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Conoscere il mondo attraverso i titoli

[Rebecca De Fiore] “In qualunque altro paese europeo un articolo sull’incontro di oggi sarebbe intitolato Luca Sofri alla Holden con Rivista Studio. In Italia, invece, Sofri attacca i giornali”. Scherza così Luca Sofri, direttore de Il Post, durante l’incontro organizzato – appunto – da Rivista Studio alla Scuola Holden a Torino.

Una battuta per riassumere quello che secondo lui è uno dei problemi dell’informazione di oggi: ogni sfumatura è ridotta a un estremo assoluto. E i titoli sono un esempio perfetto. “Conosciamo il mondo attraverso i titoli, ma questi sono sempre più alieni rispetto a quello che succede nel mondo. Servono parole brevi come shock o ira. Napolitano, dato che ha un nome lungo, l’unica emozione che poteva provare era l’ira. Già Ciampi aveva uno spettro più ampio di emozioni a sua disposizione”.

Servono parole brevi. Luca Sofri

Quello di cui sono fatti oggi i media italiani è testi e titoli e passano i titoli. La vittoria della Lega e del Movimento Cinque Stelle alle elezioni del 4 marzo si può in parte spiegare proprio con il cambiamento dell’informazione negli anni. Alla maggioranza degli italiani arriva la parte semplificata dei messaggi e non quella complessa delle analisi, incentivando così il voto di sdegno e risentimento. “Oggi abbiamo un’informazione che dà alle persone una realtà sbagliata. Le democrazie sono in crisi perché i canali di comunicazione e di educazione sono molto più fragili di un tempo. I metodi che formano la nostra cultura, ciò che noi sappiamo e conosciamo, sono molto più inaffidabili e inefficaci. Per questo andiamo a votare male e non è un problema che si può risolvere dall’oggi al domani”.

Il mondo dipende, dipende tutto, il problema è che non si può dare ‘dipende’ come risposta. Luca Sofri

Sicuramente c’è un andamento sociale di ritorno al passato che riguarda tutto l’Occidente. La vittoria di Trump negli Stati Uniti, la Brexit, i fenomeni Le Pen e Salvini sono il risultato di un futuro incerto e che spaventa. Ma si è verificato anche un cambiamento culturale. Le persone grazie a internet e ai social network sono state educate ad avere necessità molto maggiori di affermazione di sé e molti più strumenti per cercare di soddisfarle. “Con i social network tutti abbiamo gli stessi strumenti di chiunque e la nostra vita quotidiana è fatta di competizioni continue. L’idea non è che dobbiamo avere tutti le stesse opportunità, ma che tutti dobbiamo arrivare allo stesso punto”, commenta Sofri.

“Si è verificato nelle nostre vite un cambiamento: si è perso il vivere in comunità e si si guarda solo a ciò che si ha intorno. Il mondo televisivo esalta sempre di più le persone normali, pensiamo a un programma come il Grande Fratello. È passato il messaggio che siamo tutti speciali, che anche se non si sa fare nulla si possono ottenere successi. Per questo oggi votiamo non pensando a come potrà essere il Paese tra dieci anni, ma a come potranno essere quei pochi metri quadrati che circondano me e i miei familiari”.

La fotografia in alto è di Giovanni Barbato.

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Luca De Fiore

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tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…