Siamo abituati ai regali più fantasiosi per far prescrivere i farmaci: viaggi in business, sciarpe e foulard, zainetti, borse, penne di ogni tipo. Fermacarte con equilibristi in bilico, post it, penne Usb: cosa non si inventa per muovere un medicinale non indispensabile. All’altro capo del mondo, il mondo si rovescia ed è il farmaco lo strumento promozionale. Per cosa? Per la politica. Viagra a go go per convincere maschi un po’ spompati a votare un candidato di Bangkok evidentemente a corto di argomenti. E’ una notizia che non può non far riflettere: sulla pratica del dono, sul valore percepito del farmaco, sulla sessualità come irriducibile esigenza. Una notizia per la quale non si resiste alla tentazione di rispolverare un titolo alla Vasquez Montalban…




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