Come ti racconto Zika

Un centinaio di persone fortunate hanno ascoltato il racconto di Zika fatto da Giuseppe Ippolito in occasione della più recente BAL Talk. Dove BAL sta per Biblioteca Alessandro Liberati (se non la conosci, guarda qui). Il direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani ha parlato un’ora senza che nessuno si accorgesse del tempo che passava. Approssimativamente appollaiato su un tavolo che avrà avuto 500 anni, nella sala del Commendatore dell’antico ospedale Santo Spirito, ha usato tutta la sua esperienza per alternare evidenze, aneddoti e immagini. Di queste vogliamo parlare. Ma se non conosci la sala del Commendatore, guarda qui.

La prima parte ha spiegato l’origine del nome e le prime ricerche svolte nella foresta di Zika in Uganda.

 

 

Successivamente, Ippolito è entrato nel dettaglio delle diverse tappe della diffusione del virus.

 

 

Infine, è stata illustrata la sintomatologia, le prospettive (remote, ancora) di produzione di vaccini e terapie specifiche, le possibilità di protezione (soprattutto di barriera e con insetticidi repellenti), la necessità di una prevenzione attiva (ogni precauzione possibile va osservata da parte delle coppie che desiderano figli e delle donne in gravidanza), i rischi legati allo svolgimento di eventi sportivi (ha fatto più danni il carnevale di quanti se ne attendono dalle Olimpiadi).

 

 

Una conferenza di alto livello, condotta con ritmo e grande competenza. Che ha utilizzato in modo esemplare fotografie e illustrazioni tratte sia da risorse specialistiche, sia da fonti “generaliste” che si caratterizzano per la cura con cui garantiscono la massima qualità della propria iconografia.

Comunicare la scienza oggi è più facile, ma bisogna saperlo fare.