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Documentalisti: playmaker della conoscenza

Biblioteche e bibliotecari servono alla sanità? Non è una domanda retorica: per molte persone che lavorano nella sanità la risposta è “no, non servono a nulla.” Soprattutto quei bibliotecari e documentalisti che non sono dipendenti di istituti di ricerca ma che resistono nelle aziende sanitarie o in quelle ospedaliere non universitarie. Sì, “resistono”, perché molto spesso quando un bibliotecario va in pensione non viene sostituito.

Be a part of the process. Be equal partners in research with the medical or clinical team. Raise awareness of what libraries and librarians can do in medicine and make it clear that medical librarians add value to scientific research. Dean Giustini, medical librarian, Vancouver General Hospital

I bibliotecari sono parte del personale amministrativo, ma il loro lavoro è a servizio dell’assistenza. O, almeno, dovrebbe esserlo. Contribuiscono a selezionare le fonti di informazione, negoziano il prezzo di acquisto di riviste e banche dati con gli editori e gli enti proprietari, rendono disponibili le informazioni a medici, farmacisti, infermieri, curano corsi di formazione, valutano periodicamente gli accessi alle fonti e le abitudini di lettura e aggiornamento del personale sanitario. Se non bastasse, molti bibliotecari supportano l’attività di ricerca, collaborano a revisioni sistematiche, contribuiscono alla preparazione di articoli scientifici, orientano i clinici nei rapporti con le riviste nella fase di submission dei propri contributi.

Il documentalista è un playmaker della conoscenza. Ma, per lui e per lo più per lei, tira una brutta aria. “The Story of the Decline of the Academic Library has not reached its conclusion but it seems to be missing some chapters: the tale of the library as engine for research, the tale of the library as a place for public engagement, the tale of the library as silent refuge in a noisy world. Time will tell whether the story needs to be confined to the fiction section.” (1)

In Italia, si vede mai una documentalista intervenire ad un congresso di medicina Quante volte leggiamo il nome di un bibliotecario tra quello degli autori di un lavoro scientifico? Quanti progetti di ricerca centrati sulla valutazione delle fonti o dei metodi di disseminazione delle conoscenze sono tra quelli finanziati dalle istituzioni pubbliche?

Chi lavora nella documentazione ha due gravi difetti: molto spesso è una donna e quasi mai ha conflitti di interesse. Due determinanti di esclusione dai giri che contano.

1. https://medium.com/oxford-university/how-do-you-design-the-library-of-the-future-22d9344e40f7

[Questa nota nasce dall’intervento al workshop Build Knowledge: l’informazione tra letteratura e formazione organizzato da EBSCO e tenuto a Milano il 15 marzo 2018 nell’ambito dell’evento Bibliostar. Quello della foto in alto è il bar Magenta, crocevia tra passato e futuro, cento metri dal Palazzo delle Stelline…]
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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…