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Amazon: meno male che nun so’ italiani

Il papà era generale e i due fratelli ufficiali di carriera. Si ruppe un braccio giocando a pallone e Valentino Bompiani invece di ammiraglio diventò editore. Circostanze altrettanto casuali sembrano aver guidato la vita dei librai italiani incontrati nel pomeriggio in cui – se tutto fosse andato come si deve – sarei potuto rientrare a casa con cinque libri in più e qualche soldo in meno. Ho risparmiato un sacco: praticamente tutto.

Apparentemente solo una domanda era difficile: in quale libro di Polanyi era descritto il concetto di “repubblica della scienza”? Gli altri quattro obiettivi pensavo di poterli raggiungere da solo. La resa avveniva solo dopo una buona mezzora di ricerca negli scaffali dalle denominazioni più varie: mass media, internet, antropologia, scienze umane, economia. E ancora: attualità, ultime uscite, novità.  A quel punto, le domande: scusi, il libro di Robert Merton “Sociologia della scienza” è disponibile? Ha una copia di Homo pluralis di Luca De Biase edito da Codice edizioni? E di un nuovo libro di Davide Bennato che si intitola Il computer come macroscopio pubblicato da Angeli in una nuova collana? Mi perdoni ma cercavo anche un libro pubblicato dal Mulino e di cui è autrice Elena Granaglia, ma non ricordo il titolo…

La sorpresa che si disegna sul volto di un libraio di fronte a domande del genere ricorda lo sbigottimento dello studente interrogato a sorpresa da un insegnante severo. “Ma come, oggi non c’era compito in classe?” Per prendere tempo cercano entrambi rifugio nella salvezza promessa dall’aver capito male: “Uhm… il computer e il microscopio, ha cercato nel reparto Biologia?” “Gramaglia? No, il sistema non me lo dà”.

Pensare che – oggi – la libreria possa essere un “istituto culturale” equivale a credere che il fioraio all’angolo abbia un ruolo nell’arginare il cambiamento climatico. La difesa d’ufficio delle librerie sembra assunta da chi, in quelle librerie, non mette piede da anni. Da chi, chiedendo un titolo appena uscito, non si è mai sentito rispondere: “Non lo abbiamo: può ordinarlo e, se è disponibile, tra sette giorni lo abbiamo”. Se disponibile: ma se è appena uscito? E da dove dovrà mai arrivare in sette giorni? Nel 2014, l’Italia ha perso più di 800 mila lettori: pochi, considerando il servizio che viene loro offerto. Scarso assortimento, commessi poco competenti, libri collocati in scaffali che non c’azzeccano nulla con la materia trattata: si pensa che per vendere di più basti riempire le librerie di agende, calendari, biro e pupazzi o circondare i libri con formaggi, vini e salami. A chi i libri li usa tutte queste cose non servono così che le librerie perdono i lettori forti per inseguire quelli occasionali.

La libreria è una profumeria, una pasticceria, una rosticceria. Jean-Luc Nancy

A Milano, Mondadori ha chiuso un punto vendita di 4 mila metri quadri: è subentrato un negozio di abbigliamento. A via del Corso, a Roma, a tirare giù la serranda è stato Red, una specie di garage che non si capiva se fosse un’enoteca, una cartolibreria o una salsamenteria: pare si sia trattato di un cedimento strutturale, non è chiaro se del palazzo o del progetto che ne aveva motivato l’apertura. Jean-Luc Nancy diceva della libreria come di “un’officina di sentori e di sapori attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una fragranza o come un aroma del libro”. A trovarli, i libri, tra peluche, cioccolate e soppressate. Nonostante l’ottimismo della voluttà di chi continua a  formare nuovi librai raccomandando l’inserimento in libreria di “merceologie e servizi integrativi” per un “innovativo shopping esperienziale”, le librerie continueranno a chiudere perché gli editori pubblicano troppo e i librai leggono troppo poco.

Meno male che c’è Amazon e meno male che – come si dice al baretto del Pensiero – “nun so’ italiani eh”: sarà pure un algoritmo, ma ti spiega (con garbo) che il Polanyi che cercavi non è quello che pensavi ma il fratello (ma dimmi tu) e il giorno dopo ti arriva il pacchetto coi libri di De Biase, David e di Elena.

Che, nonostante la Quaresima, di cognome fa Granaglia e non gramaglia.

 

La citazione di J-L Nancy è tratta da: Del libro e della libreria. il commercio delle idee. Milano: Cortina, 2006.

La foto in alto è di Vincenzo Labellarte, che ha esposto alla mostra collettiva Naked City 2015 a Roma.

 

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Luca De Fiore

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