Press enter to see results or esc to cancel.

Mammografia di screening e l’errore dell’algoritmo

Un errore nei sistemi informatici del servizio sanitario inglese avrebbe potuto causare la morte di fino a 270 donne tra le 450 mila non invitate a sottoporsi alla mammografia di screening. Il ministro della salute Jeremy Hunt ha ordinato un’inchiesta che dovrebbe dare una risposta entro sei mesi.

It was quite surprising that a health minister would be making such a statement quite that strongly. Sara Hiom, Cancer Research UK.

La stampa britannica ha riportato con molta enfasi la notizia, sottolineando sia l’inefficienza del sistema sia la possibile pesante ricaduta finanziaria dovuta alle probabili richieste di risarcimenti. Anche in Italia non sono mancati i commenti: il Corriere della sera imputa la catastrofe all’errore di un algoritmo (ti pareva) e sulla scia lo seguono La7 e diversi altri quotidiani. Intanto, Hunt ha chiesto siano stanziate più risorse sia per le apparecchiature diagnostiche sia per la terapia del cancro della mammella. Questo tipo di risposta sembra essere il solo di cui sono capaci le istituzioni sanitarie: spendere di più, a prescindere dalle prove di cui si dispone in merito all’esito che una maggiore spesa può garantire. Le politiche sanitarie dei paesi ad economia capitalista poggiano su un costante aumento della spesa e mai sul suo sostanziale contenimento: politiche che favoriscono una medicina industriale e non sono mai pensate per una migliore salute dei cittadini.

In un post su Medium, David Spiegelhalter spiega con chiarezza perché l’allarme del National Health System non è basato su evidenze. Lo fa a partire dai contenuti del pieghevole informativo del NHS sulla mammografia di screening. Meglio leggere direttamente il post di Spiegelhalter.

“I cittadini – scrive il direttore del Winton Centre for Risk and Evidence Communication di Cambridge – sono stati indubbiamente danneggiati da questo errore di codifica (anche se sembra estremamente improbabile che 270 donne siano già morte di conseguenza). Ma si tratta di danni ‘statistici’: non vedo come sia possibile affermare con sicurezza che ciascun determinato individuo sia morto a causa di questo errore.”

There is a complex story behind these headlines. David Spiegelhalter , New Scientist

In un articolo sul New Scientist, Spiegelhalter spiega ancora meglio la propria posizione: che il ministro della salute debba scusarsi è evidente, ma non è possibile sapere né quante morti abbia causato il mafunzionamento né quali donne abbiano eventualmente perso la vita per un mancato controllo. Ad ogni modo, conclude il vice presidente della British medical association Kailash Chand sul Guardian, “la buona notizia è che le morti per cancro della mammella sono in diminuzione.”

Ma, aggiunge, la cattiva notizia è che è improbabile sia merito degli screening.

 

La fotografia in alto è di Sodanie Chea: Day 96: Free Falling – Explored. Flickr Creative Commons.

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Caso Cochrane: il bambino e l'acqua sporca scienzainrete.it/articolo/cas…

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…