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La solidarietà concreta della rete

Non ho sentito la scossa, la notte del 24 agosto, e che ci fosse stato un terremoto in alto Lazio mi ha avverto Bishal Gyawali da Kathmandu. Il suo messaggio su Twitter è arrivato pochi minuti dopo le 3 e 36 di notte: come sempre, di prima mattina, era in rete per dialogare con gli amici – medici e non – di tanti paesi del mondo.

Bishal ha vissuto il dramma del terremoto nell’aprile dello scorso anno ed è stata la prima persona a cui mi è sembrato naturale chiedere quali fossero, in quelle circostanze, le priorità nella gestione dell’emergenza sanitaria. “La prima cosa a cui pensare è il trattamento dei traumi e l’attenzione più urgente è di solito riservata a chi ha sofferto traumi cranici o spinali. Poi, l’assistenza ai feriti, a chi ha subito fratture. “In case of Nepal – proseguiva Bishal – when many people became homeless due to earthquake and lived in tents, the problem of food scarcity and water pollution was a big issue. There’s a big risk of communicable diseases epidemic in post earthquake period because displaced people won’t be able to maintain proper hygiene standards. In long term, the psychological distress among survivors becomes a key public health issue. Many get psychiatric illness due to the mental trauma of earthquake- the anxiety and fear of the moment, the trauma of witnessing the devastation live and the pain of losing families and relatives.”

Ancora, un punto importante: quello della continuità delle cure a chi, già malato cronico, è investito dal dramma del terremoto. “That was a huge issue in Nepal. Most of the hospitals are closed either due to earthquake damage of the lack of health personnel. The hospitals that are run are overcrowded. Many volunteers come from abroad but it’s always a mismanagement.”

L’assistenza sanitaria in condizioni di emergenza segue solitamente protocolli standardizzati, per lo più costruiti sulla base di esperienze recenti, confermando o correggendo le procedure già sperimentate. Uno dei problemi maggiori, però, è la mancanza di prove robuste di efficacia. E’ una delle ragioni che ha motivato un gruppo di clinici e ricercatori anglosassoni a dar vita al progetto Evidence Aid, coordinato da Mike Clarke, della Queen’s University di Belfast in Irlanda. Il loro lavoro è stato prezioso perché ha permesso al Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio (DEP) di selezionare rapidamente una serie di risorse potenzialmente utili al personale sanitario per documentarsi al bisogno per la gestione dell’emergenza (sono elencate in questa pagina).

Il  DEP si è subito dato da fare perché l’accesso alle risorse fosse garantito alle aziende sanitarie colpite dal terremoto e grazie alla disponibilità di Wiley la Cochrane Library è ora aperta a tutte le istituzioni sanitarie pubbliche della Regione:  “In tutto il mondo – ha scritto Clarke alla Biblioteca Alessandro Liberati – i cittadini devono potersi attendere che l’assistenza sanitaria ricevuta sia basata sulle migliori evidenze disponibili. Questo principio cardine vale anche per l’assistenza in corso di emergenza e in occasione di eventi catastrofici. Siamo molto grati ai nostri colleghi e amici italiani che si sono prontamente attivati per segnalare al personale sanitario delle aree ferite la disponibilità delle risorse documentali selezionate da Evidence Aid (nell’ambito della Cochrane Library) così che anche le popolazioni colpite dal terremoto possano ricevere cure basate su prove robuste. Rendendo queste risorse liberamente accessibili, le istituzioni aiutano concretamente gli operatori a prendere le migliori decisioni in circostanze caratterizzate da caos e devastazione”.

Nella tragedia, dunque, qualche buona notizia. La rete è utile, non a parole.

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@oncoblogger

A breve riporteremo l’esperienza “dal campo” con gli amici dell’Aquila durante il terremoto del 2009 sulla rivista Disaster Medicine and Plubic Health Preparedness. Stay Tuned.


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…