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L'indirizzo di Lincoln e il PowerPoint

Nel novembre del 1863, in piena guerra di Secessione, Abraham Lincoln formulò il famoso Gettisburg Address. Era il giorno dell’inaugurazione di un cimitero che accoglieva soldati nordisti morti proprio su quel terreno in una delle battaglie più sanguinose di una guerra terribile, durante la quale perse la vita il 41 per cento dei soldati del Sud e il 33 per cento di quelli del Nord.

Il discoLincoln_readingrso è un esempio di chiarezza, sintesi e determinazione: questo è l’indirizzo dove l’America deve andare, sembra dire. Puoi star sicuro che è quella la destinazione. In inglese, address è una parola molto bella: un dito puntato verso l’obiettivo. Il 4 luglio del 1986, alla Casa Bianca, Gregory Peck recitò il Gettisburg Address: poco più di 2 minuti e 20 secondi. Guarda il video su YouTube. Anche per la sua brevità, il discorso di Lincoln dovrebbe essere usato per spiegare come si costruisce un testo che vuole essere ricordato.

E’ come se il Presidente degli Stati Uniti fosse già consapevole di alcuni dei risultati della ricerca più recente nel campo delle neuroscienze:

  • l’attenzione di chi ascolta non va oltre i 7 minuti. Dieci al massimo.
  • Chi ascolta fa attenzione solo ai passaggi chiave di un discorso e trascura tutti i particolari.
  • Evocare il pericolo cattura l’attenzione. Lo stesso risultato si ottiene raccontando una storia o parlando di cibo o di sesso.

Essere sintetici non è essere banali. Piuttosto, è il modo col quale si espongono i concetti che può esporre a cattive figure. Lo ha dimostrato Peter Norvig, director of Research di Google Inc. (non vuol dire che è la persona che cerca per conto tuo quando scrivi una stringa nel blank box eh), quando nel 2003 diede in pasto il Gettisburg Address al Microsoft PowerPoint Autocontent Wizard, un generatore automatico di slides. Il risultato lo puoi vedere qui. Non a caso, Norvig affidò proprio ad una rivista di medicina, il Lancet, il compito di prendere in giro i limiti del PowerPoint. Elsevier impedisce di leggere l’articolo ai non abbonati, ma Norvig regala il testo 🙂 In questa intervista, Norvig racconta la seconda vita del discorso di Lincoln…

Purtroppo, si parla sempre più di 7 minuti e ci si aiuta con gli elenchi puntati del PowerPoint. E, in italiano, “indirizzo” è quasi sempre una strada e mai un obiettivo. “Homogeneity is great for milk, but not for ideas.”

Nota: i punti chiave (acc! ci risiamo coi maledetti “punti elenco”…) sono tratti dall’ottima guida 100 Things Every Designer Needs to Know about People, di Susan Weinschenck (2011 – l’editore è New Riders, a Berkeley).

Comments

1 Comment

Marco Bussini

La regola del 10 20 30 andrebbe sempre osservata: non piu di 10 slide, non oltre i 20 minuti, testo non più piccolo di corpo 30. E invece…


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