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Obama, l’economia e la salute

Negli ultimi mesi del suo mandato, sembra che il Presidente degli Stati Uniti stia dando il tutto per tutto per lasciare al successore un paese ancora più saldamente ancorato agli obiettivi di sicurezza, prosperità e salute che sin dall’inizio hanno caratterizzato il suo programma politico. Dopo l’annuncio del gennaio 2015 con cui si apriva la Precision Medicine Initiative, l’attenzione di Barack Obama per la politica sanitaria è stata costante.

The Affordable Care Act constituted progress, not perfection. Ezekiel J. Emanuel

Il primo obiettivo è stato quello di consolidare l’Affordable Care Act sottolineando i risultati ottenuti in termini di tutela della salute di un numero sempre maggiore di cittadini. L’impegno dell’amministrazione statunitense è stato accompagnato da un sostanziale supporto garantito dalla gran parte della sanità statunitense, come è stato di recente confermato anche dai contributi pubblicati nel dossier The future of US health care del JAMA. Molta strada è ancora da fare: “Reforming the huge, complex, faltering US health care system is one of most difficult challenges for the nation to address. However, international and domestic examples show that it is possible to do better. The means to improve exist, if the political will exists to seize them” , scrive David Blumenthal. Ma prevalgono le ragioni per essere ottimisti: “Even though the ACA is not a perfect bill, it has improved the US health care system. If venture investing is a trustworthy indicator and if additional reforms enabled by the ACA, such as more payment change and drug cost controls, are implemented, Americans can be optimistic about the future of the US health care system” , conclude Ezekiel J. Emanuel.
Accanto all’impegno per una maggiore copertura sanitaria, gli Stati Uniti hanno tenuto a indicare alcune priorità su cui concentrare la ricerca e un maggiore sforzo assistenziale: le malattie oncologiche, la neurologia, l’infettivologia e le emergenze epidemiche. Lo scopo politico sembra quello di far sentire più tranquilla la popolazione, perché meno esposta all’incertezza che la malattia inevitabilmente comporta.

Leggendo l’intervista di Obama sul sito web Popular Science, si ha la percezione di quanto – nella sua visione – sia stretto il legame tra benessere fisico e benessere economico. La relazione tra stato di salute della popolazione e stato dell’economia del paese. Come in un circolo virtuoso, la persona la cui salute è maggiormente tutelata può più facilmente lavorare, percepire un reddito adeguato, produrre valore per la nazione ma contemporaneamente consumare beni aiutando il paese a crescere e generando nuove risorse che potranno essere reinvestite anche per migliorare ulteriormente la qualità di vita dei cittadini.
Educazione e tecnologia sono le due leve che possono determinare il vantaggio competitivo della nazione e, pertanto, in questi ambiti vanno indirizzati i maggiori investimenti: “We have to make college affordable for every American. Because no hardworking student should be stuck in the red. We’ve already reduced student loan payments to ten percent of a borrower’s income. Now, we’ve actually got to cut the cost of college. Providing two years of community college at no cost for every responsible student is one of the best ways to do that, and I’m going to keep fighting to get that started this year.”

La finalità è poter contare su un nuovo ceto produttivo ancora più competente, capace di rispondere alle sfide dei prossimi decenni: il cambiamento climatico dovuto al riscaldamento globale, in primo luogo. Ma anche la medicina di precisione che proponga soluzioni disegnate sul profilo genetico della persona, ma non solo. In una tavola rotonda di fine febbraio 2016, Obama è tornato sulla PMI per sottolineare che la medicina di precisione non è solo ricerca sul fenotipo ma anche studio accurato dell’influenza degli stili di vita individuali e dell’epigenetica sul profilo di rischio di ciascun abitante degli Stati Uniti. Obama si immagina nonno in un mondo in migliore forma. Sarà in primo luogo il pianeta, ad essere più in forma. Con lui, abitanti più sereni, più sani, più felici.

A better politics doesn’t mean we have to agree on everything. Barack Obama

La visione dell’ultimo Obama è certamente sostenuta dai successi conseguiti in ambito economico e sociale. Da questi deriva una fiducia che gli consente di esprimersi – come ha fatto nell’ultimo State of the Union address – in maniera netta: “A better politics doesn’t mean we have to agree on everything.” Agli occhi del Presidente si presenta un paese ancora troppo diviso, ancora più lacerato dalla campagna presidenziale rispetto al passato, così che l’approccio top-down che ha fortemente caratterizzato la politica governativa americana più recente sia ancora più evidente. D’altra parte, c’è l’invito ad una crescita collettiva: “Our collective future depends on your willingness to uphold your obligations as a citizen. To vote. To speak out. To stand up for others, especially the weak, especially the vulnerable, knowing that each of us is only here because somebody, somewhere, stood up for us. To stay active in our public life so it reflects the goodness and decency and optimism that I see in the American people every single day.”

Con la certezza dell’ottimismo che la verità disarmata e l’amore incondizionato per il paese possano avere la parola finale.

Riferimenti

  1. Blumenthal D. Better health care: A way forward. JAMA. Published online March 03, 2016. doi:10.1001/jama.2016.0590.
  2. Emanuel EJ. How well is the Affordable Care Act doing? Reasons for optimism. JAMA. Published online March 03, 2016. doi:10.1001/jama.2016.2556.
  3. http://www.popsci.com/features/interview-with-president-barack-obama/
  4.  https://goo.gl/rLHvVr
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Bishal Gyawali

MITO trials have always been instrumental to guide ovarian ca Rx. Congrats again @fperrone62 and team on this important work. twitter.com/fperrone62/sta…

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Luca De Fiore

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