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L’odio è un boomerang

La maggior parte delle notizie alle quali siamo esposti è negativa. Non lo sapevo, ma evidentemente è una cosa nota. Lo spiega Ernest Barbaric in un post di qualche giorno fa. “Most of the news we are exposed to is negative. It’s a tactic used by networks in order to exploit our negativity bias — an unfortunate evolutionary trait that kept us safe from danger, and that now keeps us glued to the news.”

Most of the news we are exposed to is negative. Ernest Barbaric

In realtà, ci mettiamo del nostro perché è la nostra attenzione che ci concentra sulle notizie più preoccupanti, perché siamo predisposti istintivamente a percepire il pericolo per prepararci a difenderci. “Well that’s why 90% of the news in the newspaper and on television is negative because that’s what we pay attention to”, precisa Peter H. Diamandis.
Anche per queste ragioni, frequentare con assiduità Facebook può peggiorare il nostro umore. Da una parte,  le notizie più desolanti. Dall’altra, anche persone sconosciute si rivolgono a noi in modo aggressivo e molte volte senza alcuna ragione. E essere oggetto di insolenze e di immotivati attacchi personali aumenta il senso di impotenza e frustrazione. Su La lettura del 16 luglio, Donatella Di Cesare scrive: “(…) è venuto meno quel ritegno che prima arginava l’insofferenza nascosta e subliminale, che tratteneva il rifiuto, Come se, dopo l’età del libero amore, si fosse entrati nell’età del libero odio. Ogni remora è caduta. Si può odiare apertamente. E lo si può fare ovunque, in privato e in pubblico: nelle pareti domestiche, nella riunione condominiale, nel parcheggio, sull’autobus, alla fermata del semaforo, nel supermercato, al lavoro, tra colleghi, tra semplici conoscenti o tra sconosciuti, in internet, su Facebook, durante le conferenze, nei dibattiti, sui giornali, nei talk show, nelle sedute parlamentari”.
Il dibattito sulle vaccinazioni – ridotto, come ha scritto Antonio Clavenna nel blog Il ragionevole dubbio, a una discussione da osteria – è esemplare. Ma – come dice Di Cesare – l’odio è un boomerang e il risentimento e il rancore che caratterizzano le affermazioni sui social media alla fine nuocciono a tutti, anche ai più determinati difensori della verità.
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Kaepernick’s mom has perfect comeback for Trump: “Guess that makes me a proud bitch.” slate.me/2hpPcK8 pic.twitter.com/t5yeZZdv2S

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…