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Un nuovo inizio per le biblioteche?

La fine delle biblioteche è vicina. Siamo a un passo e non è inutile chiedersi perché. La fine delle biblioteche dipende dalla riduzione dei finanziamenti per acquisto di libri e riviste. Dall’aumento del costo degli spazi nelle città. Dal calo della domanda di lettura.

Libraries, as we currently know them, are going away. MG Siegler

Guardiamo alle biblioteche pubbliche sempre con grande rispetto, considerandole potenziali custodi di saperi collettivi. Siano biblioteche col tetto fino al cielo come al Trinity college di Dublino o fatte di legno e acciaio nel verde dei prati accanto alla strada del vino in Alto Adige. Ammiriamo le biblioteche luminose (come quella di Stoccarda, nella foto in alto) e buie, quelle senza firma e quelle disegnate da architetti famosi e pluripremiate. Ci appassioniamo alla sorte di quelle più squattrinate, ma che sostengono una comunità. Tutte ci parlano del mondo che hanno intorno, borghese o popolare, ricco o povero come i materiali di cui son fatte.

La rete sta sostituendo le biblioteche non solo come custodi della conoscenza ma anche come spazio di costruzione dei saperi, se è vero che in rete trovi quasi ogni libro al mondo e in più giudizi, consigli e critiche che a quelle stesse pagine aggiungono sapore. C’è chi guarda con entusiasmo a questa novità. E’ un’evoluzione, dice, non un passo indietro. Perché sia così, biblioteche e internet dovrebbero camminare verso la stessa direzione, senza che la seconda si sostituisca alle prime: entrambe dovrebbero proporsi come spazi utili a imparare.

Sono felice quando chiamando mia figlia mi sento rispondere: “non posso parlarti, sono in biblioteca”. Non prende libri in prestito ma cerca quiete. Mi piace anche rispondere, a chi mi rimprovera di stare troppo al telefono:  “lascia stare, che sto leggendo una cosa meravigliosa”. Magari un libro.

The library is an idea, an attitude. The library is omnipresent. Everyone is a librarian. Michael Ridley

Se le biblioteche riguardano la libertà, libertà di leggere, comunicare o di sognare. Se è vero quello che ci ha insegnato a pensare Neil Gaiman, ecco che allora il futuro delle biblioteche è nella capacità di cambiare, di ripensarsi. Tornare a essere un luogo di incontro e non necessariamente “di lettura”. Uno spazio per l’informazione e per la crescita.

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Luca De Fiore

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