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	<title>Commenti a: Il New England, il Lancet e i carciofi di Marcello</title>
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	<description>Tecnologia, comunicazione e risorse in medicina: tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere...</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 17:08:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Franco Anedda</title>
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		<dc:creator>Franco Anedda</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:54:32 +0000</pubDate>
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		<description>Che i mezzi di informazione siano asserviti al potere economico e ai suoi interessi non è cosa nuova.
Che i ricercatori, in primis, polarizzano la loro attività alla ricerca di finanziamenti (altrimenti non mangiano) e quindi sono pure loro asserviti al potere economico e ai suoi interessi pure questo non è cosa nuova.
La novità è che pure gli enti regolatori seguono lo stesso andazzo ed i risultati sono devastanti sia per i sistemi sanitari che per la salute della popolazione.
L&#039;ennesimo esempio:
http://www.unita.it/news/scienza_societ_/94096/germania_licenziato_il_nemico_di_big_pharma</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che i mezzi di informazione siano asserviti al potere economico e ai suoi interessi non è cosa nuova.<br />
Che i ricercatori, in primis, polarizzano la loro attività alla ricerca di finanziamenti (altrimenti non mangiano) e quindi sono pure loro asserviti al potere economico e ai suoi interessi pure questo non è cosa nuova.<br />
La novità è che pure gli enti regolatori seguono lo stesso andazzo ed i risultati sono devastanti sia per i sistemi sanitari che per la salute della popolazione.<br />
L&#8217;ennesimo esempio:<br />
<a href="http://www.unita.it/news/scienza_societ_/94096/germania_licenziato_il_nemico_di_big_pharma" rel="nofollow">http://www.unita.it/news/scienza_societ_/94096/germania_licenziato_il_nemico_di_big_pharma</a></p>
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		<title>Di: Sun Tzu</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/01/il-new-england-il-lancet-e-i-carciofi-di-marcello/comment-page-1/#comment-259</link>
		<dc:creator>Sun Tzu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 17:51:28 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piace il mondo in cui vive Ludovico: e&#039; dolce, ottimistico. 

Io invece vivo in un mondo in cui gli stretti rapporti fra big pharma e big editoria sono sempre piu&#039; stretti e gli effetti incominciano a farsi sentire.

A proposito, pare che i numeri di ISSN arraffati da big editoria per targare la collana di riviste fantasma fossero decine. Quindi probabilente vi erano altri cataplasmi in programma.

