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Scuole incondizionatamente aperte all’omeopatia

Tutti a discutere e litigare sulle vaccinazioni e meno male che qualcuno si è accorto dell’importanza di fare cultura e sensibilizzare i cittadini sui temi della salute. È importante spiegare come funziona la ricerca scientifica e quali siano i metodi e le regole della ricerca clinica, quella strana cosa che non si fa con le provette e i vetrini e che non può fare a meno del coinvolgimento informato e consapevole delle persone sane e malate.

Sir Iain Chalmers – medico inglese non più giovanissimo, tra i fondatori della Cochrane, rete internazionale di ricercatori – da un po’ di tempo sostiene che parlare ai colleghi ai congressi è perdere tempo e che la risorsa più preziosa per costruire una sanità nuova sono i bambini. L’educazione precoce ai temi della salute è un aspetto chiave delle politiche sanitarie moderne, come fosse un mattone sul quale costruire una società civile che distingua le vere dalle false verità, che sia capace di riconoscere ciò che è campato per aria, che sappia accettare anche un margine di incertezza quando si parla col dottore e che metta anche in conto la vulnerabilità di qualsiasi “certezza” sottoposta al confronto e al progresso della conoscenza. Bambini preparati a crescere in una scienza democratica che migliora e rinnova stessa allenando lo spirito critico.

We need to start early on, to make people understand that basing decisions on fair tests, on science, on evidence is important. John Ioannidis (1)

L’educazione del bambino è dunque una questione centrale. Pare ne siano convinte anche personalità istituzionali importanti e questa è un’ottima cosa. Dopo di che qualcuno ti avverte che “per l’anno scolastico 2017/2018 riparte l’iniziativa Natura che Cura dedicata agli insegnanti, ai ragazzi dai 9 ai 13 anni e alle loro famiglie, che coinvolge direttamente le scuole primarie – in particolare le classi terze, quarte e quinte – e secondarie di primo grado italiane, con lo scopo di sensibilizzare gli studenti sulla prevenzione delle malattie attraverso stili di vita salutari.” Fin qui, nonostante il titolo degno di Kipling, potremmo pure stare tranquilli.

Però, “l’iniziativa nasce dalla volontà della Associazione medica italiana di omotossicologia e con il contributo incondizionato di Guna Spa – di aumentare la conoscenza degli studenti sul tema della prevenzione delle malattie a 360° mediante l’adozione di corretti stili di vita e l’uso consapevole e appropriato delle medicine di origine biologico- naturale, specie in chiave preventiva.” I soldi per fare entrare nelle scuole pubbliche medici omeopati li mette un’azienda che commercializza preparati omeopatici, ovviamente incondizionatamente, vale a dire senza voler influenzare nessuno. Ci mancherebbe. E a 360 gradi, non uno di più, né uno di meno.

Non è la prima volta, beninteso: “Nello scorso anno scolastico 2016/2017, l’iniziativa ha visto l’organizzazione di oltre 240 lezioni svolte in 134 scuole – tra classi Primarie e Secondarie di Primo Grado – su tutto il territorio nazionale (56 province), per un totale di 12.669 studenti coinvolti, grazie al grande impegno a titolo volontaristico di 80 Medici AMIOT.”

Sarebbe bello sapere:

  1. quanto costa far svolgere delle lezioni sull’importanza delle cure omeop… ehm, naturali nelle scuole italiane;
  2. come vengono usati i soldi ricavati da queste “sinergie tra pubblico e privato”;
  3. quanto costa alla Repubblica italiana confondere le idee ai bambini.

Due risposte facili e una difficile.

  1. Belluz J, Chang A. Thus researcher may have discovered the antidote to health bullshit. Vox 2017; 17 luglio.

 

Nella fotografia: Zhao. Lonely child. Flickr CC.

Comments

3 Comments

Giorgio Dobrilla

Deprimente che si debba ancora parlare di questo tema. Colpa di medici, giornalsti, editori (con eccezioni) e anche dei cittadini: Non pensare è più comodo che pensare.

Gianfranco Cervellin

Trovo ripugnante questo tentativo di far passare – proprio nelle scuole – una pratica arcaica e priva di ogni fondamento scientifico sotto il mal contrabbandato termine di “stili di vita naturali”. In tal modo si fa passare un messaggio fuorviante e antiscientifico, pericolosissimo per le giovani generazioni.

Piero Borgia

Mi sembra un fatto preoccupante, gli industriali dei farmaci omeopatici sponsorizzano una campagna che, magari indirettamente, promuove la medicina omeopatica nelle scuole. Condivido quanto affermato da Cervellin e aggiungo che se la Bayer pagasse una campagna per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, ci scandalizzeremmo in quanto potrebbe essere un veicolo di promozione per l’Aspirina. Perché non dovremmo scandalizzarci in questo caso, fra l’altro per contenuti con assenza di evidenze scientifiche?


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…