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I medici vendono sé stessi

Dice che viviamo nella società dei dati: che la banca memorizza cosa facciamo dei nostri soldi, che il supermercato analizza quanta Nutella o quanta pasta compriamo, che Waze capitalizza i percorsi che facciamo, che Google (potrebbe mai mancare?) sa tutto di noi. Sono discorsi che si fanno dopo cena, di solito. Quando siamo tutti un po’ alticci e anche per questo lasciano il tempo che trovano.

“Ogni società corrisponde a un particolare tipo di macchina (…) Quelle cibernetiche e del computer a società del controllo”. Gilles Deleuze.

Le parole di Deleuze sono del 1990 e può far sorridere anche solo il termine cibernetica. Fa un po’ meno ridere che la sua previsione si sia sostanzialmente avverata. Un esempio? La gestione delle informazioni sulle prescrizioni dei medicinali. Negli Stati Uniti le farmacie processano le prescrizioni e le archiviano in database che finiscono nella banca dati di società come la IMS Health che li utilizza per le proprie analisi del mercato farmaceutico, vendute a caro prezzo con le consulenze a agenzie e industrie. Le prescrizioni sono anonime ma sono contrassegnate dallo ID del medico che le ha effettuate, numero identificativo emesso dalla Drug Enforcement Administration.

L’anonimato è facilmente aggirabile: basta incrociare il file degli ID number con quello dei medici statunitensi. Come averlo? Facile, basta comprarlo dalla American Medical Association che ogni anno ricava circa 20 milioni di dollari dalla vendita dei dati dei propri iscritti.

V  e  n  t  i     m  i  l  i  o  n  i      d  i      d  o  l  l  a  r  i.

Lo ha raccontato Shannon Brownlee in un post su Slate, spiegando anche le dinamiche che seguono.

“By putting together all of this information, the weekly prescriber reports can show the names of the doctors in a rep’s territory and what each doctor prescribed and how much of it. Reports provide reps with up-to-date feedback on just how effective they’ve been in persuading their doctors to prescribe the two or three drugs each rep pitches. The reps are schooled for weeks in a variety of sales techniques. They memorize tightly crafted speeches and volumes of data on their products, and some are even trained in personality profiling, to help them guess whether a physician is more likely to respond to reams of scientific research or to schmoozing. Prescriber reports play a key role in helping reps boost sales—they’re like weekly focus groups that help reps shape their pitches to individual doctors. If Doctor A increased her prescriptions after being treated to a facial and full-body massage, more expense-paid spa excursions are in order for her. If Doctor B didn’t respond to a courtesy five-course meal, then maybe it’s time to try football tickets, or up the free drug samples, or plug clinical research that touts the proffered drug’s benefits.”

Il marketing farmaceutico funziona così. Per dare spazio a questi sistemi nuovi sono state licenziate diverse migliaia di informatori scientifici. Due riflessioni random tra le tante che ne vengono in mente (tipo: possibile che nessuno sappia queste cose? E in Italia? Sindacati, ordini, società scientifiche, vendono i propri database?):

  • le industrie farmaceutiche sono le paladine della privacy quando si tratta di utilizzare per il bene pubblico i risultati della ricerca: quando si tratta invece di fare i soldi non c’è riservatezza che tenga;
  • “Se i dati sono di nostra proprietà – scrive Evgeny Morozov in un saggio raccolto nel libro Silicon Valley: i signori del silicio – nessuno dovrebbe disporne senza dare qualcosa in cambio”.

“La digitalizzazione della vita quotidiana e l’avidità della finanza – è sempre Morozov che scrive – rischiano di trasformare tutto in valore produttivo”. Dal codice genetico alle ricette per i malati. Non è sorprendente: quello che suscita meraviglia è il silenzio degli interessati: medici e pazienti, che per una volta potrebbero stare dalla stessa parte.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…