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Il ricercatore che imbroglia deve risarcire

Qualcosa doveva pur fare, il Dottor Han, per continuare a sperare nei finanziamenti federali finalizzati allo sviluppo di un vaccino per l’AIDS. Però, l’idea di aggiungere proteine umane al sangue del coniglio  per dimostrare una risposta da parte dell’animale di laboratorio può sembrare un po’ estrema. “Non crediate”, sembrano dire Adam Marcus e Ivan Oransky raccontando la storia sul New York Times: “il motivo per cui adesso siete informati di come sono andate le cose e non state invece leggendo del successo della terapia è che il Dottor Han è stato scoperto”. Marcus e Oransky sono particolarmente competenti di frodi e malpractice nella ricerca e nella comunicazione scientifica: il blog da loro fondato – Retraction Watch – è talmente aggiornato e interessante che sono finiti a fare gli opinionisti su uno dei quotidiani più autorevoli del mondo. La cosa inusuale della storia di Dong-Pyou Han, sostengono, è nel fatto che è stato obbligato a dimettersi dalla sua posizione accademica. Qualche altro caso memorabile va ricordato, come quello dell’anestesista Scott S. Reuben della prestigiosa Tufts University, che – per aver falsificato i dati di una serie di 21 studi enfatizzando i benefici dei farmaci antidolorifici Vioxx (Merck) e Bextra (Pfizer) – ha passato sei mesi in prigione: leggi l’articolo di Scientific American e del Wall Street Journal sull’affaire Reuben.

If someone has a good reputation, has 10 years of papers and has a very high position within their medical school, generally you assume they have a lot of integrity. Jeffrey Kroin, Rush University, Chicago

Ma la gran parte dei ricercatori che barano continua imperterrita nel proprio lavoro anche quando i loro comportamenti fraudolenti vengono alla luce. Alla peggio (o … alla meglio) c’è chi approda alla corte di un’industria farmaceutica. Nel caso di Han, l’istituzione di appartenenza – la Iowa University – ha accettato di restituire al Governo 500 mila dollari quale rimborso di anni di stipendio: uniti al milione e 400 mila euro di finanziamento cancellato dai National Institutes of Health fanno una cifretta discreta. Sull’onda di un numero crescente di segnalazioni, negli Stati Uniti si discute dell’entità della pena che attende i ricercatori che commettono una frode e della funzionalità dell’Office of Research Integrity, l’ente deputato al controllo. La legge che in Italia ha istituito i responsabili per la prevenzione della corruzione e della trasparenza nelle aziende sanitarie è un’eccellente occasione per restituire il controllo al sistema sanitario proprio là dove si svolge l’assistenza e dove si disegna, si svolge la ricerca e si comunica la ricerca. a proposito: conosci la campagna Illuminiamo la salute? Sono gli enti di appartenenza dei ricercatori a poter vigilare nel modo  più efficace, coordinando l’attività dei responsabili della legalità con il lavoro dei comitati etici, vigilando sulla registrazione degli studi e sulla loro correttezza, sulla plausibilità dei dati raccolti in relazione alla tracciabilità dei dati attraverso SDO, registri o altri database attivati nell’azienda. E, forse, riportando a livelli di ragionevolezza la pressione su clinici e ricercatori: solo ricerca utile e senza scorciatoie…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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