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L'e-book fa risparmiare

Il dorso di un libro misura in media due centimetri e mezzo. Dai, più o meno, mica vorrai stare lì a misurare. Dividi la lunghezza dell’insieme degli scaffali che hai in casa per questi due centimetri e mezzo: viene fuori quanti libri hai. Che poi, si chiamano “luci”, gli scaffali. Luci oscurate dai libri. Ma non di questo volevo parlare adesso.

Volevo dire che da qualche parte, nascoste tra due pagine di un libro conservato negli 80 metri di ripiani di casa, ci sono 500 mila lire. Messe là a inizio di un’estate di tanti anni fa e mai recuperate. Succede regolarmente: nascondi una cosa e dimentichi dove. Tomasi di Lampedusa, quello del Gattopardo, diceva che la sua biblioteca nascondeva tesori: non per i titoli che ospitava, ma per le lire dimenticate tra le pagine.  La collezione di libri di Julio Cortazar è finita alla Fondazione Juan March di Madrid. Hanno trovato due banconote in un libro, ma Jesús Marchamalo che lo racconta non dice se hanno restituito il tesoro agli eredi o lo hanno trattenuto nel libro. L’unico modo per ritrovarli, i soldi, è nasconderli con criterio: l’ideale è in una copia dell’Avaro di Molière o alla pagina della Garzantina alla voce “Soldi”, per dire. Oppure, metti che ti avanzano dei dollari da un viaggio in America: mettili in una guida, no?

Meno male che adesso ci sono gli e-book. Sai quanti soldi risparmiati: dovremo trovare altri nascondigli.

Ma gli e-book ci sono veramente? Nel 2010 hanno rappresentato lo 0,05 per cento del mercato del libro. A settembre di quest’anno, i titoli disponibili erano poco meno di 18 mila. Se confronti le due cifre noti l’asimmetria tra l’impegno degli editori e il disinteresse dei lettori. Dai dati presentati a Francoforte da AT Kearney e Book Republic c’è anche una disparità tra la penetrazione dei titoli e quella dei reader: la prima è più che doppia rispetto alla seconda. In sostanza: pochi hanno un Kindle (o altro device) ma chi lo ha carica parecchie cose da leggere.

La verità è che restano dei problemi da risolvere:

  • se non aumenta il numero dei reader in circolazione, gli e-book non decollano
  • se non migliora la qualità della resa sui reader, difficile che la gente si appassioni
  • se non si risolve il problema dell’IVA (sui libri è al 4 per cento, sugli e-book al 21) tutto è più difficile
  • se non si governa la pirateria, agli editori non conviene investire se non per immagine
  • se le piattaforme di vendita non vengono maggiormente incontro agli editori, questi si stufano.

E poi il problema più grande: oggi gli e-book cannibalizzano i libri. Il mercato complessivo è in calo: quindi, vendere più edizioni digitali non conviene a nessuno.

* Gli aneddoti sulla “scomparsa” dei soldi li ho letti su Toccare i libri, di Jesus Marchamalo. Firenze: Ponte alle grazie, 2011.

Comments

1 Comment

nascpublish

Condivido l’analisi sull’ebook, ma dissento su un elemento: gli ebook non cannibalizzano i libri. Gli ebook sono un canale diverso, anche complementare rispetto al libro cartaceo. Almeno per il momento.
La vendita di un ebook non frena la vendita di un libro. Certo bisognerà fare più attenzione al magazzino e a cosa si pubblica, ma è un percorso che vale la pena di seguire (anche economicamente)


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Luca De Fiore

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