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Gianfranco Domenighetti, che ha resistito alla follia della certezza

Tra le cose che internet ha portato con sé c’è l’affollamento dei commenti in memoria di chi muore. Quasi un’urgenza, talvolta, quella di aggiungere una nota, una parola, un saluto. Se per i media può essere giustificata – dopotutto si dice che a margine di un avvenimento sarà solo la prima notizia a restare nella memoria – lo è meno per gli amici: quando una persona cara viene a mancare il tuo tempo viene rubato dai ricordi, dagli sguardi scambiati, dalle conversazioni, dagli assaggi di vini fatti insieme, dai commenti sulle proprie passioni.

Così è anche a poche ore dalla morte di Gianfranco Domenighetti, avvenuta ieri. Il suo profilo professionale è tracciato sul sito dell’università della Svizzera italiana. Di seguito, l’inizio e chi volesse sapere qualcosa in più potrà seguire questo link.

Economista e dottore in scienze sociali, è stato fino al 2012 professore titolare di Comunicazione e Economia sanitaria all`USI e fino al 2011 professore invitato di Economia e politica sanitaria presso l’Institut d’Économie et de Management de la Santé dell’Università di Losanna. È stato per 37 anni direttore della Sezione Sanitaria del Dipartimento della Sanità e della Socialità del CantoneTicino e direttore dell’Università estiva in amministrazione e gestione dei servizi sanitari (in collaborazione con l’Università di Montréal).

Per una persona che, come Gianfranco, aveva a cuore il principio del less is more, un numero ancora più esiguo di righe avrebbe potuto bastare. Chi lo ha conosciuto e ha avuto il regalo di passare del tempo con lui, può costruire una biografia personale di Gianfranco basata sì, su emozioni private, ma anche sulla condivisione di progetti che andavano oltre il divertimento di una frequentazione amicale. I percorsi di molti di noi si sono intersecati con i suoi non soltanto per uno sguardo comune sulla realtà politica, economica o sociale, ma credo anche per l’appartenenza a una rete di persone costruita sul principio che essere amico di un amico deve necessariamente tradursi in altrettanta amicizia. Sembra scontato ma invece è cosa rara.

Sono riconoscente a Gianfranco per la sua generosità. Tanto più preziosa in una persona – mi ripeto –  che diffidava degli eccessi. Sono abituato a trovare soluzioni ai “I would prefer not to” ma non ho mai dovuto gestire un rifiuto da parte sua: può darsi che la sua generosità fosse favorita da un sentire comune, ma sicuramente era orientata da un’intelligenza che gli permetteva di trovare una soluzione a qualsiasi situazione di eccezionale pressione lavorativa. Questa sua capacità ci ha permesso di fare molte cose insieme (questa una delle ultime), tra le quali quella a cui sono forse più affezionato perché andava a legare la nostra amicizia con quella con Alessandro Liberati che ci aveva fatto conoscere. La preparazione della lettura di Gianfranco al meeting in ricordo di Alessandro fu approfondita e scrupolosa, ed ebbe risalto internazionale.

We need, he said, to encourage a healthy skepticism about the medical market and to help people understand that medicine is far from being an exact science. Richard Smith su Gianfranco Domenighetti

Pensando a Gianfranco non riesco a non tornare a recitare la frase dell’Orlando furioso con cui – con poche parole – mi spiegò un giorno il suo modo di vedere le cose:  “Ben sarebbe folle chi quel che non vorria trovar cercasse”. Era una delle sue (poche?) certezze, attratto com’era dal fascino di una vita indecifrabile e, in fin dei conti, caratterizzata dalla incertezza. Intelligente com’era, ho il sospetto abbia tratto qualche vantaggio dall’essere uomo di confine, in quel Canton Ticino che faceva fatica ad ammettere fosse così prossimo a Milano.

In giorni in cui impera la retorica del paziente-al-centro, Gianfranco ci ha “pazientemente  lasciato prevedendo una misura di distanza tra sé e i propri amici. Prendendosi, forse, il tempo e lo spazio per morire defilato, sicuramente consapevole d”esser giunto al compimento della propria vita. Facile dire in questi casi che continuerà a essere con noi. Difficile far sì che ciò accada davvero, considerata la sua intransigente dirittura morale e integrità.

Comments

1 Comment

ivana

Un commento sobrio e necessario il tuo, Luca, a una persona che ha fatto scuola.


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…