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Industria, tutt’altro che ingenua

Oltre i 32 gradi la batteria del telefono soffre. Non solo lei, in realtà. Tutti soffriamo. Nei capannoni della Fiera di Roma, solo un sospetto di aria condizionata mitiga la sensazione di soffocamento dei 31 mila iscritti al congresso della European Society of Cardiology.

La batteria del telefono stenta e tanti tra i cardiologi si aggirano per i padiglioni con lo sguardo verso terra. Sono a caccia di una presa dove ricaricare smartphone esausti. Messaggi (Where are the lifts?), imprecazioni (What’s with appalling transport situation?), consigli (Taking the stairs lowers pressure): si fa presto a scendere sotto la fatidica soglia del 20 per cento che terrorizza molti di noi (hai letto il racconto di Francesco Piccolo sul supplemento “La Lettura” del Corriere il 14 agosto?). Il soccorso viene dalle industrie: tante, tutte. Stand enormi e hai voglia a prese. Mentre ricarichi, caffè, pasticcini, cappuccini col disegno di un cuore sulla schiuma.

beneficiari di coffee-break o di energia non compariranno nel temuto database di Medicare previsto dal Sunshine Act statunitense. Probabile però che molti dei congressisti a stelle e strisce già siano nell’elenco: “More than 30,000 physicians in cardiovascular medicine received industry payments in 2015”, scrive Larry Husten in un post su Cardiobrief. In molti casi si tratta di piccole cifre però… “more than 12,000 doctors received more than $1,000, more than 4,500 received more than $5,000, and more than 1,600 received more than $25,000. 846 doctors received more than $50,000, 336 received more than $100,000, and 100 received more than $200,000. Finally, up in the stratosphere, 17 received more than $500,00 and 10 received more than $1 million.”

La cardiologia torna a essere un ambito molto ricco: negli ultimi anni sono stati introdotti numerosi nuovi farmaci e dispositivi e altri sono in arrivo. Non solo le batterie dei cellulari ma anche i sistemi sanitari soffrono, ma quanto maggiore è la difficoltà economica tanto più si guarda alla partnership tra pubblico e privato come a una soluzione. Al congresso di Roma è stato Eugene Braunwald in persona a garantire che medicina accademica e industria devono procedere insieme. La prima deve contribuire con la creatività e l’eccellenza nella ricerca. La seconda con risorse e con la propria ingenuity. Tranquilli: Braunwald non si è sbagliato perché in inglese la parola si riferisce alla capacità di essere ingegnosi.

Altro che ingenui.

 

Nota: nella fotografia in alto, Eugene Braunwald nello stand di Medscape al congresso ESC.

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Luca De Fiore

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