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Farmaceutica: alto rischio di corruzione

Diciassette persone su 100 hanno dovuto pagare mazzette o corrompere qualcuno per farsi curare. Quasi una persona su due è convinta che quello della sanità sia un settore corrotto o molto corrotto. La ricerca condotta da Transparency International (TI) su oltre 100 mila persone lascia talmente pochi dubbi che l’associazione ha deciso di studiare a fondo un settore che genera globalmente una spesa di circa 7 trilioni di dollari l’anno.

The sheer number and size of recent prosecuting actions taken against pharmaceutical companies underlines the sector as ‘high risk’. Forbes

Molta della responsabilità di una situazione che ha ormai superato i livelli di guardia è dell’industria farmaceutica, spiega Pharmexec.com. Ma secondo TI il solo modo per affrontare il problema è in un’alleanza con le aziende: per questo, dal 2016 è stato avviato un programma per sollecitare le imprese a dotarsi di sistemi di prevenzione dell’illegalità ma in molte nazioni le procedure per la cosiddetta “compliance” non sono ancora state introdotte. Ci vorranno almeno 10 anni per vedere i primi risultati, secondo il direttore di TI, Sophie Peresson.

La vulnerabilità della sanità non è dovuta solo ai soldi che girano ma anche alla particolarità di un settore in cui un attore utilizza ma non paga (il paziente), uno paga ma non utilizza (il governo), uno sceglie ma per conto di altri (il medico) e uno vende ma in condizioni di concorrenza incompleta (l’industria). Intanto la polizia coreana irrompe negli uffici Novartis per trovare le prove della corruzione di medici e la SciClone Pharmaceuticals deve pagare 12 milioni di dollari di multa per aver corrotto dei professionisti.

Solo negli ultimi anni, l’industria ha accettato di pagare al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti più di 13 miliardi di dollari per multe conseguenti a comportamenti illegali. Su ProPublica c’è una sorta di classifica che fa venire i brividi. Tranne che in casi sporadici, però, il pagamento della sanzione chiude la partita, meglio se accompagnato da una ammissione pubblica della propria colpevolezza (come nel caso di GSK coinvolta in un importante scandalo in Cina). Le sanzioni economiche nei confronti dell’industria farmaceutica non servono a nulla. Huffington Post dà tre ragioni ma il motivo principale è che nessun manager è perseguibile individualmente.

Nessuno va in galera, insomma, nonostante i danni causati ai pazienti.

Fotografia di Derek Gavey – Flickr – Creative Commons

 

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…