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Il New England va alla grande

Quindici anni di direzione scientifica del New England Journal of Medicine: quella di Jeffrey N. Drazen è un’esperienza duratura e di successo, celebrata da lui stesso in un Editoriale uscito sul Journal a fine ottobre 2015 (1). «Abbiamo cambiato il mix di quello che pubblichiamo», spiega il direttore. Un rinnovamento che ha avuto fortuna, se il NEJM continua a essere la sola rivista di medicina non specialistica ad avere stabilmente un impact factor superiore a 50 (ogni articolo viene in media citato 53 volte nei due anni successivi).

Quali novità negli ultimi anni? Tutte quelle che si potevano augurare i maggiori clienti della rivista: la medicina accademica e le industrie farmaceutiche che hanno nelle impalpabili pagine del Journal il proprio strumento di marketing preferito.

Pharmaceutical marketing can lead to overdiagnosis, overtreatment, and overuse of medications. Christopher Manz, et al. NEJM

Lo spazio delle Perspective ha assunto un’importanza centrale, come osservatorio sull’attualità di politica sanitaria non solo statunitense. Ma, soprattutto, è aumentato il numero di articoli che riportano studi sperimentali e osservazionali: oggi occupano il 60% delle pagine della rivista. D’accordo con l’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE), il New England è stata tra le prime riviste a richiedere agli autori di registrare i trial come condizione per la submission di un articolo (2005). Dal 2011 la rivista è diventata ancora più esigente e obbliga gli autori a pubblicare sul sito del giornale anche i protocolli di ricerca e le analisi statistiche, rendendoli accessibili a tutti i lettori e non più soltanto ai revisori in fase di peer review. Ancora: dal 2009, una nuova policy sul conflitto di interessi – di nuovo concordata con l’ICMJE – ha voluto sollecitare la determinazione di uno standard comune a livello internazionale: nessuna intransigente preclusione ad accettare contributi di autori legati a industrie farmaceutiche ma attenta vigilanza su ogni possibile distorsione, basata su quello che Drazen definisce “editorial judgement”. Utile novità, aver inserito la provenienza del finanziamento per lo svolgimento dello studio all’interno dell’abstract, così che il rischio di interessi in conflitto sia chiaro anche al lettore più frettoloso.

Innovazione anche formale: se il 90% dei lettori consulta oggi la rivista su web è anche perché i contenuti multimediali hanno progressivamente integrato quelli testuali. L’obiettivo è risparmiare tempo nella consultazione e nella lettura: immagini (per risolvere le sfide lanciate via Facebook o Twitter) e video, sia di procedure cliniche sia di presentazione dei contenuti della rivista. Risparmiare tempo è nell’interesse degli autori stessi (e degli sponsor, ma questo Drazen non lo dice), così che il processo di approvazione editoriale diventa sempre più breve e la pubblicazione online finisce molto spesso col precedere di diverse settimane quella sulla copia cartacea.

Reprints from independent, peer-reviewed journals like NEJM are an effective way of communicating significant breakthroughs in medicine. Dal sito del NEJM

La soddisfazione del direttore del New England Jorunal of Medicine dipenderà sicuramente dalla certezza che la rivista sta assolvendo alla propria missione formativa e di aggiornamento del medico. Ma anche dal punto di vista dei conti le cose non vanno male. Non sono disponibili bilanci aggiornati ma nel 2011 i ricavi  per la sola pubblicità tabellare erano superiori ai 20 milioni di dollari, con un aumento del 30 per cento nei 24 mesi precedenti. Il vero business, però, è nei reprint. Leader tra le riviste di medicina interna, il New England è anche tra le prime cinque più lette in sette specialità chiave, tra cui la cardiologia, le malattie infettive e l’oncologia. Una lettura divertente? L’Essential Journal Study con i risultati di una ricerca di mercato sulle riviste preferite dai medici americani. Il New England ha un sito dedicato alle vendite “globali”: è molto istruttivo per capire cosa c’è dietro le pagine che leggiamo.

(1) Drazen JM. Fifteen years. New Engl J Med 2015; 373: 1774-5.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…