Press enter to see results or esc to cancel.

Che esagerati quei comunicati stampa

Le notizie sulla salute pubblicate dai giornali esagerano e in molti casi questo dipende da come sono fatti i comunicati stampa prodotti da università e centri di ricerca.

Su dieci press release, quattro contengono affermazioni eccessive rispetto ai contenuti degli articoli realmente pubblicati sulle riviste scientifiche, articoli che i comunicati stessi dovrebbero promuovere. Più di tre presentano associazioni causali non provate e ancora più spesso (nel 36 per cento dei casi) si lascia intendere che il successo di sperimentazioni condotte su animali possa tradursi di per sé in un vantaggio per l’uomo.

Lo studio condotto su 20 università britanniche da Petroc Sumner et al. ha confermato quanto già sapeva chi lavora nella comunicazione scientifica: la responsabilità di ciò che di scienza leggiamo sui quotidiani non è (solo) del giornalisti. Le conclusioni dell’articolo pubblicato su The BMJ sono misurate e non vanno oltre lo scopo della ricerca. Leggere tra le righe dello studio sollecita però qualche riflessione in più.

Dei 4093 comunicati stampa prodotti nel 2011, 3631 non sono stati considerati nella ricerca vuoi perché l’argomento non riguardava la medicina, vuoi perché le press release non facevano riferimento a studi pubblicati su riviste indicizzate. Sarebbe interessante conoscere in quanti casi i centri di ricerca chiedono attenzione ai media per questioni che non passano al filtro della revisione accademica tra pari. Ancora: i risultati suggeriscono che la lettura delle fonti originali – anche quando suggerita da una press release – è poco praticata dai giornalisti scientifici. Infatti, dai computer dei giornalisti i risultati delle ricerche escono ancora più ingigantiti rispetto ai già molto ottimistici comunicati stampa.

Nonostante la sezione conclusiva dell’articolo del BMJ faccia riferimento alle “implicazioni dei risultati per la pratica”, gli autori non suggeriscono vie concrete per correggere la situazione. Nell’editoriale di commento, Ben Goldacre chiede che i comunicati stampa siano firmati dagli autori che collaborano alla loro stesura, che quasi sempre coincidono con i responsabili della ricerca stessa. In una Rapid Response all’articolo di Sumner, Paolo Vercellini, Paola Viganò e Edgardo Somigliana (Clinica Mangiagalli, Università di Milano) si augurano di vedere in calce ai comunicati la dichiarazione di conflitto di interessi di chi ha condotto lo studio, così che possa essere segnalata anche dal giornalista che riprende la notizia: del resto, l’origine di molti entusiasmi è spesso proprio nelle relazioni pericolose tra ricercatori e industria.

Si potrebbe andare oltre e chiedere maggiore trasparenza anche per i conflitti di interesse interni alla istituzione stessa: non è infrequente, infatti, vedere annunciati con grande enfasi i risultati di studi che potrebbero concretamente portare vantaggi all’ente che ne ha promosso lo svolgimento, per esempio in termini di ampliamento del numero delle prestazioni eseguite.

Il problema principale – competizione e necessità di finanziamenti – è proprio degli istituti di ricerca. La soluzione non può che venire dall’interno: occorre considerare la disseminazione dei risultati alla stregua delle altre fasi della conduzione della ricerca (progetto, disegno, raccolta dei dati, analisi e interpretazione) sottoponendo anche gli elementi chiave della comunicazione dei risultati al giudizio dei comitati etici (evidentemente in forme tali da tutelare la tempestività della valutazione), o quantomeno alla loro responsabilità.

E’ in gioco la reputazione di istituzioni importanti e sarebbe nel loro interesse – oltre che in quello dei cittadini – aumentare la vigilanza.

 

LA fotografia in alto è un particolare di The Letter, di Cig Harvey. Rockport, ME, 2008

Comments

1 Comment

Comunicati stampa e articoli scientifici: relazioni pericolose | BAL Lazio

[…] notizie sulla salute pubblicate dai giornali esagerano e in molti casi questo dipende da come sono fatti i comunicati […]


Leave a Comment

Tweet

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…