. Dambisa Moyo, The Guardian

E’ giusto leggere pagine come questa su riviste di medicina? Sì, ed è importante che l’attenzione per questi argomenti stia aumentando: dieci anni fa (2008) l’occorrenza “social determinants” su PubMed dava 122 risultati mentre nel 2017 sono diventati 1370. Nel complesso però, e nonostante esempi significativi come quello del Lancet o del BMJ, l’editoria scientifica considera sé stessa prevalentemente ancora come un ambito tecnico, i cui obiettivi sono legati al miglioramento delle procedure o dei modelli commerciali e di distribuzione. Nella lista di quello che una rivista deve fare (che ha ormai superato le 100 cose) manca un accenno all’impegno civile che dovrebbe caratterizzare chi lavora nel campo dell’editoria: un impegno – sosteneva Giulio Einaudi – che una parte dell’etoria ha preso nei confronti della società.

E l’editoria scientifica non gode di un’esenzione etica. Al contrario: «Se teniamo davvero all’assistenza sanitaria – dice Horton – dobbiamo dimostrare di tenere alla democrazia».

Bibliografia

  1. Horton R. The world has been warned. Lancet 2018;391:2092.
  2. Moyo D. Edge of chaos. New York: Basic Books, 2018.
Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

This is one of most important studies published this century. 29 teams used same data set to address same research question; estimated effect sizes ranged from 0.89 to 2.93 in odds-ratio units. Dramatic implications for observational research. @BrianNosek journals.sagepub.com/doi/pdf/… pic.twitter.com/M0isuSOau3

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…