Roba da brividi, roba da Esorciccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace il mondo in cui vive Ludovico: e&#8217; dolce, ottimistico. </p>
<p>Io invece vivo in un mondo in cui gli stretti rapporti fra big pharma e big editoria sono sempre piu&#8217; stretti e gli effetti incominciano a farsi sentire.</p>
<p>A proposito, pare che i numeri di ISSN arraffati da big editoria per targare la collana di riviste fantasma fossero decine. Quindi probabilente vi erano altri cataplasmi in programma.</p>
<p>Roba da brividi, roba da Esorciccio.</p>
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		<title>Di: Ldf</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/01/il-new-england-il-lancet-e-i-carciofi-di-marcello/comment-page-1/#comment-258</link>
		<dc:creator>Ldf</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 16:05:37 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il tuo commento, Ludovico. La storia dell&#039;editoria è un vero e proprio museo degli ... &lt;em&gt;e&lt;/em&gt;rrori, veri o presunti: c&#039;è ampia e appassionante letteratura su questo. Gli articoli di The &lt;em&gt;Scientist&lt;/em&gt; discutono di &quot;errori&quot; &lt;strong&gt;sistemici&lt;/strong&gt;, non episodici e seriali (non di una rivista di trattava, ma per l&#039;appunto di una serie). Il ripetersi di questi &quot;errori&quot;, la tendenza a minimizzarne la portata e la convergenza delle strategie di industrie farmaceutiche e editoriali mi preoccupano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo commento, Ludovico. La storia dell&#8217;editoria è un vero e proprio museo degli &#8230; <em>e</em>rrori, veri o presunti: c&#8217;è ampia e appassionante letteratura su questo. Gli articoli di The <em>Scientist</em> discutono di &#8220;errori&#8221; <strong>sistemici</strong>, non episodici e seriali (non di una rivista di trattava, ma per l&#8217;appunto di una serie). Il ripetersi di questi &#8220;errori&#8221;, la tendenza a minimizzarne la portata e la convergenza delle strategie di industrie farmaceutiche e editoriali mi preoccupano.</p>
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		<title>Di: Ludovico</title>
		<link>http://dottprof.com/2010/01/il-new-england-il-lancet-e-i-carciofi-di-marcello/comment-page-1/#comment-257</link>
		<dc:creator>Ludovico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 08:34:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dottprof.com/?p=801#comment-257</guid>
		<description>ciao Giorgio, 
trovo sinceramente semplicistico fare di ogni erba un fascio. Nella natura dell’uomo è intrinseco l’errore, e questa è una delle ragioni per cui, sin dall’antichità, ci siamo dotati di codici di leggi. Poi ciclicamente arriva un furbetto del quartierino che non rispetta neanche la legge.
Lo scorso anno c’è stato un unico episodio, relativo ad un’unica rivista scientifica locale (raccolta di articoli seri ad opera di autori prestigiosi), che non esplicitava chiaramente l’azienda sponsor. Questa soluzione ha violato la policy dell’editore e chi, con leggerezza l’ha realizzata, non ha mantenuto il proprio posto di lavoro. Il risultato è che l’editore internazionale ha definito regole ancora più severe per garantire la qualità dell’informazione delle proprie testate che, da oltre un secolo, contribuiscono all’evoluzione della medicina (mantenendo debite distanze dal marketing farmaceutico).
Personalmente conosco da oltre un decennio il settore e ho visto, al contrario di quanto dichiari, una crescita di valori e consapevolezza del proprio ruolo nel tessuto sociale da parte delle aziende. Oggi non vedo più multinazionali farmaceutiche in cerca di piccole realtà locali disposte ad asservire dinamiche comparaggiste. E sinceramente non ho mai rilevato un’ammirazione, da parte della classe medica e da parte degli stakeholder, verso il farmaceutico proporzionale alla capacità di pagamento; oggi le farmaceutiche “pagano poco” (meno?): non sarà anche questo un indicatore di maggiore liceità del settore?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Giorgio,<br />
trovo sinceramente semplicistico fare di ogni erba un fascio. Nella natura dell’uomo è intrinseco l’errore, e questa è una delle ragioni per cui, sin dall’antichità, ci siamo dotati di codici di leggi. Poi ciclicamente arriva un furbetto del quartierino che non rispetta neanche la legge.<br />
Lo scorso anno c’è stato un unico episodio, relativo ad un’unica rivista scientifica locale (raccolta di articoli seri ad opera di autori prestigiosi), che non esplicitava chiaramente l’azienda sponsor. Questa soluzione ha violato la policy dell’editore e chi, con leggerezza l’ha realizzata, non ha mantenuto il proprio posto di lavoro. Il risultato è che l’editore internazionale ha definito regole ancora più severe per garantire la qualità dell’informazione delle proprie testate che, da oltre un secolo, contribuiscono all’evoluzione della medicina (mantenendo debite distanze dal marketing farmaceutico).<br />
Personalmente conosco da oltre un decennio il settore e ho visto, al contrario di quanto dichiari, una crescita di valori e consapevolezza del proprio ruolo nel tessuto sociale da parte delle aziende. Oggi non vedo più multinazionali farmaceutiche in cerca di piccole realtà locali disposte ad asservire dinamiche comparaggiste. E sinceramente non ho mai rilevato un’ammirazione, da parte della classe medica e da parte degli stakeholder, verso il farmaceutico proporzionale alla capacità di pagamento; oggi le farmaceutiche “pagano poco” (meno?): non sarà anche questo un indicatore di maggiore liceità del settore?</p>
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