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Come vendere il robot da Vinci?

Era “la nuova frontiera” ma da qualche tempo è già “una rivoluzione”: la chirurgia robotica è da un decennio tra le innovazioni più celebrate: ma quando si tratta di vendere si ricorre ai metodi tradizionali.

Sugli Annals of surgery è stato pubblicato uno studio che ha selezionato tutti gli articoli pubblicati nel 2015 sulla chirurgia robotica con almeno una firma di un autore statunitense.(1) E’ stato poi verificato sulla banca dati governativa “Open payments” se gli autori dei lavori avessero percepito compensi da parte dell’industria e successivamente i risultati sono stati confrontati con l’esistenza di una dichiarazione di conflitto di interessi in calce alla pubblicazione. La ricerca ha considerato 458 studi con 2253 autori. In circa il 52% dei lavori uno o più autori aveva percepito compensi non dichiarati. Gli articoli firmati da autori reticenti riportavano esiti più favorevoli alla chirurgia robotica rispetto ai lavori in cui i finanziamenti erano esplicitati.

There have been no large randomised trials to compare robotic with open or laparoscopic surgery. Naomi Lee

Lo studio uscito sugli Annals of surgery potrà contribuire a confermare i dubbi di chi ritiene che la chirurgia robotica non aggiunge molto a quella tradizionale, aumentando molto la spesa sanitaria. Come leggevamo su un editoriale sul Lancet nel 2014, “critics have attributed the huge growth of robotic surgery to excitement about a novel technique and aggressive marketing—to both the patient and the surgeon.” (2) L’aggressiva pubblicità al da Vinci è molto spesso frutto di un’azione congiunta dei produttori e dei centri ospedalieri che ne decidono l’acquisto, sperando di sottrarre pazienti ad altre strutture. Non si dispone di un numero ampio di studi comparativi affidabili, anche per la ritrosia di diverse unità operative di chirurgia ad accettare la randomizzazione dei pazienti per assegnarli alla chirurgia robotica o a quella tradizionale: “There have been no large randomised trials to compare robotic with open or laparoscopic surgery. Much of the data come from single-centre studies, so it’s difficult to separate out the confounding influences of institutional factors and the skill of an individual surgeon”. (2)

Nell’attesa, dobbiamo accontentarci delle dimostrazioni del da Vinci nei musei della scienza (3), della possibilità di trovare il chirurgo robotico più a portata di mano (4) e di sapere che la ricerca scientifica fa passi da gigante. Ma quando si tratta di vendere si affida alle abitudini più collaudate: la piccola o meno piccola corruzione.

 

  1. Patel SV, Yu D, Elsolh B, Goldacre BM, Nash GM. Assessment of conflicts of interest in robotic surgical studies: validating author’s declarations with the Open Payments database. Annals of Surgery 2017;Jul 12.
  1. Lee N. Robotic surgery: where are we now? Lancet 2014;384:1417.
  2. https://goo.gl/GZbT7a
  3. http://www.davincisurgeonlocator.com/

 

La fotografia in alto è di Zoha-Nve:Editing_Flickr_CC.

 

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…