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EMA: un emozionante trasloco

Danimarca, Spagna, Svezia, Irlanda: ecco le pretendenti alla nuova sede della European medicines agency (EMA). Dopo vent’anni, si trasloca: “You cannot have an agency for the EU if you’re not a member” ha dichiarato Anders Lonnberg a Relocate, un organo di informazione esclusivamente dedicato alla global mobility. Il governatore svedese per le Life sciences non ha dubbi: la nazione scandinava è la migliore sede possibile perché EMA troverebbe l’ambiente scientifico ideale dove continuare la propria attività. Neanche per sogno, ha risposto il governo irlandese: vuoi mettere la comodità di trasferirsi in un paese dove si parla inglese?

La candidatura dell’Italia è assai meno credibile. “Non è una priorità”, era stata la reazione di Virginia Raggi alla proposta di Nicola Zingaretti – pronto a volare a Londra per caldeggiare Roma come nuova sede dell’EMA all’indomani della Brexit. Era d’estate, una stagione ufficiosa, come le dichiarazioni rilasciate sotto gli ombrelloni, le voci sui trasferimenti dei fuoriclasse del calcio eternamente attesi e raramente confermati, gli annunci della imminente ripresa che arriverà – c’è da esserne certi – perché è solo una questione di tempo.

Non è una priorità – lo sbarco dell’EMA a Roma – nonostante il farmaceutico sia un comparto industriale sempre più presente nella Regione: 22 mila addetti, 300 imprese e 8 miliardi di euro di esportazioni. Il primato del Lazio è sorprendente solo per chi non ha mai attraversato l’agro tra Pomezia e Frosinone: c’è chi ha la Silicon valley e chi una sorta di pills lowland, pianura di pillole, capsule e compresse. Non è un caso che tra i due contendenti – Roma e Milano – si sia inserito pure il sindaco di Latina che ha raccomandato il supporto dei colleghi di Aprilia e Cisterna: tutti più tranquilli, poi, nell’apprendere l’appoggio garantito dal primo cittadino di Sermoneta. EMA a Roma vorrebbe dire quasi mille presenze (e consumatori) in più nella città, 60 mila voli l’anno per Ciampino e Fiumicino. Buttali via. Infatti, gli inglesi sono mica tanto contenti. Anche perché dal Giappone hanno fatto sapere che non appena l’EMA cambierà casa se ne andranno dalla Gran Bretagna anche gli headquarter europei delle aziende del sol levante. Per seguire, ovviamente, i dipendenti dell’agenzia. Problemi economici ma anche sanitari, perché  – come osserva Daniel Zeichner sul Guardian del 14 ottobre scorso – il governo nazionale dei medicinali implica tempi di approvazione assai più lunghi: in Canada e Australia, rispettivamente 6 e 12 mesi in più che in Europa. A Londra aspettano trepidanti un trasloco emozionante, commovente: a moving moving.

Fatto sta che la politica è una roba ben diversa dal passato e questo vento di novità che ha mischiato le carte prima del Parlamento e poi dei consigli comunali ha portato un cambiamento al quale dovremo abituarci: per default, la risposta a una qualsiasi proposta è che “non è una priorità”. Sbaglia chi ritiene che questo modo di reagire sia dovuto all’ingenuità dei neofiti. Piuttosto, due possibilità.

La prima: è un modo elegante per prender tempo. Un ceto politico la cui ignoranza è stata svelata dalle interrogazioni al volo delle Iene in piazza Montecitorio non sa neanche cosa sia l’EMA (al massimo, chi avesse fatto il classico sospetterebbe c’entri il sangue). Risponde dunque non è una priorità, la sera a casa guarda su Wikipedia, così da smentirsi il giorno dopo. Come per lo stadio della Roma: il lunedì non era una priorità e il martedì il progetto era approvato.

La seconda: è “l’arte del governo nel terzo millennio”, per citare il sottotitolo di un libro di Cass R. Sunstein, amico e collaboratore del presidente Obama.[1] Semplificare è il principio fondamentale da seguire: indirizzare gli sforzi di un’amministrazione per favorire il trasloco nella capitale di un’importante agenzia europea ha tutta l’aria di essere una tipica “complessità superflua”. Il successo della nuova politica è nella semplificazione: “la gente” vuole fatti e meno ratti. E che funzioni l’AMA, altro che l’EMA.

[1] Sunstein CR. Semplice. L’arte del governo nel terzo millennio. Milano: Feltrinelli, 2014.

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Jeanne Lenzer

Man Booker Prize winner Saunders explains how to write. Oh so true, so true: pic.twitter.com/UUNhv4TDVN

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…