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Noi siamo nella comunicazione

Ilaria è venuta a cena e l’indomani mi ha fatto un gran complimento. Mica mi ha scritto che gli gnocchi ai gamberi erano una favola. Invece, un messaggio per dirmi che a essere bellissime erano le librerie di casa. Per far capire che parlava del contenuto e non degli scaffali, ha aggiunto un aggettivo: identitarie.

A bookshelf is, in a way, like a mirror. Alex Weiss

Una libreria può svolgere una funzione di rassicurazione, insieme a fotografie e a qualche particolare oggetto magari ti conferma che il tipo che si aggira per casa sei proprio tu, alla fine, quello stesso tu che talvolta fatichi a riconoscere dopo scelte, stanchezze, perplessità, indecisioni di cui sei il primo a essere sorpreso. Le librerie di casa diventano una specie di oggetto transizionale, mediatore tra la propria realtà e l’esterno. Sarà un caso che ripercorrere con gli occhi il dorso dei libri riconoscendone sequenza e logica è il miglior viatico serale prima del riposo della notte?

Only a bookshelf can truly hold a reader’s history and future at the same time. Peter Knox

Qualcuno si è divertito a classificare i diversi modi per ordinare una libreria: in ordine alfabetico, per genere, per colore, per dimensione, cercando in questo ultimo caso di sfruttare ogni possibile spazio. Con un gioco di parole riuscito, Peter Nox ha scritto sul Guardian che Sharing your shelf is sharing yourself: “showcasing the building blocks that have crafted your knowledge, personality, and identity”. Alla fine, la soluzione (quella “vera”) è l’ordine di apparizione nella propria libreria: man mano che arrivano o si comprano, i libri si aggiungono all’ultima fila dello scaffale. Tutto sta, poi, a ritrovarla.

Quanto alla libreria come specchio, quella che riflette è l’identità che vorremmo, non quella che abbiamo. Troppi libri acquistati e non letti, troppe pagine in evidenza più per sostenere la propria autostima che per descriverci realmente. Magari la nostra identità è davvero nello smartphone: le telefonate entrate e uscite, i messaggi mandati e ricevuti, le conversazioni che proseguono o che abbiamo interrotto, le immagini che abbiamo conservato, i chilometri (pochi) che abbiamo percorso correndo e la velocità che abbiamo mantenuto, i vini che ci sono piaciuti, gli alberghi e i le trattorie che abbiamo consigliato, i tweet e i post e i pin.

L’identità oggi riguarda la comunicazione.

 

Comments

1 Comment

Ilaria

è che ormai siamo un po’ dappertutto, fluidi, anzi liquidi come dice qualcuno.


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