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#pilloleamare: cosa stiamo imparando?

Alberto Donzelli è una persona perbene che da anni cura – per il servizio di educazione all’appropriatezza e medicina basata sulle evidenze della ASL di Milano – dei servizi di informazione rivolti ai medici del capoluogo lombardo, di Pavia e Lecco. Sul foglio informativo Pillole si è in diverse occasioni interessato di un medicina, l’ezetimibe, sostenendo – sulla base della letteratura scientifica più affidabile – che a fronte di un costo più elevato e di effetti indesiderati simili non garantisce migliori risultati delle statine nel trattamento della ipercolesterolemia.

letteraAlla azienda produttrice del medicinale l’analisi di Donzelli e le raccomandazioni rivolte ai medici da Pillole non sono sembrate corrette e basate su uno studio non equilibrato della letteratura disponibile. Per questa ragione, lo scorso febbraio MSD Italia ha scritto all’autore, al dirigente della ASL di Milano e al presidente del locale Ordine dei medici Roberto C. Rossi, minacciando di chiedere un risarcimento di 1,3 milioni di euro qualora i commenti sul farmaco non fossero stati rimossi dal web. Di fronte alla fermezza delle repliche di Donzelli e di Rossi, MSD Italia ha scritto nuovamente nel mese di maggio ribadendo la propria posizione e l’intenzione di adire alle vie legali. A questo punto, i contenuti sull’ezetimibe sono stati rimossi.

In the educational and informational process, the disagreement should be expressed on the pages of scientific journals as a debate among peers, including the readers who will be able to decide freely what is the most appropriate choice for patients. Alberto Donzelli

Sembrava tutto finito e invece no.

A inizio estate, i referenti delle riviste italiane facenti parte e “vicine” all’International Society of Drug Bulletins (una rete internazionale che dovrebbe coordinare le attività degli strumenti informativi indipendenti sui medicinali) hanno scritto un comunicato che oltre a descrivere l’accaduto esprimeva solidarietà a Donzelli.

Il comunicato ha iniziato a circolare in rete in modo sempre più capillare, grazie alla testardaggine di Salvo Fedele. I post e l’attività di microblogging sono tracciati dall’hashtag #pilloleamare  che è stato rilanciato da numerosi utenti in molti paesi del mondo. Twubs raccoglie gran parte dei tweet.

La storia è stata raccontata da Fabio Turone su The Bmj il 4 luglio 2014: MSD Italy is criticised for threatening legal action over prescription advice to GPs. Al 9 luglio, la notizia è stata letta 1.616 volte.

La notizia non è passata inosservata e la rivista Forbes ha scritto un lungo e documentato articolo sulla vicenda, stigmatizzando la reazione di MSD Italia.

Anche il blog Pharmalot del Wall Street Journal ha dato spazio alla storia con un post che non manca di suggerire ai lettori l’articolo su The Bmj e la lettera dei referenti italiani dell’ISDB.

Diversi altri blog se ne sono occupati (tra gli altri, PharmaLeaders) generalmente in modo accurato e con tempestività.

Dalla sede centrale della Merck è subito arrivato un comunicato che smentiva l’operato di MSD Italia: “Merck is committed to the open and transparent exchange of scientific information. We believe this exchange should take place in medical meetings and peer-reviewed scientific publications. We believe this to be an isolated incident in Italy and regret how it was handled by our company. Merck has not taken any legal action in connection with this situation.”

In una conversazione telefonica con la redazione di Forbes, il portavoce di Merck, Steve Cragle, annunciava i prossimi passi dell’azienda: alla domanda “Would the company take any internal action to keep this situation from repeating itself? Cragle rispondeva: “We’re certainly reviewing the situation”.

altan-estero-e-prese-per-il-culoLo strano caso del Dottor Donzelli e del Signor MSD non è, dunque, concluso. Per adesso, sono più le conferme che le novità:

  •  meno male che esiste The BMJ, che se non c’era stavamo ancora a raccontarcela tra di noi;
  • come sostiene Sergio Conti Nibali, ” i medici dovrebbero interrogarsi sulla necessità di un’informazione libera, scientificamente corretta, trasparente e aggiornata” e, soprattutto, sulla loro determinazione a pretenderla;
  • chi ancora fa informazione sui medicinali non dipendente dall’industria potrebbe chiedersi se non convenga pensare a non disperdere le energie, convergendo su un progetto forte capace di coniugare forme di comunicazione tradizionali e innovative;
  • con buona pace della “spinta all’innovazione”, l’industria farmaceutica ancora non ha ben chiaro come funzionano i social media (e forse questa è una buona notizia);
  • contro il metodo SLAPP (strategic lawsuit against public participation: a lawsuit intended to silence critics by burdening them with the cost of a legal defense) la rete funziona;
  • come dice Maria Font, della ISDB, “fare rete funziona e questa evidenza potrebbe convincere anche chi gestisce la sanità pubblica che non sempre è necessario arretrare”…

Soprattutto, abbiamo avuto conferma di una cosa che purtroppo ci è nota da tempo: fuori dai confini italiani le cose funzionano meglio.

Comments

5 Comments

Aristarco

Tra le righe, mi pare di scorgere un postulato indimostrato e cioè che la cosiddetta contro-informazione anti-Pharma sia esente dal raccontare sciocchezze sesquipedali. Ed invece ho in mente un lungo elenco di sciocchezze che ho letto su tali fonti.
Il problema di fondo, a mio parere, è il seguente: vi è molta “intellighentia” che se legge qualcosa di provenienza dall’industria farmaceutica attiva in automatico un filtro di ragionevolezza critica. E ciò è buona cosa. Se però legge qualcosa di non di provenienza dall’industria farmaceutica (e spesso anti-Pharma a prescindere; perché esistono anche costoro) allora si tende ad ingurgitare tutto in modo acritico.
Cordialità
Aristarco

Conflitto di interessi: il sottoscritto lavora in una ditta farmaceutica, ma non è MSD

Ldf

Buongiorno “Aristarco” e grazie mille del commento.
In primo luogo, l’aspirazione alla trasparenza (forse però non da tutti condivisa) solleciterebbe l’abbandono di improbabili pseudonimi da calciatore brasiliano (tra l’altro, non è periodo favorevole…).
Ma venendo al punto, non è in discussione la veridicità o la correttezza di quanto scritto dal dottor Donzelli: piuttosto, il suo diritto a poter esporre le proprie riserve su efficacia e sicurezza di un medicinale senza che questo esponga al rischio di risarcimenti milionari.
Una parola anche sul termine “contro-informazione”: non è corretto definire in questi termini l’informazione di una istituzione pubblica basata sui risultati della ricerca internazionale.

Aristarco

Aristarco… improbabile pseudonimo da calciatore brasiliano (tra l’altro, non è periodo favorevole…)…..????

No, non…. ci posso credere!!!!

Aristarco

Aristarco è un astronomo greco, famoso per essere stato il primo sostenitore della teoria eliocentrica, riscoperta moltissimi secoli dopo da Copernico e Galileo.
Egli fu non creduto dai suoi contemporanei e per questo perseguitato.
Aristarco: colui che, pur non creduto, la raccontava giusta 😉

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[…] #pilloleamare (chi legittimamente non sapesse di cosa si stia parlando può dare un’occhiata a questo post in attesa del […]


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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