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Il medico sui social media per ascoltare

Usare Twitter per lanciare i propri articoli è molto trendy: l’ultimo strillo della moda, è il caso di dire. In altre parole, appena il tuo lavoro esce su una rivista internazionale, scrivi dieci parole per presentarne il contenuto, alleghi l’url della rivista e twitti. Se aggiungi anche una fotografia il risultato sarà ancora migliore, perché i colleghi saranno più incuriositi e i download più numerosi. Insomma, se l’uso di Twitter da parte del grande pubblico è in crisi, nell’ambito della comunicazione cinguettare va alla grande. E anche il medico si sta accorgendo di quanti benefici potrebbe avere se sapesse usare meglio i social media.

Medici sui social media per un obbligo morale, sosteneva sul suo blog il pediatra Brian Vartabedian: i medici devono essere presenti e organizzati per arginare la disinformazione sanitaria. Vineet Arora, autrice di un libro uscito da poco sulla Value-based Healthcare, la pensa alla stessa maniera: “One of the things we can do as a profession is counteract bad information”. Ma, come leggiamo in un articolo uscito su Medpage Today, restano i soliti timori: violazione della privacy, maggiore carico di lavoro dovuto al dover rispondere a “chiunque scriva qualcosa di sbagliato riguardo medicina e salute”, relazioni pericolose tra medico e paziente e così via.

Education about the ethical and professional use of these tools is critical to maintaining a respectful and safe environment for patients, the public, and physicians. Am College of Physicians

Lo statement dell’American College of Physicians pubblicato sugli Annals of Internal Medicine nel 2013 resta la stella polare del medico americano. Curiosità mista a prudenza: nessun entusiasmo, molte cautele e, soprattutto, la prevalente considerazione di Facebook, Twitter, YouTube come canali di comunicazione verso il paziente e il cittadino. Questo è il punto critico e, fino a quando questa convinzione non sarà capovolta, il medico non riuscirà a cogliere le opportunità reali offerte dai nuovi spazi della comunicazione.

I social media sono soprattutto dei luoghi dove esercitare l’ascolto: ma il medico ha interesse ad ascoltare?

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Jeanne Lenzer

Man Booker Prize winner Saunders explains how to write. Oh so true, so true: pic.twitter.com/UUNhv4TDVN

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…